Nonostante lockdown e chiusure, la Casina di Raffaello ha continuato la sua attività, accogliendo i più piccoli nel rispetto delle norme sanitarie. A marzo festeggia i suoi 15 anni con uno speciale palinsesto, raccontato dal responsabile Marco Falciano.

A Roma c’è un luogo dedicato ai bambini, che, nonostante la pandemia, da giugno scorso non ha mai chiuso, se non per dieci giorni in estate. È la Casina di Raffaello, edificio seicentesco situato nel cuore di Villa Borghese, che nel 2006 è stato destinato a ludoteca. A marzo di quest’anno, la Casina compie quindici anni di attività e festeggia con un programma speciale. Lo storico dell’arte Marco Falciano, responsabile della Ludoteca per Zètema, ci racconta il percorso dell’istituzione e gli eventi previsti per questi giorni.

La Casina di Raffaello è nata e cresciuta sotto la sua gestione. Dopo quindici anni, com’è andata?
Il 10 marzo è il compleanno della Casina, ma, per celebrare l’anniversario, abbiamo organizzato attività durante tutto il mese, online e in presenza. È una festa di famiglia, ma anche del territorio: la Casina di Raffaello è centro propulsore e luogo di aggregazione per tante istituzioni culturali di Villa Borghese, con le quali lavoriamo in sinergia da molto tempo. Dai Musei Pietro Canonica e Carlo Bilotti alla Casa del Cinema al Cinema dei Piccoli, solo per citarne alcuni, tutti hanno dato il loro contributo, per la festa ora e per molte attività in passato.

Ne ricorda una, in particolare, che le ha dato soddisfazione?
Nel 2019, l’anno in cui si è svolto l’ultimo concorso ippico a Piazza di Siena, insieme alla Federazione Italiana Sport Equestri e alla Federazione Sport e Salute, abbiamo creato un Junior Camp. Nel villaggio, che ha funzionato per tutta l’estate, bambini e ragazzi potevano svolgere attività legate ai temi dell’arte e del cavallo.

Educazione e pedagogia all’aria aperta, quindi.
Il luogo è sempre stato all’avanguardia da questo punto di vista. Da anni pratichiamo l’educazione all’aria aperta. È naturale valorizzare la natura insieme all’arte, in un sito in cui la mano dell’uomo ha dato il meglio di sé.

Roma, Casina di Raffaello, esterno
Roma, Casina di Raffaello, esterno

LA CASINA DI RAFFAELLO E LA PANDEMIA

In questo ultimo, duro, anno, siete fra i pochissimi ad aver resistito, rimanendo aperti al pubblico praticamente sempre.
È così, ci sono state settimane in cui eravamo gli unici aperti in tutta la Villa, insieme al Bioparco. Dopo il lockdown totale, durante il quale proseguivamo comunque le attività online, abbiamo accolto bambini, genitori e scolaresche senza sosta, se non per una decina di giorni in agosto. Prima della pandemia avevamo anche bambini piccoli, di 24-36 mesi, spesso accompagnati dai genitori, che svolgevano i laboratori tattili ispirati agli impulsi di Bruno Munari. Ora i bambini hanno un’età compresa fra i 4 e gli 11 anni e i numeri sono più bassi a causa del distanziamento. Ma, pur attenendoci scrupolosamente alla normativa vigente, abbiamo portato avanti le attività.

Come siete organizzati dal punto di vista pratico?
Secondo tutti i Dpcm che si sono susseguiti, compreso l’ultimo del governo Draghi, i luoghi come il nostro hanno l’obbligo di rimanere aperti e condurre attività didattiche, alternando quelle al chiuso, con prassi di distanziamento, e quelle all’aperto. Ogni giorno misuriamo la temperatura a tutti, facciamo lavare le mani con i gel sanificanti e registriamo i dati personali. Inoltre, fuori dalla fredda norma, raccogliamo ogni giorno le preoccupazioni dei genitori per le sofferenze dei piccoli in questo periodo. I bambini ritrovano le risorse nell’arte e nella creatività.

Si profila un mese di marzo difficile dal punto di vista sanitario. Vi siete attrezzati anche per i festeggiamenti in corso?
Volevamo dare un respiro lungo a questa festa e abbiamo organizzato tre settimane di attività, per circa l’ottanta per cento in modalità digitale. Sono però previsti laboratori in presenza gratuiti, fino al 28 marzo, ogni martedì e giovedì dalle 15 alle 18.30, previa prenotazione. I temi sono il gioco, gli animali, il giardino, in rapporto alla creazione del libro, rispettivamente nella prima, seconda e terza settimana.

Roma, Casina di Raffaello, laboratorio
Roma, Casina di Raffaello, laboratorio

LA LETTURA E I BAMBINI

Un tema, quello del libro, che evidentemente vi sta a cuore.
Certo, la Casina di Raffaello nasce come luogo dove si legge. In particolare per i piccoli, la lettura è un esercizio che serve a imparare a interpretare la realtà e a sviluppare la coscienza critica. I riscontri li abbiamo avuti nel tempo. Nel corso di questi quindici anni sono venuti a trovarci ragazzi che avevano frequentato la Casina da piccoli. E molti di loro hanno intrapreso carriere lavorative che raccontano questo percorso. Non è un caso che diversi nostri partner siano proprio case editrici romane.

Quali sono alcuni momenti salienti del programma online di questi giorni?
Con Silvana Sperati, presidente dell’associazione Bruno Munari, darò vita a un incontro con genitori e insegnanti sul tema del libro-gioco. Il presidente del Bioparco di Roma, il naturalista Francesco Petretti, parlerà dell’orso Bruno del Bioparco, mentre un altro noto naturalista, Bruno Cignini, presenterà il libro Animali in città. Anche lo storico conduttore di Art Attack Giovanni Mucciaccia, dà il suo contributo con un tutorial. La festa è un momento di esaltazione per un sistema che ha funzionato. E che funziona.

Letizia Riccio

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Spazio espositivoCASINA DI RAFFAELLO
IndirizzoPiazza Di Siena - Roma - Lazio
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Letizia Riccio
Giornalista dal 1997, laureata in Lingue e letterature straniere moderne a La Sapienza di Roma, inizia a scrivere a La Repubblica nel settore della televisione e prosegue, nello stesso campo, con Il Mattino di Napoli, L'Unione Sarda e Il Giornale dello Spettacolo dell'Agis. Collabora per diversi anni con L'Agenzia di Viaggi, quotidiano per operatori del turismo, scrivendo e viaggiando in Italia ma soprattutto all'estero. Lavora per sette anni presso il Ministero della Giustizia, collaborando con l'Ufficio Stampa e curando un convegno e un progetto europei. Appassionata di arte da sempre, frequenta per tre anni la Scuola d'arte e mestieri del comune di Roma e un corso per guide turistiche organizzato dalla Regione Lazio.