Yuriy Kholdin – La Luce degli affreschi di Dionissiy

Almese - 09/12/2011 : 15/01/2012

Le fotografie scelte per l’allestimento torinese fanno parte della collezione già esposta, negli ultimi cinque anni, in gallerie e musei di tutto il mondo, tra cui la Galleria Tretyakov di Mosca e l’Accademia delle Arti di San Pietroburgo.

Informazioni

  • Luogo: POW GALLERY - TORRE DI SAN MAURO
  • Indirizzo: Vicolo San Mauro - Almese - Piemonte
  • Quando: dal 09/12/2011 - al 15/01/2012
  • Vernissage: 09/12/2011 ore 17
  • Autori: Yuriy Kholdin
  • Curatori: Vladimir Amelin
  • Generi: fotografia, personale
  • Orari: Venerdì su appuntamento Sabato dalle 15.30 alle 19.00 Domenica dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.00 Chiuso il 24, 25, 31 dicembre 2011 e il 1° gennaio 2012
  • Biglietti: ingresso libero
  • Patrocini: Comune di Almese, Consiglio dei Beni Culturali della Federezione Russa.
  • Uffici stampa: B52

Comunicato stampa

La P.O.W. Gallery di Torino, alla presenza di Kuzmin Kirill Stanislavovich, Presidente del Consiglio dei Beni Culturali Russi, reparto S.Pietroburgo, inaugura nella sede distaccata della Torre di San Mauro ad Almese, con il patrocinio del comune, la mostra internazionale

“La Luce degli affreschi di Dionissiy svelata al mondo”

del fotografo Yuriy Kholdin (1954 – 2007) a cura di Vladimir Amelin







Le fotografie scelte per l’allestimento torinese fanno parte della collezione già esposta, negli ultimi cinque anni, in gallerie e musei di tutto il mondo, tra cui la Galleria Tretyakov di Mosca e l’Accademia delle Arti di San Pietroburgo.



Yuriy Kholdin ha immortalato, tra il 1995 e il 2002, l’intero ciclo di affreschi che Dionissiy, importante rappresentante della pittura sacra della scuola russa, ha realizzato nel 1502, in un solo mese, sulle volte del Monastero di Ferapontov, costruito nell’Oblast di Vologda nella Russia nordoccidentale.



La cattedrale è l’unico monumento medievale russo a ciclo completo in cui si siano conservati integralmente i 700 mq di affreschi,

che hanno permesso al Monastero di Ferapontov di essere riconosciuto, nel 2000, Patrimonio Mondiale dell'Umanità e di essere successivamente inserito nel Codice Statale degli oggetti più preziosi del patrimonio culturale dei popoli della Russia.





Con le sue fotografie, Kholdin è riuscito a far emergere il contesto naturale e sociale nel quale era inserita l’opera pittorica, esaltando tutte le sottili sfumature dei suoi colori, che sono percepiti ancora intatti dallo spettatore contemporaneo. L’unicità delle opere è proprio la tecnica scelta da Kholdin per fotografare gli affreschi, ritratti per la prima volta in modo non planare e non frammentario, dando allo spettatore la possibilità di percepire lo spazio e il tempo, fino a ritrovarsi immersi nella cattedrale stessa.



Le fotografie diventano così contemporaneamente opera d'arte e analisi scientifica.