Come sta andando la fiera Miart? L’abbiamo chiesto ai galleristi

Alte le aspettative per la riapertura 2021 della fiera di arte moderna e contemporanea di Milano, e alte ricompense: la voglia di tornare a vedere l’arte di persona ha superato ogni timore, tranne forse quello di comprare come prima

miart 2021
miart 2021

Miart è ripartita piuttosto bene: questo ci dicono i galleristi presenti alla 25esima edizione della fiera internazionale di arte moderna e contemporanea. La ripresa era oggetto di grande aspettativa da parte di gallerie affermate così come delle emergenti, dopo due anni di chiusura dovuti alla pandemia. “Siamo molto contenti della ripartenza”, dicono da Galleria Continua,Avevamo lavorato con grandissima difficoltà durante il lockdown, soprattutto con i contatti stranieri, ma siamo ripartiti. L’affluenza ieri è stata molto alta, tra addetti ai lavori e persone che ci seguono da tempo”. Sono molte, come vedremo tra poco, le gallerie che hanno da festeggiare – anche e soprattutto chi ha già portato a casa dei riconoscimenti di livello: “L’opera Three Thousand Tigers di Irene Fenara, esposta da noi, ha vinto il Premio Rotary per l’arte contemporanea emergente e sarà esposto al Novecento”, ci dicono dalla Galleria UNA di Piacenza, tra le emergenti.

miart 2021
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OTTIMISMO PER LA 25ESIMA EDIZIONE

Che sia andata molto meglio delle aspettative è un pensiero che condividono in parecchi (anche se qualcuno è deluso dall’atteggiamento dei collezionisti del tipo “visto che c’è crisi pensano di fare gli affari della vita”): “Va meglio di come ci aspettavamo. Abbiamo registrato molto interesse per le opere esposte”, ci dicono dalla galleria londinese Robilant + Voena, “quelle che abbiamo portato in fiera sono tutte “non tele” molto storicizzate, e stanno avendo abbastanza successo”. “Ci aspettavamo di fare più fatica”, aggiungono da MarcoRossi, “invece siamo avendo un buon risultato, sia economico sia di interesse. Le persone sono molto interessate ai lavori di Tirelli” – commenta l’esposizione della collezione di Marco Tirelli, con opere risalenti agli anni Ottanta mai esposte prima. Spazio ai lavori mai mostrati prima anche da Galleria Fumagalli, che a due neon di Maurizio Nannucci ha accompagnato una collezione surreale di Thorsten Brinkmann: “Eravamo sicuri del successo di Nannucci, è famoso e attira molto, ma ha avuto moltissimo successo presso un pubblico vario anche Brinkmann, che esponevamo per la prima volta. Quest’opera dietro di me l’abbiamo venduta all’apertura”. Vendite anche per la svizzera Cortesi: “All’apertura c’erano tutti i nostri collezionisti italiani ad aspettarci, abbiamo anche venduto qualcosa. Una ripartenza molto buona” – a loro si aggiunge la galleria Lia Rumma, presente a Napoli e Milano con Marina Abramovic, Tobias Zielony e Joseph Kosuth: “Un ottimo benvenuto, abbiamo avuto interesse da compratori per i nostri artisti più established ma anche per quelli più giovani”. Qualche cambiamento rispetto alle edizioni pre-Covid, però, alcuni l’hanno notato: “C’è molta più gente di quello che speravamo, e già questo è una buona notizia, ma si devono tutti riabituare. C’è più lentezza nell’avvicinarsi, nel comprare”, dicono dalla milanese Primo Marella Gallery. La conferma di questa sensazione arriva anche da Giovanni Bonelli, che con la sua collezione di maschere di Luigi Ontani e Goncalo Mabunda sta comunque attirando molti occhi interessati: “Abbiamo visto più timidezza degli altri anni, nel chiedere il prezzo e nel comprare. Ci ha sorpresi, soprattutto dopo essere stati accolti da così tante persone! La voglia di rivedersi vis a vis era tanta, speriamo che nei prossimi giorni l’interesse continui e che ci sia meno diffidenza”. Da Bonelli sollevano poi un’altra, cruciale questione: il susseguirsi degli eventi milanesi di rilievo nel mese di settembre, tra Salone del Mobile, Art Week e Settimana della Moda, non permette ai diversi ambienti di comunicare tra loro, anche se spesso sono proprio loro i primi interlocutori reciproci – per questo si augurano che nei prossimi anni l’organizzazione di questi grandi appuntamenti sia fatta in modo tale da permettere un po’ più di respiro.

miart 2021
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DAGLI ESPOSITORI ALLA LORO PRIMA MIART AI VETERANI

Nonostante questo, la soddisfazione resta il sentimento prevalente – insieme a un po’ di sollievo e gioia nel ritrovare al di là dalla barricata i volti noti: “È stato molto bello ritrovare i collezionisti dopo due anni”, dicono dalla galleria palermitana e milanese Francesco Pantaleone, “sta andando bene in termini di acquisti e di interesse: hanno attirato molta attenzione soprattutto le foto di Letizia Battaglia e i tappeti di Loredana Longo, come era prevedibile, ma anche due pezzi di Stefano Arienti”. Molto contenti anche da Paci Contemporary, che ha portato una ventata di novità con le forti fotografie di Leslie Krims: “Non ci aspettavamo così tanta gente! Eravamo consapevoli di avere un artista particolare e non facile, ma c’erano molte persone incuriosite”. Hanno espresso soddisfazione anche le gallerie al loro primo giro: “È il nostro primo anno qui a Miart, dobbiamo farci conoscere. Certo, abbiamo degli artisti italiani in mostra, come Calderara, per cui non siamo del tutto sconosciuti. In ogni caso è un buon primo anno”, dicono dalla Edition e Galerie Hoffman di Friedberg. Tra gli emergenti, tante le gallerie europee e sudamericane, come la messicana Unno Gallery“Abbiamo esposto a Saint Moritz, in Europa, ma è la nostra prima Miart. Presentiamo opere di designer e artisti messicani per dargli rilievo a livello globale, e da parte di collezionisti e designer abbiamo avuto molto interesse nella giornata di apertura”. La speranza è anche per il futuro, e che oltre ai volti noti ricompaiano anche gli agognati turisti (che diversi riportano essere molto pochi quest’anno): “C’è un grande interesse per i prossimi progetti, molte domande. La percezione è che sia una gran voglia di riprendere davvero e vedere le opere dal vivo. Ora vedremo Basilea, quello è il vero termometro”, concludono da Galleria Continua.

-Giulia Giaume

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Giulia Giaume
Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo Walter Tobagi. Collabora con diverse riviste su temi culturali, diritti civili e tutto ciò che è manifestazione della cultura umana, semplicemente perché non può farne a meno.