Parte il calendario delle fiere “ibride”. Si comincia con Art Basel Hong Kong

Saranno 56 le gallerie non presenti materialmente con i loro stand, ma che, grazie a dei booth satelliti trasversali a tutte le sezioni della fiera presenteranno i loro artisti in spazi digitali

Art Basel in Hong Kong 2019 © Art Basel
Art Basel in Hong Kong 2019 © Art Basel

Lo stop alle fiere in presenza, dovuto alle restrizioni per il contenimento della pandemia, inizia ad allentarsi in occasione di Art Basel Hong Kong che aprirà fisicamente le porte dell’Hong Kong Convention and Exhibition Centre (HKCEC) ai visitatori dal 21 al 23 maggio 2021 (dal 19 maggio per l’anteprima VIP). 104 gallerie provenienti da oltre 23 Paesi sono gli espositori che parteciperanno alla nona edizione dell’evento che sceglie la strada del formato ibrido e punta ad unire l’esperienza della visita in presenza con quelle in formato digitale, grazie ad Art Basel Live: Hong Kong, programma che offre da remoto ai visitatori virtuali la possibilità di seguire eventi, dibattiti, e ovviamente di visionare le Online Viewing Rooms. “Siamo felici di poter introdurre nuovi modelli che sostengono i nostri espositori, dai satellite booth all’espansione della nostra offerta digital per amplificare il raggio d’azione delle gallerie con Art Basel Live: Hong Kong”, ha dichiarato Adeline Ooi, Director Asia per Art Basel. 

56 GALLERIE NON PRESENTI E GLI STAND CONDIVISI

Saranno infatti 56 le gallerie non presenti materialmente con i loro stand, ma che, grazie a dei booth satelliti trasversali a tutte le sezioni della fiera, saranno comunque in grado di presentare i loro artisti attraverso la dotazione di appositi spazi digitali gestiti da rappresentanti di Art Basel Hong Kong. Tre le sezioni previste: Galleries, la main, in cui saranno presenti 86 gallerie, e tra queste al debutto Proyectos Monclova (Città del Messico) e Karma (New York), Insigth, dedicata all’arte moderna asiatica attraverso i suoi 10 espositori, e Discoveries che esporrà 8 solo show di artisti emergenti. Il Fine Art Asia Pavillion ospiterà invece oggetti di antiquariato prodotti prima degli anni ’40. Diverse le gallerie che, in un tempo complesso e spesso caratterizzato dalla strategicità di progetti collaborativi, hanno optato per stand condivisi, come Meyer Riegger e Sies + Höke, Antenna Space e Balice Hertling, e, soprattutto, otto gallerie italiane, in un booth speciale, unico e condiviso da Alfonso Artiaco, Cardi Gallery, Galleria Continua, Galleria Franco Noero, Galleria d’Arte Maggiore G.A.M., Mazzoleni, Massimo De Carlo e Rossi & Rossi. 

ART BASEL HONG KONG: SI TORNA IN PRESENZA?

Siamo profondamente grati alle gallerie che hanno scelto di partecipare quest’anno ad Hong Kong. E ancora una volta, le istituzioni e gli spazi no profit hanno offerto il loro pieno supporto attraverso un palinsesto di eventi che affiancano la fiera”, continua Adeline Ooi, aprendo ai progetti che saranno visibili all’Asia Art Archive, Asia Society Hong Kong Centre, Hong Kong Museum of Art e Tai Kwun Contemporary. Una edizione, quella di Art Basel Hong Kong, che punta a segnare l’inizio di un nuovo percorso dove le persone ritornano fisicamente al centro del dialogo con l’arte, dopo un periodo in cui la modalità virtuale era l’unica possibile. 

– Cristina Masturzo e Antonio Mirabelli

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Cristina Masturzo
Cristina Masturzo è storica e critica d’arte, esperta di mercato dell’arte contemporanea, art writer e docente. Dal 2017 insegna Economia e Mercato dell'Arte e Comunicazione e Valorizzazione delle Collezioni al Master in Contemporary Art Markets di NABA, Nuova Accademia di Belle Arti a Milano. È responsabile e contributor dell’area di mercato dell’arte di Artribune Magazine. Nel 2020 è stata tra i coordinatori del Forum dell'arte contemporanea italiana. Collabora con il Dipartimento di Arti Visive di NABA (Milano, Roma) e con FM Centro per l’Arte Contemporanea (Milano) e segue come freelance progetti di ricerca sul sistema dell’arte e progetti editoriali indipendenti. Suoi testi sono stati pubblicati in magazine e cataloghi.