È morta a 97 anni la leggendaria e potentissima gallerista Marian Goodman

Tra le personalità più influenti dell’arte contemporanea, Goodman ne ha cambiato il panorama con la sua galleria newyorchese, dove ha attirato alcuni dei maggiori artisti del contemporaneo

È morta a 97 anni la grande gallerista Marian Goodman, considerata una delle personalità più in vista della scena dell’arte contemporanea internazionale. Goodman ha fondato nel 1977 Marian Goodman Gallery, a New York, rendendola in quarant’anni di attività una delle gallerie più importanti nel sistema.

Marian Goodman e la sua grande galleria

Nata Marian Geller nel 1928 a New York, Goodman era figlia di un contabile e collezionista appassionato (proprietario di circa quaranta dipinti di Milton Avery). Dopo i primi studi all’Emerson College di Boston iniziò il proprio percorso professionale all’inizio degli Anni Sessanta, scegliendo di tornare a studiare alla Columbia University. Nel 1965 fonda Multiples, casa editrice d’arte accessibile. È con la sua Galleria, però, che Goodman è diventata un pilastro della cultura americana del secolo scorso.

Una delle più importanti gallerie degli Stati Uniti

La Marian Goodman Gallery si distinse da subito per la scelta di presentare al pubblico americano le opere di importanti artisti europei. È guardando all’Europa che Goodman ha aperto una sede a Parigi nel quartiere del Marais nel 1995 e uno spazio adiacente per libri ed edizioni nel 2017, mentre dal 2014 al 2022 la Galleria ha gestito uno spazio espositivo a Londra.

Trasferitasi di recente nello storico edificio Grosvenor a Tribeca (New York) nell’ottobre 2024 e inaugurato un nuovo spazio permanente a Los Angeles nel settembre 2023, la Marian Goodman Gallery rappresenta oggi alcuni degli artisti più importanti e in vista del mondo, da Dara Birnbaum a Cerith Wyn Evans, da Pierre Huyghe a Steve McQueen. La stessa Goodman ha lavorato con alcuni dei nomi più rilevanti dell’arte contemporanea: Gerhard Richter, Giuseppe Penone, Julie Mehretu e William Kentridge sono solo alcune delle sue connessioni. In un articolo del 2004 del New Yorker, il critico d’arte Peter Schjeldahl ha scritto che “Goodman potrebbe essere la mercante d’arte contemporanea più rispettata di New York, per il suo gusto, i suoi standard e la sua lealtà verso i suoi artisti”.

Marian Goodman come mentore

Convinta sostenitrice dei suoi artisti, Marian si è distinta per il suo eccezionale occhio per il talento e per il suo incrollabile impegno nel promuovere opere significative e stimolanti. Ha rivoluzionato il mondo dell’arte presentando al pubblico americano importanti artisti europei, rappresentanti dell’avanguardia del loro tempo, aprendo la strada alle generazioni successive di artisti per promuovere pratiche concettuali e socialmente impegnate. Soprattutto, Marian aveva una profonda comprensione della responsabilità di un gallerista; spinta dalla curiosità e da una visione pluralistica dell’arte, che ne privilegiava il vasto potenziale a discapito delle tendenze del mercato, ha stretto relazioni di lunga data con i suoi artisti e ne ha sostenuto le attività in ambito non-profit e istituzionale“. Così la ricordano i colleghi e gli amici della galleria, per cui Goodman ha incarnato per anni una figura di mentore.

Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati

Redazione

Redazione

Artribune è una piattaforma di contenuti e servizi dedicata all’arte e alla cultura contemporanea, nata nel 2011 grazie all’esperienza decennale nel campo dell’editoria, del giornalismo e delle nuove tecnologie.

Scopri di più