Wyatt Kahn

Roma - 16/09/2013 : 22/10/2013

La mostra raccoglie due serie differenti di lavori: una caratterizzata da bordi regolari che compongono forme tradizionalmente rettangolari, e un secondo gruppo di opere caratterizzate invece da linee e forme organiche e irregolari.

Informazioni

  • Luogo: T293
  • Indirizzo: via Ripense 6 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 16/09/2013 - al 22/10/2013
  • Vernissage: 16/09/2013 ore 19
  • Autori: Wyatt Kahn
  • Generi: arte contemporanea, personale

Comunicato stampa

I lavori di Wyatt Kahn sono il risultato dell’assemblaggio di una serie di pannelli individuali, diversi per dimensioni e forma, accostati in maniera da creare l’illusione di una composizione bidimensionale e lineare. L’uso di vari espedienti artistici serve a creare una dicotomia tra la natura piana delle superfici e l’illusione di profondità. Prendendo spunto dalle tecniche tradizionali della pittura sviluppate per creare l’illusione di tridimensionalità, l’artista intelaia ogni dipinto due volte, prima utilizzando tele con tinte forti, quindi un lino sottile che rende appena percettibile il colore sottostante

L’effetto finale è simile a quello di una tintura o di una verniciatura.

La mostra raccoglie due serie differenti di lavori: una caratterizzata da bordi regolari che compongono forme tradizionalmente rettangolari, e un secondo gruppo di opere caratterizzate invece da linee e forme organiche e irregolari.

I lavori che appartengono alla prima serie fanno riferimento a immagini di finestre e interni. I bordi diritti riprendono sagome che ricordano quelle delle cornici. La combinazione di linee regolari con altre più organiche dà l’illusione che i bordi squadrati siano a fuoco e che invece quelli irregolari non lo siano. Interessato a una pittura che indaga i limiti della visione, Kahn adotta un approccio simile a quello della fotografia per creare composizioni dinamiche e lavori complessi che possono essere letti come superfici piane o illusoriamente profonde.

La seconda serie prende spunto da formazioni rocciose e larghe distese di terra. Essa nasce come una sorta di raccolta di ingrandimenti e frammenti degli altri lavori in mostra. Riprendendo l’idea di alcuni lavori precedenti realizzati accostando più colori, le forme acquisiscono tensione attraverso un’illusione di compressione. Come se le sagome verdi presenti in ciascuno di questi lavori si trovassero a essere compresse dalle altre intorno. Questa serie rivela inoltre l’interesse di Kahn per l’irregolarità e per l’imperfezione di un processo che lascia incongruenze negli spazi tra i pannelli e aggiunge ai lavori una traccia di elemento umano.

Wyatt Kahn
Opening September 16, 7pm
September 16 - October 22 2013
T293, Via G. M. Crescimbeni 11, Roma
T: +39 (0)6 88980475
[email protected]

Wyatt Kahn creates his works by assembling a series of individual panels, different in dimension, size, and shape, juxtaposed to create the illusion of a two-dimensional linear composition. Throughout all of his work, he uses different art devices to create a dichotomy between flatness and the illusion of depth. Informed by traditional painting techniques developed to create the illusion of three-dimensionality, the artist stretches each panel twice, first with brightly colored canvas, then with thin linen, so the actual color is barely visible. This creates a similar effect as a wash of color or varnish.
The exhibition features two different series of work: one is characterized by straight exterior edges that form traditional rectangular forms, while the other features strange organic exterior shapes and organic lines throughout.
The first series of works is influenced by windows and interiors. Straight edges exist on forms that reference a frame. However, this frame structure is often broken by the interior organic forms. The combining of straight and organic line-forms gives the illusion of the straight edges being in focus and the organic edges being out of focus. With an interest in making paintings that refer to the limitations of vision, Kahn uses approaches from photography to create dynamic compositions and complex works that can be read flat or with the illusion of depth through variations of "focus".
The second series is influenced by rock formations and wide terrestrial expanses. This series exists as a close-up of or cut-out of the other series in this exhibition. It also refers to Kahn’s earlier series of stained works, as it reintroduces the idea of forms gaining tension through the illusion of compression. It's as if the green forms in each of these works are being compressed by the other forms around them. This series also clearly shows Kahn's interest in the irregularity and imperfection of the process that leaves inconsistencies in the spaces between the panels and provides the works with a human element.