Voci dall’Aldila’

Bologna - 05/12/2014 : 06/12/2014

Giunta alla sua VIII edizione, torna la rassegna promossa da AngelicA Festival con due appuntamenti in omaggio a Nick Drake e Sun Ra.

Informazioni

Comunicato stampa

Inaugurata nel 2004 e giunta alla sua ottava edizione, torna la rassegna Voci dall’Aldilà, promossa da AngelicA Festival per il Museo della Musica, con i due appuntamenti in omaggio a Nick Drake e Sun Ra, in occasione del quarantennale dalla scomparsa del primo e del centenario dalla nascita del secondo



Questa ottava edizione, come sempre curata dal musicologo Walter Rovere, vedrà la proiezione del film Nick Drake - Under Review del 2007, e di ben tre titoli dedicati a Sun Ra: il nuovissimo cortometraggio In The Orbit of Ra: Arkestra Reflections On Sun Ra di Peter Dennett del 2014 (prima italiana), lo storico Sun Ra: A Joyful Noise di Robert Mugge del 1980 e una perla inedita, un lungo bis filmato dal critico jazz romano Claudio Fusacchia e tratto da un bellissimo concerto del 1988 al Blue Lab di Roma.
Nick Drake e Sun Ra: due musicisti accomunati non solo dalla casualità della ricorrenza, ma anche dall’essere stati autentici outsider, largamente incompresi nei generi di provenienza (per entrambi solo punti di partenza: il folk inglese per Drake, il jazz-swing per Ra) e scoperti solo con grande ritardo da ascoltatori di estrazioni musicali del tutto differenti.

Inaugurata nel 2004 presso lo spazio Raum, e poi ospitata negli anni successivi al Museo della Musica e al Teatro San Leonardo, la rassegna Voci dall’Aldilà ha presentato oltre quaranta proiezioni tra corti, medio e lungometraggi dedicati a musicisti delle estrazioni più diverse, proponendo materiali spesso tradotti appositamente tra cui 29 prime nazionali e una mondiale, e la presenza di ospiti e musicisti come Riccardo Bertoncelli, Jacqueline Caux, Brunhild Ferrari, Isabella De Carli, Tim Lawrence e Pamela Kagel.

La rassegna prende il nome da un volume del 1968 di Konstantin Raudive, il più celebre studioso di emissioni audioelettromagnetiche di origine sconosciuta, analizzate e classificate dallo stesso Raudive come voci provenienti da persone scomparse. Analogamente ai processi psicologici inconsci di proiezione e condensazione, che tanta parte hanno nell’interpretazione di queste cosiddette EVP (Electronic Voice Phenomena), la rassegna Voci dall’Aldilà accosta ‘voci’ di compositori scomparsi provenienti da ambiti e metodologie musicali diverse; ‘visioni interiori’ che, in maniera più o meno evidente, sopra o sotto la soglia della coscienza, continuano a dialogare con il presente.

Nick Drake – Under Review (sabato 5 dicembre)
Nick Drake è scomparso a soli 26 anni senza raggiungere il successo, nonostante il sostegno di personaggi come Joe Boyd, John Cale, Richard Thompson e John Peel. Le sue canzoni sfuggenti e delicate e l’originalità sperimentale della sua tecnica chitarristica, lo hanno reso una figura di culto, amata da musicisti come Peter Buck (R.E.M.), Robert Smith (The Cure), Paul Weller e Tom Verlaine.

I 90 minuti dell’apprezzata serie Under Review della Chrome Dreams riescono a dipanare, almeno in parte, il mistero celato dietro l’enigmatica personalità del cantautore inglese, gettando nuova luce sui dati biografici, ma anche sulla sua breve e stupefacente produzione musicale, attraverso testimonianze e analisi di amici e colleghi musicisti. Tra gli intervistati: Ashley Hutchings, fondatore dei Fairport Convention e scopritore di Nick Drake; Robin Williamson, fondatore della Incredible String Band; Dave Mattacks, batterista di Bryter Layter, secondo album di Drake (anche Mattacks ha fatto parte dei Fairport Convention e ha inoltre collaborato con Shirley Collins, Phil Manzanera e Brian Eno tra moltissimi altri); i cantautori e chitarristi folk-blues John Renbourn e Ralph McTell; Jerry Gilbert, l’unico giornalista a cui Drake abbia mai rilasciato un’intervista; Patrick Humphries e Trevor Dann, autori di due biografie di Drake; Jeremy Mason, amico intimo di Drake, la cantante Kathryn Williams, e molti altri.

Omaggio a Sun Ra (domenica 6 dicembre)
Pioniere (dal 1948!) dell’elettronica nel jazz e di una modernissima visione ‘ancient to the future’, capace di unire ardite escursioni free ed elettroniche, poliritmi africani e omaggi alle big band anni '30 nello stesso concerto, il genio di Sun Ra ha ispirato generazioni di musicisti dei contesti musicali più diversi, quali Chris Cutler, David Toop, Thurston Moore, Madlib, Ras G., Rob Mazurek e moltissimi altri.

Nato nel 1914 in Alabama, uno degli stati più segregazionisti d’America, Ra decise di abbandonare nome, origini e convenzioni del suo tempo per ricreare se stesso come una figura di origini aliene, che predicava uno spazio utopico per la comunità nera, inaugurando di fatto - decenni prima che venisse coniato il termine - la corrente Afro-Futurista che sarebbe stata abbracciata da scrittori di fantascienza come William Hayashi e da musicisti come George Clinton, Afrika Bambaataa, Jeff Mills e Janelle Monáe. Ma fu anche anticipatore dell’etica DIY del punk, creandosi fin dal 1956 una propria etichetta (la Saturn) al di fuori del mercato musicale, stampando dischi in piccolissime quantità, decorati a mano e venduti direttamente ai concerti.

