Aumenti in busta paga e più tutele sanitarie per i lavoratori della cultura. L’accordo tra Federculture e i sindacati 

Firmato a Roma l’accordo preliminare tra Federculture e i sindacati per il triennio 2022-2024. Previsti incrementi salariali, arretrati fino a 1.850 euro medi e una riorganizzazione dei livelli professionali

Aumenti in arrivo per chi lavora nei musei, nei teatri e nelle aziende culturali che applicano il contratto Federculture. Un cambio di rotta ratificato nella sede del WeGil a Roma il 4 marzo, dove è stato firmato l’accordo preliminare per il rinnovo del Contratto Nazionale di Lavoro relativo al triennio 2022-2024. L’intesa, sottoscritta tra Federculture e le principali sigle sindacali del pubblico impiego, interviene su stipendi, arretrati, sanità integrativa e sull’organizzazione delle carriere interne.

Aumenti e arretrati: cosa cambia per i lavoratori della cultura?

L’accordo prevede un aumento del 7,5% sui minimi tabellari (cioè lo stipendio base), calcolato a partire dai valori del 2021. Per una figura di riferimento – il II livello della II fascia – l’incremento è di circa 132 euro (lordi) al mese.
Inoltre, ai lavoratori attualmente in servizio verrà riconosciuta una somma media di 1.850 euro (lordi) come arretrati per il periodo compreso tra gennaio 2022 e novembre 2024. Gli importi saranno adeguati ai diversi livelli professionali e dovrebbero essere corrisposti entro 90 giorni dalla firma definitiva del contratto (con la possibilità di rateizzazione per le aziende in difficoltà).

A questo si aggiunge un rafforzamento dell’assistenza sanitaria integrativa: le aziende verseranno 28,17 euro al mese per ogni dipendente a tempo indeterminato in un fondo sanitario, raddoppiando di fatto la quota precedente. Sommando stipendio e welfare, l’aumento complessivo supera l’8%.

Un sistema più semplice e leggibile

Oltre agli aspetti economici, il contratto cambia anche la struttura delle qualifiche professionali. I livelli complessivi passano da 18 a 10, con l’obiettivo dichiarato di rendere il sistema più semplice e leggibile.
Per chi è già assunto non ci saranno penalizzazioni: eventuali differenze di stipendio rispetto al nuovo inquadramento saranno mantenute in una voce separata, che continuerà a valere a tutti gli effetti (anche per il TFR e la pensione). Le nuove regole entreranno in vigore subito per i nuovi assunti, mentre per il personale già in forza è previsto un passaggio graduale.

Le parti hanno inoltre annunciato l’intenzione di aprire rapidamente il confronto per il rinnovo successivo, relativo al triennio 2025-2027.

La cultura come settore nevralgico anche per l’economia

Grande soddisfazione per il lavoro fatto e per il risultato raggiunto che, insieme al lavoro che faremo nella prossima tornata di rinnovo, ci spinge a lavorare convinti per approdare al contratto unico della cultura”, così si esprime Andrea Cancellato, Presidente di Federculture. “Si è giunti a questo rinnovo con il contributo e lo sforzo di tutti, prova che la cultura è un settore nevralgico non solo della nostra identità nazionale ma anche della nostra economia”. 

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Redazione

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