What We Once Were

Bari - 27/01/2018 : 10/03/2018

La mostra propone un originale confronto fra opere che attraverso linguaggi diversi, affrontano un tema comune, quello dell’infanzia, rappresentando lo spirito, la vulnerabilità, la giocosità, l'imprevedibilità, l'irrequietezza e la dignità dei bambini.

Informazioni

  • Luogo: MURATCENTOVENTIDUE ARTE CONTEMPORANEA
  • Indirizzo: Via Gioacchino Murat 122b - Bari - Puglia
  • Quando: dal 27/01/2018 - al 10/03/2018
  • Vernissage: 27/01/2018 ore 18
  • Generi: arte contemporanea, collettiva
  • Orari: dal martedì al sabato, dalle 17 alle 20

Comunicato stampa

Rita Casdia, Cristiano De Gaetano, Elisabetta Di Sopra, Lello Gelao, Kaia Hugin, Kaja Leijon, Cristina Pavesi
La mostra propone un originale confronto fra opere che attraverso linguaggi diversi, affrontano un tema comune, quello dell’infanzia, rappresentando lo spirito, la vulnerabilità, la giocosità, l'imprevedibilità, l'irrequietezza e la dignità dei bambini.
Gli artisti, di diversa nazionalità, sono Rita Casdia, Cristiano De Gaetano, Elisabetta Di Sopra, Lello Gelao, Kaia Hugin, Kaja Leijon, Cristina Pavesi


Rita Casdia indaga, attraverso diversi mezzi espressivi come la video animazione, ma anche il disegno e la scultura, mondi emozionali a metà tra sogno e realtà, rivolgendo la sua attenzione principalmente ai meccanismi elementari dei sentimenti umani, con uno sguardo attento alle dinamiche generate dai legami affettivi e dalla sessualità.
La messa in scena di questi mondi emozionali si snoda attraverso una struttura narrativa spezzata e disinibita, dove si condensano riferimenti all’iconografia classica, elementi casuali, quotidianità spicciola, vissuto personale, produzione onirica.
L’artista presenta una serie di disegni, realizzati con inchiostro al gel su carta estremamente sintetici, essenziali nelle linee e nel contenuto in cui compaiono elementi tratti dall'immaginario infantile, di facile lettura eppure dalle molteplici stratificazioni di significato.
La ricerca artistica di Elisabetta Di Sopra si esprime in particolar modo attraverso l’uso del linguaggio video per indagare sulle dinamiche più sensibili della quotidianità e delle sue microstorie inespresse, dove il corpo femminile assume spesso un ruolo centrale perché custode di una memoria e di un suo linguaggio espressivo. Ci sono due nuclei fondamentali all'interno della sua pratica, uno incentrato sul rapporto tra corpo e materia, l'altro su corpo e memoria, corrispondenti rispettivamente alla sua prima e seconda produzione video.
Il video Funny Show, del 2009, che mostra dei bambini che osservano il mondo dall’alto e sorridono, è una riflessione sul mondo degli adulti incapaci di mostrarsi come modelli validi da imitare.
E’ presente in mostra un lavoro di Cristiano De Gaetano, uno dei talenti più interessanti delle nuove generazioni di artisti pugliesi, purtroppo precocemente scomparso nel 2013, cui il museo Pascali ha reso recentemente omaggio attraverso una mostra antologica.
La sua vasta produzione ha spaziato in molteplici campi dalla scultura alla fotografia, dalla pittura al video. Dal 2006 aveva cominciato a produrre, partendo dall’utilizzo di foto tratte da album di famiglia, e di persone a lui care, ritratti di bambini e giovani uomini e donne su sagome di legno eseguiti con cere pongo colorate, modellate come pennellate e schiacciate e accostate con effetti da divisionismo plastico. In mostra è presente un intenso ritratto di bambino del 2009 intitolato Kid.


