Il mercato dell’arte globale torna a crescere nel 2025 (così dice il nuovo Art Market Report di Art Basel e UBS 2026)

Per la prima volta da almeno due anni gli andamenti del mercato dell'arte mostrano segno positivo, ma la filiera artistica resta in balia di incertezze geopolitiche ed economiche e attraversa una fase di continuo adattamento a scenari in mutamento 

Dopo un biennio di rallentamento, il mercato dell’arte globale è tornato a crescere nel 2025, stando all’Art Market Report di Art Basel e UBS appena rilasciato. La percentuale di incremento delle transazioni artistiche si attesta al 4% rispetto agli andamenti del 2024, fino a un valore generale di quasi 60 milioni di dollari. E se il tasso di crescita è modesto, gli scenari dell’arte e del suo commercio restano anche in balia di incertezze geopolitiche ed economiche e la filiera artistica attraversa una fase perdurante di ricalibrazione e cambiamento. Almeno però, dove il contesto resta ostile e complesso, le vendite dell’arte non si sono mostrate più in calo come nel 2024, ma in crescita, soprattutto nella fascia più alta di mercato.

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The Art Basel and UBS Global Art Market Report 2026 – Share di mercato per valore nel 2025 ©Arts Economics (2026)

L’Art Market Report di Art Basel e UBS

Giunto alla sua decima edizione, The Art Basel and UBS Global Art Market Report 2026 prodotto da Clare McAndrew e da Arts Economics analizza ogni anno il mercato dell’arte globale, in relazione agli andamenti macro-economici, ai contesti geopolitici e sociali, al panorama più ampio della gestione della ricchezza. Per restituire una fotografia dell’anno, in questo caso del 2025, lo studio raccoglie dati quantitativi e qualitativi che illustrano le performance economiche dei settori e degli attori chiave dell’industria: gallerie, case d’asta, fiere. E resta a oggi lo strumento più utilizzato e ricco di informazioni sulle forze economiche del mercato dell’arte. 

Come è andato il mercato dell’arte nel 2025?

“Il mercato ha accolto un cambio di direzione nel 2025, passando dalla contrazione degli anni precedenti a una modesta crescita”, ha segnalato Clare McAndrew, esperta di mercato dell’arte e fondatrice della società di analisi Arts Economics, “tuttavia, ha continuato a operare in un contesto geopolitico volatile, in particolare per quanto riguarda il commercio transnazionale, le cui piene implicazioni stanno ancora emergendo nel 2026”. Sottolineando quanto il mercato dell’arte sia impattato negativamente da protezionismi, dazi, frammentazione delle regole, e quanto abbia bisogno e tragga vantaggio, invece, da una cornice di libera circolazione delle opere d’arte e degli oggetti collezionabili, dall’accesso a pubblici globali. Anche negli scenari futuri e a lungo termine. 

Vendite
The Art Basel and UBS Global Art Market Report 2026 – Vendite del mercato dell’arte dal 2009 al 2025 © Arts Economics (2026)

In crescita le vendite d’arte nel 2025 alle aste, in galleria, alle fiere

Il mercato dell’arte è dunque tornato a crescere, nel 2025, del 4%, per un totale di $59,6 miliardi (nel 2024 si era fermato a 57,5 miliardi di dollari) trainato da una fiducia rinnovata soprattutto nei livelli apicali della filiera e nelle fasce economiche più alte e dalla ripresa del mercato delle aste pubbliche, che l’anno scorso erano invece apparse più appannate, rispetto ai risultati resilienti delle gallerie. 

Per entrambi i settori delle aste e delle gallerie, le vendite aggregate sono migliorate, con le prime in crescita del 9%, per un totale di $20,7 miliardi di valore generato, e le seconde del 2%, a quota $34,8 miliardi, nel 2025 rispetto al 2024. In flessione, invece, le vendite private delle case d’asta globali, con -5% e un totale di circa $4,2 miliardi prodotti. Mentre segno positivo e dunque in crescita il numero delle transazioni d’arte, aumentato a circa 41,5 milioni di operazioni nel 2025, +2% rispetto al 2024. In una geografia globale e globalizzata come quella dell’arte le fiere mantengono un ruolo cruciale nelle economie delle gallerie d’arte e i dati dell’Art Market Report confermano come siano queste a coprire il 35% del turnover dei dealer del mondo, +4% rispetto al 2024 e punto di share più alto dal 2022. Con la parte del leone affidate alle grandi fiere internazionali, alle quali si realizza il 63% delle vendite, e quelle locali che pure si difendono, con il 37% di share degli affari. In calo, invece, si sono registrate le vendite online, scese a $9,2 miliardi, il livello più basso dal 2019.

