Da Sarajevo a Stoccolma. Il sogno della Galleria Brodac

Invitata a partecipare alla fiera d’arte contemporanea di Stoccolma, la giovane galleria Brodac di Sarajevo ha tra le mani un’opportunità imperdibile. Ma la mancanza di fondi rischia di mettere a repentaglio il sogno del suo proprietario: un giovanissimo artista.

Gallery Brodac, Sarajevo
Gallery Brodac, Sarajevo

La Galleria Brodac, aperta poco più di un anno fa a Sarajevo dal giovane artista Mak Hubjer (classe 1993), è stata invitata a partecipare alla Supermarket Art Fair, fiera d’arte contemporanea che dal 2007 si svolge a Stoccolma e che si caratterizza per l’insolito approccio nella selezione delle gallerie. Vengono infatti invitati a partecipare soltanto gli spazi espositivi gestiti da artisti, proprio come Brodac.
Dall’inaugurazione della galleria dedicata all’arte contemporanea di Sarajevo lo scorso maggio, il suo proprietario e giovane artista-imprenditore, insieme ad altri studenti dell’Accademia di Belle Arti di Sarajevo, ha organizzato più di sei mostre con artisti locali e internazionali, praticamente a costo zero, combattendo contro la cronica mancanza di fondi statali dedicati alla cultura e facendosi largo nel panorama cittadino fino a diventare un punto di riferimento essenziale per i giovani creativi della capitale bosniaca. Durante il periodo estivo, quando Sarajevo conta un alto numero di turisti stranieri, Brodac è riuscita nel tentativo di sviluppare un minimo mercato dell’arte, incoraggiando nuovi possibili collezionisti a comprare, spiegando loro la bontà dell’investimento.
L’idea di Hubjer, infatti, era stata di mettere in contatto gli artisti della sua generazione, fornendo loro uno spazio espositivo sperimentale dove potersi incontrare, discutere nuove idee e progetti al di fuori dell’ambiente conservatore dell’Accademia, con il più ampio pubblico di appassionati e collezionisti. Il suo sogno, seguito con tenacia, era partito investendo di tasca propria la somma necessaria per l’apertura della galleria, guardando ottimista al futuro della sua impresa.

Gallery Brodac, Sarajevo
Gallery Brodac, Sarajevo

UNA GRANDE OPPORTUNITÀ

L’eccellente lavoro svolto dal team Brodac è stato recentemente riconosciuto anche all’estero quando è arrivato l’invito da parte dei direttori di Supermarket a partecipare alla prossima edizione della fiera che si terrà a Stoccolma dal 23 al 26 marzo 2017 e che vorrebbe accogliere la galleria insieme a due giovani artiste sarajevesi, Adela Jusic e Nardina Zubanovic.
Purtroppo la partecipazione a Supermarket è messa a repentaglio dalla delicata situazione finanziaria in cui versa la giovane galleria. Come ci aveva raccontato Hubjer nella nostra intervista, il mercato dell’arte in Bosnia al momento non fa profitti; oggi è possibile, in minima parte, vendere ai turisti o agli stranieri che vivono nella capitale bosniaca, ma la verità è che a Sarajevo, una città di quasi 400mila abitanti c’è forse un 10% interessato all’arte, e soltanto un 1% interessato a comprare, e il budget ricavato dalle mostre estive è stato immediatamente reinvestito per nuovi progetti espositivi. Si tratta di una corsa contro il tempo: per pagare le spese necessarie alla partecipazione alla fiera, viaggio, vitto e alloggio, la galleria ha bisogno di 1.500 euro, equivalenti a 3.000 marchi bosniaci, quasi sei mesi di stipendio medio in Bosnia!

Gallery Brodac, Sarajevo
Gallery Brodac, Sarajevo

IPOTESI E SPERANZE

Come cercherà Brodac di pagare le spese? Mak Hubjer smetterà i panni di gallerista per tornare a vestire quelli dell’artista: il suo scopo è vendere i suoi ultimi lavori di grafica per raccogliere la somma necessaria e volare a Stoccolma. Gli eventuali profitti della fiera verrebbero impiegati per continuare la ristrutturazione del suo spazio espositivo, una vecchia kafana (bar bosniaco) rilevata da Hubjer in cattive condizioni e rimessa quasi del tutto a nuovo nel giro di pochi mesi, e per sostenere il programma della galleria nel 2017.
L’arrivo di una galleria sarajevese sulla scena del mercato internazionale è di vitale importanza per una generazione di giovani artisti che sono costretti a puntare tutto sull’estero allo scopo di portare avanti i propri sogni e le proprie ambizioni. Ora il suo proprietario dovrà contare su nuovi collezionisti che avranno tempo fino al prossimo primo marzo per comprare il suo lavoro e finanziare così l’avventura svedese.

Claudia Zini

http://brodac.com/
http://www.supermarketartfair.com/

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