La ricerca di Lello Gelao insiste da qualche anno sul tema del ritratto attraverso una figurazione essenziale e intensa, grazie anche alla sua attenzione ai mass media e alla fotografia.
Le sue figure, stagliate su fondali anonimi, impercettibili, set senza tempo né spazio, sono immagini nitide, luminose, dagli intensissimi piani di colore, rese in una particolare prospettiva bidimensionale e private di ogni connotazione sentimentale, ma che riescono a comunicare una profonda risonanza psicologica.
Nei suoi quadri solitamente l’artista inserisce un unico personaggio, come nell’opera proposta in questa mostra Child, solo e distaccato fisicamente e psicologicamente, riuscendo a cogliere un momento particolare, quasi il preciso secondo in cui il tempo si ferma e tutto appare immobile, silenzioso. Il suo lavoro si caratterizza attraverso atmosfere vuote e ambienti rarefatti e parla di solitudine, di malinconia e di tempo sospeso.
Con i suoi video e le sue fotografie, l’artista norvegese Kaja Leijon mette in discussione la nostra percezione del mondo reale, ed esplora il confine tra realtà e immaginazione. L’artista riflette su come concezioni preconcette possano influenzare il nostro modo di vedere e interpretare ciò che ci circonda.
Nel video in mostra Turning Trick cita il cortometraggio di François Truffaut del 1957 Les Mistons, basato su una novella di Maurice Pons. E’ la storia di cinque ragazzi che trascorrono un'intera estate spiando e inseguendo due amanti. Il film di Truffaut affrontava il tema dell’infanzia e della scoperta del desiderio sessuale nei ragazzi mentre il lavoro di Kaja Leijon ignora la trama del cortometraggio originale per concentrarsi esclusivamente su una sequenza in cui i ragazzi s’inseguono a vicenda, si arrestano improvvisamente e fingono una sparatoria. Riprende questa scena nel proprio film, ma con una differenza molto semplice: i suoi protagonisti sono femmine. Un'atmosfera tesa permea l'intero film, una dopo l'altra, le ragazze cadono e rimangono immobili sul terreno. L'artista pone il ruolo delle donne proprio al centro: l'oggetto passivo dell'osservazione nell'originale francese diventa nel suo video, il soggetto attivo.
Kaia Hugin, esplorando in maniera trasversale la danza, la performance e la video arte, lavora dal 2008 a una serie di video intitolata Motholic Mobbles, una riflessione su temi esistenziali attraverso l’esplorazione del movimento e dello spazio. Nelle sue performance, la Hugin cerca di comprendere quelle esperienze corporee che facciamo nei nostri sogni, non nel senso di voler narrare un sogno, ma piuttosto di indagare situazioni che si pongono al confine fra razionale e irrazionale.
I suoi video, in cui gioca un ruolo fondamentale il registro dell’humour e l’utilizzo dell’estetica del genere horror, ricordano i film d’avanguardia di una pioniera del cinema, Maya Deren, che a metà del secolo scorso ha sperimentato combinazioni di film, coreografia e movimento con effetti surreali e molto personali. Angry boy / Happy Boy (Motholic Mobble parte 10) fa parte di questa serie di video performance surreali di Kaia Hugin. In questo breve video, vediamo il bambino dell’artista di appena dieci mesi - sospeso su un basamento, come un’opera d’arte vivente - che sembra dimostrare una forza fisica incredibile.
I video di Cristina Pavesi fanno riferimento alla storia dell'arte, ai generi classici del paesaggio e della natura morta, con l'aggiunta del senso di ciclicità inevitabile della vita. Il procedimento è filosofico, perché ricerca la conoscenza di se stessi e del mondo attraverso corte metafore visive, brevi riflessioni di pensiero del quale l'immagine si fa interprete. La natura morta costruita in studio si ricollega alla pittura antica. Questo genere era usato per esprimere al meglio il concetto di Vanitas. Così nelle sue video-nature morte rivive il genere esaltato dal fattore tempo e dal movimento, esprimendo così indeterminatezza e inquietudine. In questa nuova interpretazione emerge un senso di precarietà e di continua evoluzione del mutamento che contrastano l'aspirazione illusoria allo status quo tipica del genere della natura morta tradizionale.
Nel video in mostra Can Can vediamo un carillon, simbolo della spensieratezza dell’infanzia, che è preso a martellate finché non smette di suonare e non è completamente distrutto; il tutto sulle note del Don Giovanni di Mozart che invoca pietà. In “Ore 13” è l’ora di pranzo, una bambola sorridente e educatamente si appresta a consumare il suo pranzo fatto di piccoli soldatini. Metafora della guerra? Non solo, è l’inevitabile che con leggerezza sovrasta anche chi si sente forte e battagliero.

