L’inchiesta del Museo Prado di Madrid sul rapporto musei e pubblico

In occasione del Bicentenario, il Prado studia a fondo il suo rapporto con il pubblico. Un’ampia inchiesta rivela i gusti e le abitudini degli spagnoli in materia d’arte e musei

Museo del Prado
Museo del Prado

Il Bicentenario del Prado non è solo una celebrazione pubblica lunga un anno, nella quale il pianista Lang Lang si esibisce in streaming di fronte a Las Meninas di Velázquez davanti a 48mila persone o la compagnia aerea di bandiera battezza un velivolo della sua flotta con il nome del museo. E’ anche un momento di riflessione sul ruolo di un’istituzione che ha segnato l’evoluzione culturale di un Paese attraverso le diverse tappe della sua crescita democratica.
Il Prado, infatti, nella percezione della maggior parte degli spagnoli è oggi più che mai il museo per eccellenza – the top of mind nel 51,41 % degli intervistati, come dicono gli esperti di marketing – ed è senza dubbio un motivo di orgoglio nazionale, un luogo mitico dove andare almeno una volta nella vita per conoscere da vicino Velázquez e Las Meninas. Oltretutto, il 95% degli spagnoli lo considera il più grande contributo della Spagna alla cultura universale. Peccato  però che, secondo un recente sondaggio, oltre il 37% della popolazione nazionale non abbia mai varcato la soglia dello storico edificio del Villanueva né ammirato da vicino le meraviglie delle Collezioni Reali, tra i capolavori della pittura di tutti i tempi.

SOCIOLOGIA DI UN MUSEO

La direzione del Prado ha commissionato all’Instituto Sondea uno studio sociologico per analizzare la percezione che gli spagnoli hanno del museo, indagando i gusti, gli autori preferiti e le opere più note, e per conoscere da vicino le abitudini di visita del pubblico nazionale. L’inchiesta è stata diretta a persone tra i 18 e il 65 anni, residenti in Spagna, selezionati in maniera intenzionale e proporzionale in base alla quota di popolazione delle diciassette Comunità Autonome che compongono la geografia politica del Paese. Hanno risposto al sondaggio finale, realizzato via e-mail, 3321 persone che, secondo i rigorosi parametri applicati , rappresentano un campione fedele della società spagnola attuale. Il dato curioso è che al questionario, inviato per posta elettronica tra il 26 febbraio al primo marzo 2019, delle 16mila persone ha risposto solo il 20%, del quale la maggior parte il giorno 26 stesso, dimostrando l’assoluta spontaneità di adesione all’inchiesta.

ARTE, BELLEZZA ED EMOZIONI SOTTO INCHIESTA

Quattro su dieci spagnoli hanno visitato il Prado nell’ultimo anno, e più della metà ci sono stati tra il 2017 e il 2018; ma più dell’8 per cento è da oltre dieci anni che non ci mette piede. La Spagna vista alla lente di ingrandimento della cultura, attraverso il filtro di un’istituzione celeberrima come il Prado, appare però ancora restia a considerare l’arte, e la cultura in generale, come oggetto di svago e meta per il tempo libero: 4 su 10 spagnoli non frequenta i musei non solo per mancanza du tempo o per costo dell’entrata, ma per mancanza di interesse e perché preferisce altri tipi di svago, soprattutto nel caso dei i più giovani e degli uomini.
Tra i pittori è Velázquez di gran lunga il favorito nell’inchiesta, seguito a distanza da Goya e da Picasso (che però non è presente al Prado con nessuna opera); Las Meninas è il quadro più noto, ma soprattutto quello che gli spagnoli appenderebbero volentieri alle pareti del proprio salotto di casa (ignorando forse le dimensioni reali del capolavoro!). Che la pinturas negras di Goya mettano paura e Il Giardino delle delizie di Bosch trasmetta allegria, la coppia di Adamo ed Eva di Durer ispiri un senso della bellezza e Las Meninas esprima un senso di gioventù sono alcune delle “scoperte” più o meno evidenti che l’inchiesta dell’Instituto Sondea ha svelato scandagliando nei gusti e nelle preferenze del pubblico.

BOSCH, MIGLIAIA DI ISCRITTI AL CORSO ONLINE

Chissà se però realmente gli spagnoli si siano resi conto che il Prado del terzo millennio non solo è uno dei musei più belli e appassionanti al mondo, un autentico “luogo di perdizione” per gli amanti della pittura del colore, ma è sempre più uno spazio vivo, pieno di iniziative scientifiche e culturali in linea con la più moderna offerta tecnologica.
Una di queste è il corso online dedicato a Hieronymus Bosch, El Bosco per gli spagnoli, che il Prado ha lanciato nel mese di marzo sulla piattaforma MOOC Miríadax (un’iniziativa di Teléfonica Educación Digital). Al corso si sono iscritti  finora 35mila alunni provenienti da oltre 50 Paesi, in particolare dalla Spagna, dal Messico, Argentina e Colombia, ma anche da tutta Europa. Assisteranno a 15 ore di formazione durante sei settimane e potranno conoscere da vicino attraverso 35 video in 4K la straordinaria quanto enigmatica pittura dell’artista rinascimentale fiammingo del quale il Prado possiede il maggior numero di opere al mondo.  Le iscrizioni si chiudono il 31 di marzo.

– Federica Lonati

www.museodelprado.es

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Federica Lonati, nata a Milano nel 1967, diploma di Liceo classico a Varese, si è laureata nel 1992 in Lettere Moderne alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica di Milano con una tesi dedicata all’opera lirica e alla sua riproducibilità audiovisiva (Comunicazioni Sociali). Giornalista professionista dal 1997, dai primi anni Novanta collabora con “La Prealpina”, quotidiano di Varese, scrivendo soprattutto di teatro, opera lirica e musica classica. Dal 1995 è assunta nella redazione di “Lombardia Oggi”, settimanale di attualità, spettacoli e tempo libero, allegato domenicale al quotidiano “La Prealpina”. Redattore ordinario fino all’agosto del 2005, si occupa delle pagine di arte, musica classica e attualità in generale. Dal settembre 2005 vive a Madrid. Dalla Spagna ha scritto articoli per “Libero”, “Qui Touring”,”Il Corriere del Ticino”, “Il Sole 24 Ore” e “Grazia”. Tra il 2008 e il 2011 ha collaborato con “Agrisole”, supplemento settimanale del “Sole 24 ore”, realizzando cronache e reportage dedicati all’economia agricola spagnola.