Il mercato delle gallerie d’arte secondo il report 2026 di Art Basel e UBS 

Il quadro della redditività del comparto delle gallerie d’arte mostra però che se per quasi la metà dei dealer, il 42%, si sono registrate vendite in aumento, per un altro segmento di operatori, il 33%, si riporta, invece, un calo, e per un altro 25% la situazione appare stabile rispetto al 2024. Quello che è aumentato per tutti sono però i costi, 5% in più, un tasso superiore sia all’inflazione che all’incremento complessivo delle vendite, che dicevamo al 2% anno su anno. Per cui restano persistenti anche nel 2025 le difficoltà finanziarie del settore, seppure si possa tirare un po’ il fiato, per alcuni, su margini e redditività in via di miglioramento. Tra i segmenti di mercato delle gallerie, poi, le vendite in crescita riguardano sia gli operatori con fatturati entro i 500.000 dollari che oltre i 10 milioni di dollari, mentre flettono leggermente le transazioni delle gallerie mid-size, con valori annuali tra tra 1 milione e 10 milioni di dollari.

Le geografie del mercato dell’arte restano invariate

Invariata appare la geografia evidenziata da The Art Basel and UBS Global Art Market Report 2026 delle aree a maggiore coinvolgimento e trazione per il commercio di opere d’arte, a cominciare dalla prima posizione degli Stati Uniti, da sempre il più grande mercato dell’arte, a coprire il 44% delle vendite per valore, con un +1% rispetto al 2024, seguiti dal Regno Unito, con uno share di mercato stabile al 18%, e dalla Cina, giù dell’1% nel 2025, a quota 14%. 

La Francia si conferma in prima linea, quarta nello scacchiere globale e traino dell’Europa, che insieme cuba 8,4 miliardi di dollari, con una fetta di mercato in salita dell’1% per un totale di share dell’8%. E se cresce anche la Svizzera, come l’Austria e la Spagna, tra i Paesi con volumi in calo c’è l’Italia, che rallenta del 2% (sempre meglio del -10% del 2024), e la Germania, in calo del 10%. Nel mondo asiatico, per un Giappone che cala in share dell’1%, la Corea del Sud ha registrato un aumento del 6%.

Art Basel Hong Kong 2025. Courtesy Art Basel
Art Basel Hong Kong 2025. Courtesy Art Basel

La disparità di genere nel mercato dell’arte del 2025

Andando ancora a spulciare dati nel report di Art Basel e UBS, si scopre poi che migliore parzialmente la parità di genere nel mercato dell’arte, con la rappresentanza delle artiste donne che si è rafforzata nel 2025, raggiungendo la parità (50% degli artisti rappresentati) tra le gallerie del mercato primario e il 45% tra tutti i dealer (in aumento rispetto al 41% nel 2024 e al 35% nel 2018). Le opere di artiste donne hanno poi rappresentato il 37% delle vendite in valore (rispetto al 28% nel 2018) e il 44% nelle gallerie del mercato primario. Nonostante questi progressi, persistono disparità di genere lungo il percorso professionale: tra i dealer con fatturato inferiore a 250.000 dollari, le donne rappresentano il 55% degli artisti e il 43% delle vendite, mentre nelle gallerie con ricavi superiori a 10 milioni di dollari le donne costituiscono solo il 35% degli artisti e il 27% delle vendite.

Resilienza e ottimismo nel business dell’arte

Nonostante il 2025 sia stato scandito e funestato dalle numerose chiusure di gallerie piccole, medie e grandi, il settore continua a mostrare una notevole longevità. E secondo un’analisi delle aperture, chiusure e ricollocazioni di gallerie nel 2025, la quota di nuove aperture (42%) è stata significativamente superiore alle chiusure segnalate (25%), mentre il restante 33% delle attività delle gallerie ha riguardato trasferimenti o altri cambiamenti strutturali, segnalando una forte capacità di rinnovamento costante e di plastico adattamento del settore, che resiste anche agli scenari sempre più complessi. All’apertura poi del 2026 l’ottimismo del comparto dell’arte è andato via via rafforzandosi, con previsioni positive degli operatori per l’anno in corso rispetto al 2025.

Cristina Masturzo

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Cristina Masturzo

Cristina Masturzo

Cristina Masturzo è storica e critica d’arte, esperta di mercato dell’arte contemporanea, art writer e docente. Dal 2017 insegna "Economia e Mercato dell'Arte" e "Comunicazione e Valorizzazione delle Collezioni" al Master Accademico in Contemporary Art Markets di NABA, Nuova Accademia…

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