Art People Voices. Parola ad Andrea Gho

Secondo appuntamento con la rubrica che dà voce a collezionisti, galleristi, dealer, esperti delle case d’asta. Stavolta la parola passa a un giovanissimo collezionista italiano di stanza a Londra.

Fausto Melotti, Canone variato II, 1971
Fausto Melotti, Canone variato II, 1971

Nipote di collezionisti, figlio di collezionisti, Andrea Gho è letteralmente cresciuto in mezzo all’arte. Fin da giovanissimo – è nato a Milano nel 1990 – ha maturato un profondo interesse per gli artisti del dopoguerra italiano. Dotato di una memoria prodigiosa (senza sforzo, in ogni mese dell’anno, è in grado di ricordare tutte le ultime battute di Fontana) da un anno e mezzo si è trasferito per lavoro a Londra. I suoi interessi non sono rivolti all’arte degli ultimi cinque anni, come forse ci si potrebbe aspettare dalla sua età, ma piuttosto a Fausto Melotti, il suo primo amore, Alighiero Boetti, Giulio Paolini, Vincenzo Agnetti

Quali artisti stai seguendo in questo momento?
Fin da piccolo ho sempre voluto ripercorrere i passi del nonno architetto, concentrandomi su pochi artisti sui quali credo molto, soprattutto quelli con cui ha avuto un rapporto personale e professionale. A quelli già nominati aggiungerei il suo maestro Giò Ponti e Piero Fornasetti.

Andrea Gho
Andrea Gho

Cosa ti spinge all’acquisto?
Seguo il mio intuito e, se posso permettermi l’opera, decido molto velocemente. Focalizzarmi su pochi nomi che conosco bene velocizza il processo. Sono più lento nel caso di nuove avventure, verso le quali sono aperto ma solo dopo un attento studio. Come mi ha insegnato un caro amico, “veritas filia temporis”.

C’è un motivo per cui non sei interessato all’arte contemporanea?
Il 3 luglio 2014 la tela di Christian Rosa intitolata Ruff Neck aveva realizzato 98.500 sterline partendo da una stima di 10-15 mila. Lo stesso quadro con la stessa stima nella medesima casa d’aste londinese ne ha totalizzati 18.750 qualche settimana fa. Sebbene acquisti per appagamento personale, i miei studi finanziari mi tengono ben lucido. In ogni caso sto comprando alcuni giovani artisti italiani che ritengo talentuosi ma con un budget che non superi la mensilità di un neoassunto.

Christian Rosa, Ruff Neck, 2013
Christian Rosa, Ruff Neck, 2013

Come vedi il mercato oggi? Dove sta andando? Come sta evolvendo?
Con le recenti incertezze macroeconomiche, credo che il mercato si stia difendendo egregiamente. Dopo una grande corsa, l’arte italiana si sta consolidando su ottimi livelli e prende fiato in preparazione del prossimo, meritato balzo. Sul contemporaneo internazionale ho visto un’incredibile euforia. I nostri sudati soldi valgono ancora qualcosa? Attenzione però: alcuni fenomeni si sgonfiano più velocemente di quanto si siano gonfiati.

Antonella Crippa

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #34

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Antonella Crippa
Antonella Crippa è una art advisor e vive e lavora a Milano. Da settembre 2017 è la curatrice responsabile della Collezione UBI BANCA. Si forma come storica dell’arte laureandosi in Conservazione dei beni culturali e diplomandosi alla Scuola di specializzazione in storia dell’arte all’Università statale di Milano. Per qualche anno è stata curatrice indipendente (tra gli altri progetti espositivi: 1999-2002, Da Cima a Fondo, Torre del Lebbroso, Aosta; 2004 On Air, Video in Onda dall’Italia, Galleria Civica di Monfalcone; 2007, In Cima alle Stelle, Forte di Bard). Dal novembre 2009 al luglio 2017 è stata responsabile del dipartimento di Art Advisory di Open Care, società della quale era membro del consiglio di amministrazione. Ha collaborato con la Commissione Europea come esperta valutatrice. Insegna “Comunicazione e valorizzazione delle collezioni museali” al postgraduate master Contemporary Art Markets della NABA - Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. Giornalista pubblicista, in precedenza ha scritto per diverse testate; per Artribune si occupa di mercato dell’arte.