Com’è andata Arte Fiera 2026 dal punto di vista delle vendite: il report da Bologna secondo i galleristi

Intanto, a poche ore dalla chiusura di Arte Fiera, domenica 8 febbraio 2026, sono 50.000 le presenze contate nei giorni di apertura al pubblico, a conferma dell’affetto e del legame di un gran numero di appassionati per la più longeva fiera d’arte italiana

Un debutto superato a pieni voti quello del nuovo direttore artistico di Arte FieraDavide Ferri, che a detta di addetti ai lavori e galleristi è riuscito, affiancato dal collezionista Enea Righi come direttore operativo, a mettere a valore il lavoro di aggiornamento e riposizionamento avviato dal suo predecessore, Simone Menegoi, e ad aggiungere del suo. Consegnando così al pubblico più che affezionato alla manifestazione una 49° edizione di Arte Fiera con un’identità chiara, bene organizzata, ordinata nel percorso di visita, efficace nell’orientare collezionisti e visitatori, e con un’ottima selezione di gallerie e proposte artistiche e il ritorno di molti operatori, assenti da anni. “Il lavoro avviato dal nuovo direttore è promettente”, ha notato con noi la gallerista di Milano Raffaella Cortese. “Si percepisce una forte attenzione ai contenuti, una cura nella costruzione del percorso e una volontà di continuità che guarda al futuro senza strappi”. E non ci sentiamo di dire niente di diverso.

SECCI, Arte Fiera, Bologna, 2026. Photo Gabriele Abruzzese. Courtesy gli artisti e SECCI
SECCI, Arte Fiera, Bologna, 2026. Photo Gabriele Abruzzese. Courtesy gli artisti e SECCI

Come è stata Arte Fiera 2026, la fiera più amata dagli italiani

Intanto, a poche ore dalla chiusura di Arte Fiera, domenica 8 febbraio 2026, sono 50.000 le presenze contate nei giorni di apertura al pubblico, a conferma dell’affetto e del legame di un gran numero di appassionati per la più longeva fiera d’arte italiana. Pure in un certo affollamento dei calendari dell’arte globale, che non sembra avere impattato in modo significativo sulla presenza dei collezionisti nazionali. La fiera di Bologna in effetti ci è parsa non voler perdersi nell’ossessione di una internazionalizzazione obbligata e a tutti i costi, per continuare, invece, il suo lungo viaggio nella storia del sistema dell’arte italiano. E per capire meglio come è stata, abbiamo chiesto alle gallerie partecipanti commenti e impressioni sugli andamenti di Arte Fiera nel 2026, a distanza di un anno da quando, proprio nei suoi corridoi, le gallerie erano sul piede di guerra per la mancata revisione dell’IVA sull’arte.

P420, Arte Fiera, Bologna, 2026. Photo Carlo Favero. Courtesy P420
P420, Arte Fiera, Bologna, 2026. Photo Carlo Favero. Courtesy P420

“Un’identità chiara per Arte Fiera”, secondo le gallerie

Partiamo da chi giocava in casa, ovvero dalla galleria di Bologna P420, che aveva una doppia presenza ad Arte Fiera, sia nella Main Section, che in quella curata Fotografia e dintorni (con un progetto personale di Goran Trbuljak), e ci ha raccontato di una fiera che “fin dal primo giorno si è rivelata estremamente positiva. In tempi molto rapidi abbiamo concluso vendite di opere di Riccardo Baruzzi, Filippo de Pisis, Rodrigo Hernández, Xian Kim (che presentiamo per la prima volta in una fiera), Francis Offman, Alessandro Pessoli e Shafei Xia”, come pure un forte interesse per Adelaide Cioni, June Crespo, Bekhbaatar Enkhtur (anche lui per la prima volta in una presentazione fieristica), Alessandra Spranzi, Paolo Icaro, Victor Fotso Nyie (attualmente in mostra a Palazzo Pepoli) e Ana Lupas, di cui P420 ospita, in questi giorni, la prima mostra personale in una galleria privata. Ampia, dunque, l’offerta allo stand, con un range di prezzo dai 3.500 ai 65.000 euro. Confermato anche da P420 il successo della direzione artistica di Davide Ferri, che ha dato alla fiera un’identità chiara, come dicevamo anche in apertura, quanto “ambiziosa e di forte qualità curatoriale”, aggiungono dalla galleria di Bologna.

