Wang Hongliang – Cercando l’eternità

Roma - 19/10/2019 : 19/01/2020

il Polo Museale del Lazio, diretto da Edith Gabrielli, in collaborazione con la Fondazione per l’Arte Cinese in Italia e l’Accademia di Arti e Design dell’Università Tsinghua di Pechino inaugura al Museo Hendrik C. Andersen, diretto da Maria Giuseppina Di Monte, la mostra Wang Hongliang. Cercando l’eternità a cura di Maria Giuseppina Di Monte e Gabriele Simongini.

Informazioni

Comunicato stampa

Sabato 19 ottobre alle ore 11.00 il Polo Museale del Lazio, diretto da Edith Gabrielli, in collaborazione con la Fondazione per l’Arte Cinese in Italia e l’Accademia di Arti e Design dell’Università Tsinghua di Pechino inaugura al Museo Hendrik C. Andersen, diretto da Maria Giuseppina Di Monte, la mostra Wang Hongliang. Cercando l’eternità a cura di Maria Giuseppina Di Monte e Gabriele Simongini.

Wang Hongliang è uno scultore cinese di grande notorietà oltre ad essere un insigne professore di Scultura nell’Academy of Arts & Design, Tsinghua University

Lontani nel tempo e nello spazio, due scultori come Hendrik Christian Andersen e Wang Hongliang in realtà sono accomunati da una ricerca figurativa sulla centralità del corpo umano, dal culto del pacifismo e dalla tutela di valori morali e affettivi, oltre che da un’indiscutibile sapienza tecnica.
Il dialogo ideale fra questi due artisti sembra inserirsi pienamente nella vocazione internazionalista e pacifista di Andersen che ha aperto la strada all’idea di una comunicazione allargata, transculturale e transnazionale, soprattutto con la progettazione di una “Città mondiale” (“The World Communication Centre”), come grande laboratorio internazionale di idee nel campo delle arti, delle scienze, della filosofia e della cultura fisica. Con le opere esposte al Museo Andersen Wang Hongliang fa compiere al visitatore un viaggio al centro dell’uomo e della storia culturale oltre che spirituale del suo paese dando vita anche ad una riflessione sulla profondità immemorabile eppur attualissima della scultura e con essa della tradizione.
Ecco allora la Cina imperiale con l’Imperatore Wu, quella filosofica e spirituale con Laozi e Confucio, quella rivoluzionaria e politica con Maozedong e poi il popolo, gli operai, i lavoratori, un uomo in trench, due malinconiche figure di donne. Né vanno dimenticate le opere su carta, connotate da una notevole raffinatezza abbinata ad una poetica intensità evocativa. Tutte le sue opere sono caratterizzate dalla compostezza, da una solenne austerità, dalla “gravità” nel duplice senso morale e fisico, per una permanenza responsabile nel mondo. Pur così lontani l’uno dall’altro, sia Hendrik Christian Andersen che Wang Hongliang danno forza alla centralità del corpo e della figura evidente nelle loro sculture con una linfa utopica che quasi le colloca in una dimensione senza tempo.

WANG HONGLIANG è un artista assai noto in ambito nazionale e internazionale: protagonista della generazione degli artisti emersi negli anni Novanta, ha contribuito fortemente al rinnovamento dell’arte cinese dell’ultimo ventennio con mostre di grande importanza fra le quali ricordiamo quella al Museo Nazionale d’Arte Contemporanea di Pechino, inaugurata dal Ministro della Cultura Cinese nonché alcune rilevanti personali a Singapore, in Egitto e Svezia. Scultore e professore di Scultura presso l’Accademia di Arti e Design dell’Università Tsinghua di Pechino, Wang Hongliang è membro dell’Associazione Nazionale degli Artisti Cinesi. Da diverso tempo effettua ricerche e sperimentazioni sulla scultura figurativa senza tralasciare l’ambito dell’arte astratta. Se i suoi primi lavori erano inclini a esprimere il rapporto tra spirito umano e natura, negli ultimi anni si è dedicato alla scultura di soggetto storico. Molti musei in Cina gli hanno commissionato lavori come quelli per il Memorial Hall of Anti-Japanese War, Memorial Hall of Liu Hulan, Memorial Hall of Shashiyu.