Warhol vs Gartel. Hyp Pop

Lucca - 24/02/2017 : 18/06/2017

Il suo indiscusso maestro Andy Warhol (1928 Pittsburgh – 1987 New York) e Laurence Gartel (1956 New York), uno dei più famosi esponenti della sua declinazione in “formato” digitale, si affrontano in un’inedita “sfida” al Lu.C.C.A.

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Comunicato stampa

La Pop Art arriva a Lucca con uno dei confronti artistici più stimolanti degli ultimi anni.
Il suo indiscusso maestro Andy Warhol (1928 Pittsburgh – 1987 New York) e Laurence Gartel (1956 New York), uno dei più famosi esponenti della sua declinazione in “formato” digitale, si affrontano in un’inedita “sfida” al Lu.C.C.A.
Cinquanta opere originali di entrambi gli artisti sono infatti protagoniste di “WARHOL vs GARTEL. HYP POP” in esposizione da 25 febbraio al 18 giugno 2017



La mostra, prodotta e organizzata dall’Associazione MetaMorfosi in collaborazione con Spirale di Idee e Artelite, e curata da Maurizio Vanni direttore del Lu.C.C.A. (Lucca Center of Contemporary Art), vede confrontarsi due mondi affini, quello della Pop Art e dell’Arte Digitale, che hanno profondamente trasformato, dalla fine degli anni ’70 in poi, il comune senso dell’Arte. «Andy Warhol e Laurence Gartel – spiega il curatore della mostra Maurizio Vanni – sono due di quegli artisti eletti, nati per fare e rimanere nella storia, cresciuti per modificare gli equilibri culturali e sociali di un luogo in un determinato momento storico. Gartel svela a Warhol i segreti di Commodore Amiga e la loro sintonia è immediata perché sono tantissimi i punti in comune».

Dopo il loro fortunato incontro, Andy Warhol e Laurence Gartel hanno sperimentato le potenzialità del mezzo digitale applicato all’arte.
Gartel, lavorando sui software, ha trasformato fotografie, graffiti, dipinti in nuove ed inedite opere che hanno trovato uno spazio importante nel mondo dell’arte contemporanea, offrendo anche un notevole contributo al mondo della comunicazione pubblicitaria: le sue creazioni per Absolut Vodka, Philips Morris e Coca Cola sono ormai storia della pubblicità. In mostra acetati, litografie e stampe digitali, tra cui il suo famoso “Absolut Gartel”, che ricostruiscono l’importante contributo di questo artista. L’eredità di Andy Warhol è indiscussa e non trattabile: l’intero immaginario del contemporaneo, non solo artistico, è permeato delle sue immagini, moltiplicazioni del quotidiano che si trasforma in straordinario. In mostra serigrafie e litografie storiche, come il “Gianni Agnelli” del ’79 e il “Mao” dell’89. Ma anche la copertina del LP “The Velvet Underground & Nico” del 1967.

«Il loro obiettivo era quello di scoprire la verità e non la realtà, quell’essenza del mondo e delle cose che poteva giungere all’uomo solamente tramite i mezzi di comunicazione di massa – aggiunge ancora il curatore. - Da una parte Polaroid, registratore, Photomaton e serigrafia per Warhol, dall'altra Apple Macintosh (con programma Mac Paint), Commodore Amiga (abbinato al programma Deluxe Paint), la stampante Art Color Ink-Jet di Xerox, le novità di Canon con la macchina fotografica 760, le stampanti a getto d'inchiostro e i primi scanner per Gartel: tecniche che contemplavano sempre più l’utilizzo della macchina e sempre meno il coinvolgimento diretto e “fisico” dell’artista».

La mostra però, non solo ripercorre la capacità di entrambi di indagare il mondo digitale con un estro da artisti di razza, ma riesce ad approfondire anche la distanza tra i due personaggi. Di ognuno di loro, infatti, evidenza anche la peculiarità che ne rende indipendente e stilisticamente autonoma la produzione. Warhol con la sua irriverente moltiplicazione seriale dell’oggetto o del personaggio, Gartel con la sua capacità di proiettare al di là del presente e del reale le immagini che sceglie. «Non tutti gli elementi comuni ai due artisti sono simmetrici e corrispondenti – conclude il curatore – la Pop Art di Warhol perpetua in maniera impersonale e quasi maniacale le immagini proposte dai mass-media documentando, senza timore reverenziale. La Hyper Pop di Gartel si nutre di immagini presenti nell'immaginario collettivo, ma non si limita a mitizzarle, bensì le proietta in futuri plausibili, in scenari immaginifici, in dimensioni realmente oniriche, in contesti che, seppur distanti da ciò che crediamo reale, appaiono stranamente iper familiari, iper evocativi, iper suggestivi, iper allusivi, iper quotidiani, iper comunicativi, iper fantasiosi e iper contemporanei”.

"In questa mostra – spiega Pietro Folena presidente di MetaMorfosi, produttrice e organizzatrice dell’esposizione – si racconta la straordinaria cavalcata della tecnologia digitale che ha cambiato radicalmente le nostre vite e il mondo negli ultimi quarant’anni, vista con gli occhi di un giovane artista, Larry Gartel, che negli anni ’70 cominciò tra i primi a sperimentare. Il suo lavoro con Warhol e il suo rapporto con il business raccontano dell’intreccio inscindibile tra arte, tecnologia e economia. Hyp Pop è una mostra assolutamente originale.