Mercato dell’arte contemporanea. Analisi e report del 2018

Per tradizione, la fine di un anno comporta un bilancio. Come è andato l’anno che sta terminando dal punto di vista del mercato? Se il mercato dell’arte fosse uno spartito, il 2018 sarebbe in “Crescendo”. Ecco la nostra analisi

David Hockney, Portrait of an Artist (Pool with Two Figures), 1972. Courtesy Christie's Images Ltd 2018
David Hockney, Portrait of an Artist (Pool with Two Figures), 1972. Courtesy Christie's Images Ltd 2018

Di questo 2018 ormai alla fine, due sono le vendite colpiscono più delle altre. La prima è quella di Portrait of an Artist (Pool with Two Figures) di David Hockney: il dipinto del 1972 è l’opera più pagata al mondo di un artista vivente, costata poco più di 90 milioni di dollari (Christie’s a New York, a novembre, del 1972). L’altra, meno celebrata, è la cessione della tela del 1985 di Zao Wou-Ki, venduta da Sotheby’s a Hong Kong per 65 milioni a settembre.

IL RECORD DI HOCKNEY

La vendita di Portrait of an Artist (Pool with Two Figures) di David Hockney era atteso ma impressiona. Il dipinto, di grandi dimensioni e d’impatto, era reduce da una spettacolare retrospettiva dedicata all’artista inglese, nato a Bradford nel 1937, alla Tate Britain di Londra, al Centre Georges Pompidou di Parigi e al Metropolitan Museum of Art di New York, tra il febbraio 2017 e febbraio 2018; la sua riproduzione era la locandina di questa mostra itinerante, che è stata un blockbuster; prima dell’asta è stata organizzata una sofisticata campagna di marketing con efficacissimi video, che comprendeva persino un gigantesco murales a Manhattan. Il martelletto è sceso a 80 milioni, il record precedente era 28.

Zao Wou-Ki, Juin-Octobre 1985, 1985. Courtesy Sotheby's
Zao Wou-Ki, Juin-Octobre 1985, 1985. Courtesy Sotheby’s

L’INASPETTATO ZAO WOU-KI

Il risultato conseguito dalla vendita dell’opera di Zao Wou-Ki (Pechino, 1921 – Nyon, 2013) era meno prevedibile, per lo meno da questa parte del mondo. La vendita è stata ad Hong Kong da Sotheby’s, casa d’asta leader del mercato per il terzo anno di fila. Il precedente record era fermo a 25 milioni, cifra decisamente già molto alta, e in questa occasione l’esito è quasi il triplo. Gli interessati sapevano che l’opera, qualche giorno dopo l’asta, sarebbe stata allestita in occasione di una spettacolare, commuovente retrospettiva dedicata all’artista cinese al Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris. Anche qui, il rapporto tra percezione pubblica e vendita è evidente. Le grandi mostre trasformano gli artisti fino ad allora noti al pubblico dell’arte contemporanea in sottospecie di sofisticate rock star di massa, e l’operazione funziona come propellente per le vendite. Il passaggio tra grandi mostre e record d’asta è diventato spesso così breve che per prevedere dove andrà il vertice del mercato è utilissimo conoscere un anno prima le mostre che propongono i tre più grandi musei del mondo.

UNO SGUARDO GENERALE

Ad ogni modo, le due vendite illuminano il risultato finale del 2018 che, che alcuni mesi fa sembrava meno scintillante e che i primi report danno in crescita. Inoltre, le due aste che vengono usate come cartina tornasole per la fine dell’anno, quelle d’arte contemporanea di New York a novembre, sono andate bene: il risultato della Sotheby’s Contemporary Art Evening Auction è stato di $362.6 milioni e un incremento del 17% rispetto all’anno scorso, mentre Christie’s, che quest’anno non contava sul Salvador Mundi di Leonardo da Vinci, totalizza $357,6. Anche in Italia, la stagione invernale è stata positiva. Il Sotheby’s sale total dell’asta di novembre è di oltre € 11 milioni, che supera i € 12,8 milioni se si aggregano anche i risultati della day sale (la stessa asta nel novembre 2017 aveva totalizzato € 7.788.500). Nella medesima sessione di dicembre, Il Ponte Casa d’Asta vende 5.2 milioni di opere rispetto ai 2.7 del 2018, duplicando la performance. E anche altre case d’asta sono soddisfatte della risposta. Cosa dire dell’anno prossimo? Consapevoli che le variabili che condizionano il mercato sono troppe, e soprattutto a volte imprevedibili e irrazionali, e sfortunatamente privi della palla di vetro, aspettiamo i primi segnali che arriveranno tra febbraio e marzo. E teniamo la bocca cucita.

– Antonella Crippa

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AutoriDavid Hockney , Zao Wou-Ki
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Antonella Crippa
Antonella Crippa è una art advisor e vive e lavora a Milano. Da settembre 2017 è la curatrice responsabile della Collezione UBI BANCA. Si forma come storica dell’arte laureandosi in Conservazione dei beni culturali e diplomandosi alla Scuola di specializzazione in storia dell’arte all’Università statale di Milano. Per qualche anno è stata curatrice indipendente (tra gli altri progetti espositivi: 1999-2002, Da Cima a Fondo, Torre del Lebbroso, Aosta; 2004 On Air, Video in Onda dall’Italia, Galleria Civica di Monfalcone; 2007, In Cima alle Stelle, Forte di Bard). Dal novembre 2009 al luglio 2017 è stata responsabile del dipartimento di Art Advisory di Open Care, società della quale era membro del consiglio di amministrazione. Ha collaborato con la Commissione Europea come esperta valutatrice. Insegna “Comunicazione e valorizzazione delle collezioni museali” al postgraduate master Contemporary Art Markets della NABA - Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. Giornalista pubblicista, in precedenza ha scritto per diverse testate; per Artribune si occupa di mercato dell’arte.

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