Movimentare un’opera d’arte senza toccarla: un progetto australiano ripensa la logistica museale

Intende ridurre il contatto diretto con dipinti e manufatti AE Hardware di Melbourne, cautelando le opere antiche e non. Un sistema innovativo valutato anche dalle grandi istituzioni culturali


La protezione di un’opera d’arte non riguarda soltanto le condizioni ambientali, la sicurezza delle sale espositive o la qualità degli imballaggi. C’è una fase meno visibile, ma altrettanto delicata, nella quale la gestione di un dipinto può diventare particolarmente complessa: quella della movimentazione, dal momento in cui viene preparato per il trasporto fino al suo posizionamento nello spazio espositivo.
È su questo passaggio che interviene Artist Engineering (AE) Hardware, un sistema modulare per ripensare la logistica museale, sviluppato in Australia per ridurre la necessità di afferrare direttamente le opere durante le operazioni di trasporto, movimentazione e installazione. Il progetto, realizzato da Artist Engineering con il contributo dello studio di design Cobalt Design, è stato premiato con il Good Design Award Gold nel 2025.
L’obiettivo è intervenire su una pratica consolidata nella logistica dell’arte: rendere possibile la movimentazione attraverso punti di presa predisposti sul supporto dell’opera, anziché affidarsi esclusivamente al contatto manuale con la cornice o con altre parti del manufatto.

AE Hardware: un sistema modulare, non soltanto una maniglia

AE Hardware si basa su tre componenti principali, progettati per lavorare insieme: le AE Brackets sono staffe a basso profilo fissate sul retro della cornice o del supporto del dipinto. Rimangono installate e costituiscono i punti di collegamento per gli altri elementi del sistema. Le AE Clips si agganciano alle staffe e permettono, tra le altre cose, di assicurare l’opera alla struttura di trasporto. Possono essere utilizzate anche durante le fasi di appoggio e preparazione, grazie a elementi che sollevano il lavoro dalla superficie sottostante. Le AE Grips, infine, sono impugnature rimovibili che consentono agli operatori di manovrare l’opera senza dover afferrare direttamente le sue superfici.

Ridurre i rischi nelle fasi più delicate

Il contatto diretto può esporre un dipinto a diversi rischi: contaminazione della superficie, abrasioni, pressioni accidentali e danni alla tela o al supporto. Anche quando gli operatori adottano procedure accurate, alcune manovre richiedono di sostenere e orientare fisicamente l’opera. Il sistema sviluppato da Artist Engineering punta a ridurre queste occasioni, predisponendo punti di presa dedicati e collegamenti che possono essere utilizzati durante le diverse fasi della movimentazione.
La progettazione tiene conto anche di aspetti pratici: gli elementi sono concepiti per essere utilizzati in più orientamenti, mentre alcuni dettagli delle clip mirano a facilitare l’allineamento e il fissaggio alle strutture di trasporto. La modularità consente inoltre di riutilizzare determinate componenti senza dover predisporre ogni volta un sistema completamente nuovo.

Il nodo economico: il costo iniziale e il riutilizzo

L’introduzione di un nuovo sistema deve confrontarsi anche con i costi e con le abitudini operative di musei, collezioni e imprese specializzate. I prezzi pubblicati sul sito ufficiale di Artist Engineering indicano un costo di 100 dollari australiani per una AE Clip e di 60 dollari australiani per una AE Grip. A questi elementi si aggiungono le staffe e gli eventuali accessori necessari per configurare il sistema in base alle esigenze della singola opera.
La logica economica è legata alla distinzione tra componenti installati sull’opera e strumenti riutilizzabili. Le staffe possono rimanere sul supporto, mentre clip e impugnature possono essere impiegate in operazioni successive. Per una collezione che movimenta frequentemente i propri dipinti, questo approccio potrebbe consentire di distribuire parte della spesa su più interventi.
La convenienza effettiva, tuttavia, dipende da variabili che non possono essere ridotte al prezzo dei singoli componenti: numero di opere interessate, frequenza dei prestiti, configurazione delle cornici, necessità di adattare gli imballaggi e organizzazione del lavoro.

Una tecnologia da valutare nelle pratiche quotidiane

Il progetto si inserisce in una riflessione più ampia sulla conservazione preventiva: proteggere un’opera significa anche intervenire sulle procedure che la accompagnano fuori dalla sala espositiva, durante un prestito, un trasferimento o un nuovo allestimento. Secondo la documentazione del progetto, AE Hardware è stato sviluppato con il coinvolgimento di tecnici, conservatori e artisti e ha ricevuto riconoscimenti nel settore del design. Questi elementi ne attestano il percorso progettuale, ma non bastano da soli a stabilire quanto il sistema possa essere adottato su larga scala o quali risultati produca rispetto alle soluzioni già utilizzate.
Restano da considerare la compatibilità con le diverse tipologie di opere, le procedure di installazione delle staffe, la formazione degli operatori e la valutazione delle prestazioni nelle condizioni reali di utilizzo.

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Redazione

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