Zak in Tour – In Natura

Siena - 14/12/2013 : 14/01/2014

Con Zak in Tour nasce una nuova gestione organizzativa e una nuova mostra che è un viaggio attraverso le opere di 13 artisti che ci proiettano nei luoghi dove l’uomo cerca e ritrova se stesso.

Informazioni

Comunicato stampa

IN NATURA, è la mostra collettiva di arte contemporanea che inaugura ZAK IN TOUR il nuovo progetto che la Galleria Zak propone in risposta alla crisi. ZAK per tutto il 2014 organizzerà le sue mostre in spazi liberi ed inutilizzati ma adatti ad ospitare l’arte, luoghi che verranno comunicati di volta in volta ad ogni evento


Con Zak in Tour nasce una nuova gestione organizzativa che vede entrare Marina Gennari al fianco di Gaia Pasi curatrice di Galleria Zak Project Space dal 2010 e una nuova mostra IN NATURA un viaggio attraverso le opere di 13 artisti che ci proiettano nei luoghi dove l’uomo cerca e ritrova se stesso.

IN NATURA apre sabato 14 dicembre ore 17:00 a Palazzo Fani Mignanelli, vicolo del Beato Pier Pettinaio 13, 53100 Siena, con la partecipazione degli artisti Paolo Angelosanto, Andrea Barzaghi, Laura Bisotti, Lorenzo Brini, Alessandro Cardinale, Daniele Girardi, Cristina Gori, Brunella Longo, Maddalena Mauri, Opiemme, Valentina Perazzini, Francesca Romana Pinzari e TTozoi. La mostra sarà visibile fino al 14 gennaio 2014 dalle ore 11:00 alle ore 13:00 e dalle 17:00 alle ore 20:00 o su appuntamento, lunedì il giorno di chiusura.

La mostra è concepita come il percorso compiuto da un uomo che taglia il filo di ferro con il gesto dipinto da Paolo Angelosanto nel quadro Trascendente Corona (2008), ed esce dalla struttura che lo imprigiona NU SHU (2013) di Alessandro Cardinale con tutto quel che ha: la sua ombra e una valigia in mano New World, (2011) alla ricerca di qualcosa che in natura possa dare sostanza al suo corpo e riempire il suo bagaglio.
Bosco (2013) è il trompe-l'œil dipinto da Maddalena Mauri che simula perfettamente una selva dantesca dando vita ad un raffinato gioco di rimandi tra realtà e illusione percettiva, nella quale l'uomo si perde e perde a sua volta le limitazioni imposte dal mondo fenomenologico. Daniele Girardi, negli Sketch Life Books (2013) estratti dal “The Great Valley Project” presenta il risultato dell’esplorazione di una terra disabitata ai confini tra Svizzera ed Italia che l’artista sta conducendo per riscoprire il dialogo primordiale che esiste tra uomo e natura selvaggia.
Nelle muffe dei TTozoi (Stefano Forgione e Pino Rossi), una natura informe attacca la tela e compone il lavoro, gli artisti campani intervengono sulla crescita delle masse organiche bloccandola per eutanasia nell’opera. Cristina Gori cuce con il feltro codici molecolari; raccoglie le cortecce per comporre le pagine del libro del silenzio che si trova al centro della foresta del tempo, dove alberi e arbusti di ferro invisibili appaiono. I capelli come i denti e le ossa sono i residui della natura fisica del corpo: Francesca Romana Pinzari li raccoglie e vi realizza un abito impalpabile, un respiro che alimenta la vita, ma che è assente nella teca. Levitano in una bolla trasparente Papavero#5 (2013) tutti gli ingredienti del sogno e della memoria e prendono le forme del barocco: li salva Brunella Longo facendoli emergere dalle acque di uno stagno a forma di cuore: è questo un lavoro sulla scoperta e l’intelligenza della riscoperta che sostengono la ricerca archeologica e la salvaguardia del patrimonio storico artistico. Sono fiori d’acacia quelli che compongono l’installazione Sotto L'Acacia (2013) di Laura Bisotti, seccati e improntati su carte incise a vernice molle. Il lavoro nasce dall’osservazione della caduta di questi fiori e dall’intento di riproporne l’azione mediata con un approccio ordinatore e archivistico, vicino a quello utilizzato nel Margheritario (2012) costruito di petali strappati e ricomposti da Valentina Perazzini. Lorenzo Brini mosso da ironia dissacrante, dipinge una serie di piccoli quadri che compongono un reportage sulla natura dell’uomo e uno spaccato del nuovo mondo globalizzato. Opiemme porta in strada due metri di corvo dipinto di parole; assordantemente muta la bestia sprigiona dal corpo il significato della natura di tutte le cose: la poesia riesce a sintetizzare i concetti come l’arte, alcuni girano nell’aria da molto tempo e ritornano, piccoli e grandi contenuti…e questi corvi si moltiplicano e ci fissano con un silenzio mai zitto che ricorda lo sguardo dell’amore e la voce della natura. E’ l’azione della natura infine - con il suo agire spontaneo, casuale, leggero, e d’immediato richiamo ai canoni del paesaggio romantico - che muove l’atmosfera del quadro di Andrea Barzaghi mentre accade il miracolo: l’Ascensione (2013) dell’uomo sulla natura.