Mazzoleni, Arte Fiera, Bologna, 2026. Photo Gabriele Abbruzzese. Courtesy Mazzoleni
Mazzoleni, Arte Fiera, Bologna, 2026. Photo Gabriele Abbruzzese. Courtesy Mazzoleni

“Complessivamente una fiera molto soddisfacente”, ci ha raccontato poi Mazzoleni, che ha trovato anche efficaci le sezioni curate. Per Prospettiva, la galleria con sedi a Londra, oltre che a Torino e Milano presentava un focus dedicato a Rebecca Moccia. Nello stand principale, poi, tanti i collezionisti incontrati, per opere con range di prezzi intorno ai 15.000 euro, come le opere di David Reimondo e Andrea Francolino, e fino ai 400.000 euro. Vendute anche due opere di Marinella Senatore e una di Iran do Espírito Santo.

Galleria Raffaella Cortese, Arte Fiera, Bologna, 2026. Photo Nicola Morittu Courtesy Galleria Raffaella Cortese
Galleria Raffaella Cortese, Arte Fiera, Bologna, 2026. Photo Nicola Morittu Courtesy Galleria Raffaella Cortese

I commenti delle gallerie di Arte Fiera 2026

“La fiera sembra aver raggiunto, nel tempo, un equilibrio più maturo: una dimensione che privilegia la chiarezza e la qualità delle proposte”, commenta Raffaella Cortese, che ci riporta vendite in un range compreso tra i 7.500 e i 40.000 euro, “un segmento di mercato che continua a dimostrarsi vitale”, aggiunge la gallerista, che festeggia anche un riconoscimento importante in fiera: “Sono felice che il Premio Collezione Righi sia stato assegnato a Liliana Moro. Il suo lavoro si inserisce con naturalezza nel contesto di questa prestigiosa collezione. Insieme a Monica Bonvicini, sono le artiste italiane più importanti della loro generazione. Il riconoscimento va letto come un segnale importante verso una generazione di artisti italiani che ha fatto dell’attenzione al contesto, all’altro e alla dimensione pubblica il fulcro della propria ricerca, riaffermando un’idea di arte che non rinuncia né al rischio né alla complessità”. Attenta e curiosa la presenza del pubblico italiano incontrato dalla galleria con sede a Milano e Albisola. Pollice alto, anzi altissimo, nel bilancio di questa Arte Fiera per la galleria di Bergamo Thomas Brambilla“Arte Fiera è stata un incredibile successo per la nostra galleria con un ottimo riscontro di pubblico, dovuto anche alla mostra di John Giorno al MAMbo”, che ha concluso poi vendite in stand e un riscontro positivo anche per le opere di Maggi Hambling, Erik Saglia, Bryan Hunt. E che prende le distanze dall’idea di un pubblico dell’arte necessariamente interessato a spostarsi per ogni nuovo evento internazionale, mentre più certo appare il beneficio che col tempo sarà apportato dal nuovo regime fiscale a IVA ridotta.

Galleria Alfonso Artiaco, Arte Fiera, Bologna, 2026. Photo Danilo Donzelli. Courtesy Galleria Alfonso Artiaco
Galleria Alfonso Artiaco, Arte Fiera, Bologna, 2026. Photo Danilo Donzelli. Courtesy Galleria Alfonso Artiaco

Le gallerie italiane scommettono su Arte Fiera

“Siamo tornati ad Arte Fiera a Bologna e abbiamo trovato una manifestazione di buon livello, che conserva il suo caratteristico format di fiera italiana per gli italiani”, ci raccontano dalla galleria Alfonso Artiaco di Napoli, che alla nostra domanda su temute sovrapposizioni dei calendari risponde: “Anche per questo forse la contemporaneità di Art Basel Qatar non crediamo abbia impattato su Bologna. Davide Ferri ed Enea Righi hanno lavorato nella giusta direzione, con una presenza gentile, costante e discreta. Ci sono state giornate di grande affluenza, in particolare il giovedì ed il sabato. Molto interesse ed anche qualche vendita”, chiude la galleria, che ha venduto al nuovo fondo di acquisizione della Fiera di Bologna e Cosmoprof un dittico su polaroid di Anri Sala. A cui sono da aggiungere le vendite per una scultura di Ugo Rondinone, una ceramica di Johan Creten, una fotografia di Gioberto Noro, un dipinto di Juan Uslè. Erano ancora in trattativa la domenica, a fiera ancora aperta, diverse richieste per le opere di Achille Perilli, ora in mostra in galleria a Napoli.