Formata attorno al 1954-55, dell’Arkestra di Ra hanno fatto parte oltre cento musicisti, alcuni dei quali rimasti accanto al leader per decenni. È il caso del 90enne Marshall Allen (ospite dell’ultima edizione di AngelicA Festival): entrato nel 1957, ha preso le redini dell’Arkestra dopo la scomparsa di Ra, avvenuta nel 1993. Un’intervista di Allen è contenuta in In The Orbit of Ra: Arkestra Reflections On Sun Ra, un nuovissimo cortometraggio prodotto pochi mesi fa dalle etichette Art Yard Ltd. e Strut Records per promuovere l’omonima compilation di inediti e rarità uscita a settembre e da lui personalmente curata.

Accanto a Marshall Allen, raccontano le proprie esperienze con Ra altri veterani come Danny Ray Thompson (con Ra dal 1968), Michael Ray (1978) e Knoel Scott (1979), intervistati nella casa/comune del quartiere di Germantown a Philadelphia, che fu la base d’operazioni dell’Arkestra dal 1968 al 1993.

Sun Ra: A Joyful Noise di Robert Mugge è uno storico documentario, acclamato internazionalmente dalla critica, girato tra 1978 il 1980, prevalentemente a Philadelphia sempre nella zona di Germantown, in location come il tetto dell’International House, il club Hollywood Palace, e la Sala del Faraone, il negozio di alimentari di Danny Thompson. Comprende interviste ad altri storici membri dell’Arkestra come John Gilmore, Elo Omoe e James Jacson, fantastici spezzoni musicali dell’allora denominata Intergalactic Omniverse Arkestra, e gli straordinari monologhi del leader, filmato in luoghi come la sala egizia del locale Museo Universitario e, in un’indimenticabile e suggestivo frammento notturno, a Washington di fronte alla Casa Bianca. Il film è fuori catalogo da anni, ma Robert Mugge ne sta curando nuove edizioni su dvd e blue ray che dovrebbero uscire a breve.

Di norma tutti i concerti dell’Arkestra si concludevano (e si concludono) ‘ritualmente’, con i musicisti che proseguono l’ultima canzone, cantando e ballando tra il pubblico, come a voler trasportare e affidare a esso, assieme alla musica, l’ethos collettivo dell’orchestra. Il Live at Blue Lab 88, un filmato amatoriale del critico jazz romano Claudio Fusacchia, contiene uno di questi momenti, una straordinaria e lunghissima versione di Mack the Knife di Brecht-Weill. Alla fine del filmato, ripreso in video8 con una camera a mano, si vedono solo le silhouettes, le ombre dei musicisti che passano attraverso il pubblico seduto.

La cosa non può non far ricordare che Ra parlava spesso di ombre (The Shadow World è anche uno dei suoi brani storici degli anni ‘60): “L’’oggi è l’ombra del domani”, scriveva nel libro autoprodotto The Immeasurable Equation, e, intervistato nel documentario francese Mystery Mr. Ra, alla domanda su da quanto tempo esistesse la sua Arkestra rispose: “Non esiste ancora, è solo un ombra. Gli avvenimenti proiettano la propria ombra davanti a sé. L’ombra di ciò che potrei fare, se la gente del mondo si mettesse assieme per sostenere qualcosa di buono, invece di quello che appoggiano ora”.
Un’insistenza sulla dimensione della non-esistenza temporale, del Mito, leggibile forse come metafora della non-esistenza ‘effettiva’ della comunità nera, almeno per gran parte dei tempi in cui Ra era vissuto (va ricordato che, nato come Herman Poole Blount, si fece ufficialmente cambiare il nome in Le Sony’r Ra nel 1952 per “liberarsi del nome da schiavo”, come Malcolm X e altri), ma che non gli ha impedito di proseguire la sua singolare ‘missione’ con enorme determinazione e fino all’ultimo: “L’impossibile mi attrae, perché tutto ciò che è possibile è già stato fatto, e il mondo non è cambiato”.
(Walter Rovere)

Venerdì 5 dicembre, ore 18.00, Museo della Musica (Strada Maggiore, 34) – ingresso gratuito

OMAGGIO A NICK NICK DRAKE – a 40 anni dalla scomparsa

Under Review di Anonymous
(GB, 2007, 90’)
Versione originale con sottotitoli in italiano

Sabato 6 dicembre, ore 18.00, Museo della Musica (Strada Maggiore, 34) – ingresso gratuito

OMAGGIO A SUN RA – a 100 anni dalla nascita

In The Orbit of Ra: Arkestra Reflections On Sun Ra di Peter Dennett
(GB, 2014, 17’)
Versione originale con sottotitoli in italiano
PRIMA ITALIANA

Sun Ra: A Joyful Noise di Robert Mugge
(USA, 1980, 60’)
Versione originale con sottotitoli in italiano

Live at Blue Lab 88 (estratto) di Claudio Fusacchia
(ITA, 1988, 14’)
PRIMA ITALIANA
Voci dall’Aldilà
5 - 6 dicembre 2014
Museo Internazionale e Biblioteca della Musica Bologna (Strada Maggiore, 34)
Ingresso gratuito

Voci dall’Aldilà è un progetto di AngelicA Festival Internazionale di Musica per il Museo Internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna, a cura di Walter Rovere.