Code Art Fair 2018, arriva la terza edizione della fiera d’arte contemporanea di Copenhagen

Tutto pronto per l’art week danese che inaugurerà il 30 agosto con la sua fiera d’arte contemporanea. Abbiamo intervistato Irene Campolmi, ricercatrice italiana di base a Copenhagen che quest’anno a Code cura il programma ‘Performing Identities’

Code Art Fair - Copenhagen
Code Art Fair - Copenhagen

Ritorna anche quest’anno Code Art Fair, fiera d’arte contemporanea di Copenhagen inaugurata nel 2016 che, nonostante la giovane età, rappresenta ormai un appuntamento fisso nell’agenda degli eventi fieristici europei. L’edizione 2018, la terza, si svolgerà dal 30 agosto al 2 settembre presso il Bella Center, tra conferme, novità e sezioni sperimentali.

LA VISION DELLA FIERA

Punto di riferimento dell’arte contemporanea danese – insieme alla coetanea CC-Contemporary Copenhagen– Code Art Fair per la sua terza edizione ospiterà 78 gallerie provenienti da oltre 20 paesi di tutto il mondo selezionate dal team curatoriale della fiera. König Galerie (Berlino), Nagel Draxler (Berlino), Kukje Gallery (Seoul), Galerie Krinzinger (Vienna), The Hole (New York), Hans Alf Gallery (Copenaghen), Alice Folker (Copenaghen), Erik Nordenhake (Stoccolma) e Galleri Riis (Oslo) sono tra le gallerie che parteciperanno alla manifestazione, alle quali si aggiungono le italiane A+B Gallery (Brescia), Gilda Lavia (Roma), Montoro12 (Roma) e Privateview (Torino). “A Code Art Fair, la nostra missione consiste nel dare con fermezza il nostro supporto agli artisti emergenti e alle gallerie che li rappresentano”, spiega Kristian W. Andersen, direttore della Code Art Fair. “Vogliamo offrire agli artisti emergenti l’opportunità di esprimere le loro idee e supportarle in modi che vanno oltre il tradizionale modello di fiera d’arte. Certo, siamo anche desiderosi di coinvolgere artisti più affermati, ma vogliamo esplorare con loro nuovi modi di collaborare che siano stimolanti e innovativi”.

Nora Turato
Nora Turato

I PROGRAMMI DI CODE ART FAIR

In linea con quanto affermato dal suo direttore, Code Art Fair sottolinea la sua attitudine ad andare “oltre il tradizionale modello di fiera d’arte” promuovendo programmi che coinvolgono artisti, curatori e professionisti del settore. Quest’anno, in particolare, è in calendario un programma di performance e talk dal titolo Performing Identities, curato dalla ricercatrice italiana Irene Campolmi.“Il lato positivo di lavorare con Code è che, essendo giovane, è una fiera che dà molta libertà, tutte le volte che mi hanno invitato mi è stato dato libero spazio per proporre programmi artisti che coinvolgono artisti, curatori e ricercatori che lavorano su certe tematiche”, spiega ad Artribune Campolmi. “Quest’anno con ‘Performing Identities’ rifletteremo sulla performance, considerandola non solo un medium artistico, ma un atteggiamento, un approccio di ricerca per indagare e riflettere sul concetto di identità e sulle dinamiche di interazione sociale del mondo di oggi”. Attraverso il medium ibrido della performance, vengono indagate le sfumature insite nei concetti di identità e corpo, quest’ultimo inteso e visto come un archivio, un territorio con la sua cartografia e le sue zone colonizzate, come un microcosmo dove si creano forme di resistenza e rivoluzione. Tre le azioni in programma, in Body oh boy nobody! Jacopo Miliani si vestirà e svestirà continuamente per sottolineare come ogni giorno l’essere umano decida di “indossare” diverse identità e personalità; Nora Turato presenterà la performance I am happy to own my implicit biases; mentre Alfredo Aceto, in coppia con il rapper Doc Gyneco, immaginerà di cambiare la propria identità tramutandosi in forme animali.

– Desirée Maida

Copenhagen // dal 30 agosto al 2 settembre 2018
Code Art Fair
Bella Center
Center Boulevard 5
www.codeartfair.dk

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.

1 COMMENT

Comments are closed.