Galleria Tiziana Di Caro, Arte Fiera, Bologna, 2026. Courtesy Galleria Tiziana Di Caro
Galleria Tiziana Di Caro, Arte Fiera, Bologna, 2026. Courtesy Galleria Tiziana Di Caro

Dal capoluogo campano arrivava a Bologna anche Tiziana Di Caro, ad Arte Fiera nella sezione Fotografia e dintorni, curata da Marta Papini, con le opere di Tomaso Binga, Luca Gioacchino Di Bernardo e Damir Očko. “È andata bene soprattutto i primi due giorni. Abbiamo venduto diversi lavori di Di Bernardo il cui range va dai 1.500 ai 10.000 euro, e anche di Tomaso Binga, di cui in stand abbiamo solo opere relative agli anni Settanta, con range 15.000-30.000”, ci ha raccontato la fondatrice della galleria, Tiziana Di Caro, che ricorda un’edizione 2025 meno efficace rispetto a quest’ultima, “anche perché allora la notizia del posticipo della riforma fiscale aveva inibito fortemente i collezionisti. Quest’anno la situazione è stata più rilassata e anche avvincente”. E continua: “Tutti hanno considerato che Arte Fiera è progressivamente migliorata negli ultimi anni e Davide Ferri ha lavorato molto bene sull’identità della fiera, connotandola come fiera italiana e ritenendo questo un plus. Come è giusto che sia”.

Thomas Brambilla Gallery, Arte Fiera, Bologna, 2026. Courtesy Thomas Brambilla Gallery
Thomas Brambilla Gallery, Arte Fiera, Bologna, 2026. Courtesy Thomas Brambilla Gallery

Come è andata per le gallerie Arte Fiera 2026

Era invece per la prima volta in fiera, nella sezione Prospettiva, curata da Michele D’Aurizio, la galleria di Milano ArtNoble“Siamo molto felici della fiera e dalla risposta che abbiamo ricevuto per il booth dell’artista Giulia Mangoni”, ci ha raccontato il fondatore, Matthew Noble, che ha registrato un buon volume di vendite per opere con prezzi entro i 7.000 euro, e che pure ha trovato efficace la nuova direzione di Ferri, come l’organizzazione e il turn out generale, e conclude: “Come prima esperienza, posso dire che torneremo volentieri! Arte Fiera resta una fiera solida, coerente con il suo posizionamento e con un collezionismo ancora fortemente tradizionale”, è il commento di Sara Cirillo, Senior Director della Galleria Secci, che in fiera aveva una forbice di valori piuttosto ampia, dai 50.000 ai 2 milioni di euro. E che rispetto a una potenziale concorrenza con altri eventi internazionali ha commentato: “Quello di Arte Fiera è un ecosistema diverso da Art Basel Qatar: qualche assestamento si è percepito, ma sono dinamiche non sovrapponibili”.

ABC Arte, Arte Fiera, Bologna, 2026.
ABC Arte, Arte Fiera, Bologna, 2026

Attenzione ai giovani artisti poi da ABC Arte, che ha trovato la fiera coinvolgente, con vendite per le opere, tra le altre, di Filippo Moroni e Antonio Kuschnir, in un range tra i 3.000 e i 12.000 euro, come pure di Chiara Crepaldi, oltre ad altre opere on hold alla domenica. “Un’altra opera che ha attirato notevole attenzione da parte dei visitatori è stata Trasparenza di Nanni Valentini, alta circa 3 metri e dal valore di 90.000 euro”, ci racconta la galleria con sedi a Genova e Milano, che in stand aveva anche, tra gli artisti storicizzati, Gastone Biggi, Tomas Rajlich, Jorrit Tornquist, Alan Bee, insieme a Ingrid Floss, la cui personale è appena terminata a Milano. Contatti ampliati, poi, con trattative però leggermente inferiori rispetto all’anno scorso, come pure l’affluenza del pubblico incontrato, forse parzialmente impattato allora da altri eventi contemporanei, tra Art Basel a Doha e le Olimpiadi Milano-Cortina. Vantaggiosa poi, per ABC Arte, l’IVA ridotta ora sulle transazioni d’arte, come pure l’ultimo aggiornamento in materia di diritto di seguito, che, come ci spiega, “esenta le vendita delle opere d’arte che provengono dagli eredi”. Soddisfacente anche l’operato del nuovo direttore di Arte Fiera, con cui la galleria aveva già all’attivo una collaborazione per la mostra di Tomas Rajlich a Genova e a Milano. A Davide Ferri, dunque, può arrivare, in conclusione, un parere positivo abbastanza condiviso sulla capacità nell’organizzare in modo efficace, sin dal debutto, un evento importante, oltre che storico, per il panorama italiano. Che l’anno prossimo festeggerà la sua 50° edizione.

Cristina Masturzo

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Cristina Masturzo

Cristina Masturzo

Cristina Masturzo è storica e critica d’arte, esperta di mercato dell’arte contemporanea, art writer e docente. Dal 2017 insegna "Economia e Mercato dell'Arte" e "Comunicazione e Valorizzazione delle Collezioni" al Master Accademico in Contemporary Art Markets di NABA, Nuova Accademia…

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