Muratcentoventidue-Artecontemporanea
Via G. Murat 122/b – Bari

Inaugurazione
Sabato 27 gennaio 2018, ore 19.00

Periodo
27 gennaio – 10 marzo 2018

Orario di apertura
dal martedì al sabato, dalle 17 alle 20
Info 3348714094 – 392.5985840
http://[email protected]
http://www.muratcentoventidue.com
http://www.facebook.com/MuratcentoventidueArtecontemporanea
Rita Casdia, was born in 1977. She graduated painting at the Academy of Fine Art, Palermo. She continued her study at the Academy of Fine Art Brera, specialization in Art and New Technologies. Festival: 17.KURZFILMFESTIVAL, backup, Bauhaus-Universität Weimar, 39°Festival du Nouveau Cinéma di Montreal, LOOP- Video Art Festival & Fair, Barcelona, XIII International Image Festival, Manizales, Colombia (special mention), Crosstalk ed7 Video Art Festival Budapest. Solo Shows: Ferite come fessure, Fondazione Museo Pino Pascali, Polignano a Mare, It's you,Muratcentoventidue, Bari. Group Shows: Premio Ariane de Rothschild, Palazzo Reale, Milano, 14° Premio Cairo, Museo della Permanente, Milano, Video.it, Fondazione Merz, Torino, Suspended territories and other italian stories, MUU Galleria, Helsinki.
Cristiano De Gaetano (Taranto, 16 August 1975 – Martina Franca, 10 May 2013) attended the Art Institute in Grottaglie, taking part in the ceramics course and in the didactic shows of the Institute. He designs the Advertisement Manifesto in 1995. He obtained his degree in painting in 2001 at the Art Academy in Bari. During his studies he experienced as a photographer, scenographer and camera operator, experiences that come useful for his next collaborations on special projects such as works of video art or prestigious magazines. After his first solo show (2000) he starts exposing his artworks in many group shows in Italy (Taranto, Bari, Bologna, Milano, Roma) and, starting from 2006, some international art fairs in Bologna, London, Paris, Basel, New York e Miami where he has been acquired by some important collections. He took part in many institutional exhibitions such as Il Museo e il suo territorio at the Fondazione Museo Pino Pascali in Polignano a Mare (Bari) and in 2011 at the 54° Biennale Di Venezia, the Italian Pavilion, the section dedicated to Puglia.
Elisabetta Di Sopra was born in 1969 in Pordenone. She is graduated in fine arts from Brera Academy in Milano. She is currently the curator of Maurizio Cosua video art competition, within the Francesco Pasinetti festival. She collaborates with Ca ‘Foscari University for the Short Film Festival in the promotion of video art, and with the Italian Cultural Association Archivio Carlo Montanaro at Venice’s Fabbrica del Vedere as well. Di Sopra has showed her work, among other places: Karachi Biennale 2107; Le stanze dei frammenti, MARCA, Catanzaro; solo exhibition “Possibili sensi”, Galleria Pizzinato, Pordenone; group exhibition Artist-run Gallery Galaway/Irlanda; Paratissima 11,Torino; body interference, Künstlerhaus/Vienna; VideoYearbook 2012, 2014; solo exhibition SAUDADE, galleria Muratcentoventidue, Bari; Stazione eretta. video d’artista, Careof, Milano; solo exhibition TRANSIENT BODIES, CaosArtGallery, Venezia; STILL FRAME || Videoarte dall’Archivio Bevilacqua La Masa,Venezia Collective Shades Videoart festival, Moscow / Russia.
