Arte e scuola. Nella Capitale è tempo di REMO

Un progetto che mescola creatività, didattica e apprendimento ha preso forma nell’Istituto comprensivo Regina Margherita di Roma. Creando un filo diretto tra artisti e alunni.

Progetto REMO, Istituto comprensivo Regina Margherita di Roma, 2018. Carlo de Meo
Progetto REMO, Istituto comprensivo Regina Margherita di Roma, 2018. Carlo de Meo

L’arte come elemento per il progresso civile, come strumento che incide sulla realtà e la trasforma. Questo il pensiero alla base del progetto REMO, realizzato dall’Istituto comprensivo Regina Margherita di Roma nell’ambito di Scuola spazio aperto alla cultura, iniziativa del MiBACT, in collaborazione con il Miur. A sostenere la scuola, un nutrito gruppo di partner tra cui la Fondazione VOLUME!, The Sign/Society e l’Accademia di Belle Arti di Roma.
REMO ha permesso agli studenti della scuola media e alle V classi delle elementari dell’Istituto una viva esperienza di arte. La scuola, per settimane, si è trasformata in un’officina dove artisti e alunni hanno collaborato strettamente. I percorsi d’arte avviati nel progetto sono chiari sin dal logo. R è la scuola, E l’archivio, M il cinema e O le arti visive. A lavorare con i ragazzi, Carlo de Meo, Claudio Martinez e Luana Perilli, intervenuti grazie alla Fondazione VOLUME!. Le idee sono state sviluppate con i ragazzi, che hanno lavorato per creare ciò che sorprende e trasforma lo sguardo di chi osserva. Molte piccole opere, realizzate con la Stamperia del Tevere, sono presenti nel bookshop. Altri lavori hanno invece reso oggi la scuola uno scrigno d’arte. Collocate al primo piano, hanno regalato nuova vita ad alcune aree.

Progetto REMO, Istituto comprensivo Regina Margherita di Roma, 2018
Progetto REMO, Istituto comprensivo Regina Margherita di Roma, 2018

ARTE E TESORI

Nicola Spezzano, Giancarlo Savino ed Enrico Grasso hanno lavorato negli spogliatoi, aule di passaggio alte e strette, mentre in altri spazi ci sono gli interventi di Rosa Jijon, Luigi Filadoro, Michele Marinaccio, Simonetta Capecchi e Pasquale Restuccia.
L’Istituto comprensivo Regina Margherita di tesori nascosti ne aveva già e, grazie al progetto REMO, oggi sono stati riportati alla luce. È stato recuperato e reso perfettamente fruibile il piccolo cinema, 150 mq, 85 poltrone, custodito nella scuola. Un nuovo proiettore, la cabina di proiezione di Elisabetta Catamo, ulteriori nuove poltroncine: una riapertura utopica grazie al MiBACT e alla collaborazione di Piccolo Cinema America, Cornucopia performing Art Labs, e la Scuola d’Arte Cinematografica Gian Maria Volonté, tutte realtà dell’area trasteverina, e ai genitori dell’istituto Regina Margherita, che hanno raccolto i fondi per mettere in sicurezza il palco.

Progetto REMO, Istituto comprensivo Regina Margherita di Roma, 2018. Giancarlo Savino, La madre dell'universo
Progetto REMO, Istituto comprensivo Regina Margherita di Roma, 2018. Giancarlo Savino, La madre dell’universo

L’ARCHIVIO STORICO

Altro luogo a tornare vivo è l’archivio storico. La Regina Margherita, prima scuola pubblica dal 1888, è luogo prezioso di memoria. Oggi sono fruibili a studiosi e cittadini (presto entrerà in vigore un’apertura mensile) 1550 documenti, relativi a tutte le scuole romane, prodotti tra il 1888 e il 1960. Tra questi spiccano le pagelle scolastiche di Alberto Sordi e Anna Magnani, alunni delle Scuola Tecnica di Avviamento professionale Giulio Romano. L’archivio svela anche pagine vergognose della storia italiana, come ha mostrato Raffaella Sermoneta del MiBACT, quali l’istituzione di sezioni speciali per bambini di religione ebraica, a seguito delle leggi razziali del 1938, nelle scuole elementari Trento e Trieste e Felice Venezian. A guidare i ragazzi alla scoperta di quella terribile pagina della nostra storia il laboratorio con Nina Quarenghi, responsabile dell’IRSIFAR-Istituto Romano per la Storia d’Italia dal Fascismo alla Resistenza. Il progetto, amplissimo ed estremamente articolato, ha visto la partecipazione anche delle classi musicali che, insieme con la Stradabanda della Scuola di musica popolare di Testaccio, hanno invaso prima le strade del quartiere di Trastevere e poi i corridoi scolastici, un flusso di emozioni che crea le premesse per la crescita personale e collettiva. Anima del progetto la professoressa Cinzia Russo: “L’arte è preannuncio dell’imprevedibile, costruzione di un pensiero libero, nulla è più potente che educare all’immaginazione”.

Barbara Bologna

www.scuolareginamargherita.gov.it

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