Forum dell’Arte Contemporanea: ecco come è andata la campagna #arteculturabenicomuni

Oltre 100 realtà aderenti per la campagna #arteculturabenicomuni lanciata dal Forum dell’Arte Contemporanea con l’obiettivo di mettere in luce le criticità del settore e di sensibilizzare le istituzioni a riguardo. Ecco cosa è accaduto

Flip Project Space
Flip Project Space

Lo scorso ottobre il Forum dell’Arte Contemporanea ha lanciato la campagna #arteculturabenicomuni per denunciare la situazione estremamente critica in cui versa il settore delle arti visive. Il Forum ha invitato istituzioni e spazi pubblici e privati ad adottare uno dei sei statement sintetizzati ai tavoli di discussione di maggio 2020 del Forum, in forma di affissione pubblica, videoproiezione o post sui social. E la risposta è stata molto alta. Ecco cosa è accaduto, nell’intervista alla curatrice Anna Daneri, tra le anime dell’organizzazione.

Si è conclusa la campagna #arteculturabenicomuni promossa dal Forum dell’Arte Contemporanea. Che bilancio tirate di questa esperienza?

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Un bilancio molto positivo sul piano della partecipazione, che non era scontato. Ci sembra davvero il momento di promuovere e sostenere iniziative comuni di ampio raggio sul territorio e quest’esperienza ha dimostrato che è possibile. La campagna è un’azione simbolica di sostegno del comparto, ma espirme anche la necessità di dialogare con l’opinione pubblica. Questa per noi è la sfida da portare avanti.

Museo Maxxi - Roma
Museo Maxxi – Roma

Diamo un po’ di numeri….

Abbiamo avuto più di 100 adesioni da musei pubblici, non profit, comitati, gallerie, progetti, magazines, centri studi etc e sono state coinvolte tutte le regioni italiane. Le istanze promosse dalla campagna sono nate in continuità con i lavori del Forum di maggio, che hanno coinvolto più di 300 partecipanti ai tavoli di lavoro. Abbiamo voluto dare voce alle questioni trattate da questo gruppo allargato e trasversale.

Quali erano le istanze promosse dal Forum?

Le istanze promosse sono nate dall’edizione di emergenza di maggio, da cui è emerso un documento pubblico mandato a Governo e Ministero. Le richieste sul breve termine erano di: sostenere urgentemente sia le istituzioni e spazi non profit che gli operatori delle arti visive la cui attività è stata drammaticamente inficiata dalla crisi; avviare un New Deal culturale; sostenere e assumere la ricerca artistica come parte essenziale della crescita, anche economica, del Paese; attuare le riforme necessarie del lavoro nell’arte e conferire uno statuto giuridico all’artista (su questo e altro sta lavorando in modo continuativo l’associazione AWI che ha coordinato insieme a Francesca Guerisoli un tavolo del Forum dedicato alla questione del riconoscimento del lavoro artistico); riconoscere la necessità di un reddito di base universale (istanza approfondita da Institute of Radical Imagination che ci lavora anche a livello internazionale).

Museo Maga
Museo Maga

La campagna è cominciata circa un mese prima la nuova chiusura dei musei. Che prospettive vedete per il mondo dell’arte e della cultura dal vostro osservatorio?

Dall’inizio della campagna alla presentazione dei suoi esiti la situazione è letteralmente precipitata. Il mondo della cultura si trova in un frangente estremamente duro da affrontare e il comparto del contemporaneo vive uno scenario senza precedenti perché il Governo non ha provveduto a sostenerlo in alcun modo finora. Da un lato ci è sembrato scioccante il gesto di chiudere i luoghi della cultura in primis, dall’altro sentiamo che dobbiamo unire le forze con tutti i gruppi attivi per scongiurare la sparizione di un sistema. I problemi strutturali che il Forum ha trattato negli anni ora arrivano a un punto di non ritorno davanti a una situazione estrema, se il Governo non adotterà le misure necessarie.

Ci saranno delle nuove azioni comuni promosse dal Forum? E se si, quali?

Stiamo sostenendo campagne e manifestazioni di comitati della cultura, e siamo intenzionati a promuovere altre iniziative comuni. Stiamo inoltre portando avanti un programma di Focus dedicati a tematiche urgenti e a criticità territoriali, cercando di coinvolgere anche gruppi esterni al comparto artistico. Il prossimo riguarderà le pratiche di resistenza, esperienze e metodologie messe in atto da gruppi e progetti radicati nel lavoro con le comunità, e sarà coordinato da Giuseppefraugallery – Scuola Civica Arte Contemporanea di Iglesias. 

Santa Nastro 

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è caporedattore di Artribune. È Responsabile della Comunicazione di FMAV Fondazione Modena Arti Visive e della Fondazione Pino Pascali. Collabora con Fondazione Pianoterra Onlus a Roma. È stata inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ha collaborato con l’American Academy in Rome. Dal 2011 al 2021 ha collaborato con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli. Dal 2006 al 2011 è stata Segreteria Scientifica del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con la testata Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni. È autore del saggio Come vivono gli artisti? edito da Castelvecchi (2022) nella collana Fuoriuscita.