Lello Gelao was born in Bari where he lives and works. He is graduated at the Academy of fine Arts Bari. He founded the cultural association Muratcentoventidue Artecontemporanea in 2007. His work has been shown in Germany, France, India and in Italy at Bologna, Bolzano,Genova, Malo (Vi) , Milano, Verona, Among his latest exhibition : solo exhibition Uomini, Galleria Muratcentoventidue-Artecontemporanea, Bari 2010; solo exhibition Uomini, galleria Peter Tedden, Düsseldorf 2010, solo exhibition Invisible Present, Galleria Muratcentoventidue-Artecontemporanea, Bari 2013; among his latest group exhibition: Kunstart art fair Bolzano,2008,Quadriennale – Düsseldorf 2010,Verona ArtFair 2011,Contemporaneamente, Galleria Spaziosei, Monopoli (Bari) 2012; Sotto il segno dello Zodiaco, Galleria Spaziosei, Monopoli (Bari) 2015.
Kaia Hugin was born in Oslo in 1975. She graduated with an MA in Fine Arts from the National Academy of the Arts in Bergen, Norway in 2011. She also has a background from contemporary dance and studies in Art History. Hugin has showed her work, among other places, at Whitechapel Gallery in London, UK, La Capella in Barcelona, ES, Frankfurter Kunstverein, DE, LOOP in Barcelona, ES, Hayward Gallery, UK, Gallery Luda in St. Petersburg, RU, Stiftelsen 3,14 in Bergen, NO, Sassari, Sardinia, IT and The Annual Autumn Exhibition in Oslo, NO. Solo exhibitions includes Muratcentoventidue Artecontemporanea in Bari, IT (2011), Oslo Fine Art Society, NO (2013), Vigeland Museum, NO (2015), Fotogalleriet Format in Malmö, SE (2016), Sandefjord Fine Art Society, NO (1017) and North Norwegian Art Centre, NO (2017).
Kaja Leijon (b. 1980 Tromsø) lives and works in Oslo. She studied at the Academy of Fine Arts Oslo and CalArts in California. Her work has been shown at MELK Oslo; SPACE 4235 Genova; KONTORprojects Copenhagen; Kunsthalle Mainz, Germany; UKS, Oslo; Palais de Tokyo, Paris; Haus der Kulturen der Welt, Berlin; Muratcentoventidue, Bari; Fotogalleriet, Oslo, and Taiwan National Museum of Fine Arts, ,Art Taipei 2013, Taipei Høstutstillingen, The Annual National Exhibition, Kunstnernes Hus, Oslo,Rencontres Internationales, Haus der Kulturen der Welt, Berlin,2012 Rencontres Internationales, Palais de Tokyo, Paris, Høstutstillingen, The Annual National Exhibition, Kunstnernes Hus, Oslo,Botkyrka Konsthall, Stockholm, Where dreams cross, Stockholm,Fotogalleriet.
Cristina Pavesi was born in 1966 in Milan, where she lives and works. She graduated in set design at Brera Academy of Fine Art, Milan. Her work has been shown at Maria Cilena, Milan; Vanna Casati, Bergamo; .BOX, Milan; KOMA, Mons; CACT, Bellinzona; CARMA, Rome; Contrast gallery, Barcelona; H2O gallery, Barcelona. At several International Video Art Festival: Facade, Bulgaria; Espacioenter, Canarias; Lumen, New York; FILE Video Festival, Sau Paulo; Traverse Vidéo, Toulouse; Festival Miden, Greece; FONLAD, Coimbra; MIVA, Equador; A corto di donne, Pozzuoli; AVI Festival, Gerusalem; Proyector, Madrid; Mutoscopio Videoart festival, Mexico; Filmideo, New Jersey; BANG Videoart Festival, Barcelona, (first price); Time is love 8 international video program; Visionaria, Siena; KLEX, Malaysia; AVIFF, Cannes; Berlin Directors Lounge; Madatac, Madrid; Streaming Festival Neterlands; Cologne OFF; Videolookink, Barcelona; Video Capitale, Villersexsel; No Gloss, Leeds; Video Bites, Berlin.

Ricordi d’infanzia. Sette artisti a Bari

Muratcentoventidue, Bari ‒ fino al 10 marzo 2017. Il tema dell’infanzia come strumento d’indagine esistenziale. Se ne occupa “What once we were”, la collettiva che riunisce Rita Casdia, Cristiano De Gaetano, Elisabetta Di Sopra, Lello Gelao, Kaia Hugin, Kaja Leijon e Cristina Pavesi nella galleria barese.