Voci dalla Trincea

Roma - 24/05/2015 : 24/05/2015

La Capitale ricorda il 100° anniversario dell'entrata dell'Italia nella prima Guerra Mondiale con l'iniziativa “Voci dalla Trincea”, onoriamo il passato, riflettiamo sul presente e costruiamo il futuro”.

Informazioni

  • Luogo: TEATRO QUIRINO
  • Indirizzo: Via Delle Vergini 7 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 24/05/2015 - al 24/05/2015
  • Vernissage: 24/05/2015 ore 10.30
  • Generi: serata – evento
  • Email: claudialovisetto@gmail.com

Comunicato stampa

Domenica 24 maggio la Capitale ricorda il 100° anniversario dell'entrata dell'Italia nella prima Guerra Mondiale con l'iniziativa “Voci dalla Trincea”, onoriamo il passato, riflettiamo sul presente e costruiamo il futuro”.
Il teatro Quirino - Vittorio Gasmann sarà palcoscenico di un ricco programma di eventi, ad ingresso libero, per raccontare e divulgare la memoria storica e culturale della Grande Guerra.
La manifestazione, ideata da Giulia Pasquazi Berliri, è stata organizzata dall'associazione culturale “La Decima Musa”, in collaborazione con l'associazione “Uniti nella Memoria”, 6° reggimento Battaglione Bassano



Si inizia la mattina, dalle 10.30 alle 13.00, con una mostra presso il foyer del Teatro Quirino. Saranno esposti reperti e memorie di guerra (oggetti, divise, libri) tutti rigorosamente originali e rinvenuti sull'Altopiano di Asiago, sull'Ortigara, il Pasubio e il massiccio del Grappa che furono decisivi teatri di guerra. Dedicata soprattutto ai giovani, la mostra è un momento di riflessione per ripercorrere un evento storico con l'ausilio di oggetti, strumenti e vestiario d'epoca. Guide esperte accompagneranno studenti e visitatori di ogni età nel percorso espositivo per rivivere le attività dei soldati coinvolti in quel conflitto.

Alle ore 17.00 i rievocatori dell'associazione “Uniti nella Memoria” daranno vita alla rappresentazione teatrale "1915 – 1918 Spero che io torni presto!" che offrirà agli spettatori uno spaccato della vita di trincea con dialoghi, lettura di lettere, filmati e canti che accompagnavano le lunghe marce e le fredde notti. Musica, recitazione e poesia si fondono per ripercorrere una pagina della nostra storia e per ricordare milioni di giovani che sacrificarono la propria vita. In scena una voce narrante racconterà gli avvenimenti del fronte mentre sette rievocatori in uniforme storica daranno forma e voce ai protagonisti che vissero in prima persona quei momenti drammatici. Alcuni testi saranno letti in dialetto per sottolineare l'identità di un mondo contadino e per meglio rappresentare i disagi dei soldati in guerra per i quali la famiglia, il lavoro della terra e le proprie tradizioni erano valori fondamentali a cui aggrapparsi.

La rappresentazione teatrale sarà preceduta dalla cerimonia dell’alzabandiera alla presenza dell'unica vedova italiana superstite, Palma De Luca Viola, moglie della Medaglia d’Oro al Valor Militare Ettore Viola. Sarà presente anche Maurizio Gonzaga nipote di Ferrante, ai cui meriti di guerra furono conferite ben due Medaglie d’Oro e tre d'Argento.

Seguiranno canti e canzoni dal fronte da parte del Coro dell’Associazione Nazionale Alpini di Novale e al termine le note della Fanfara dell’Associazione Nazionale Bersaglieri di San Donà di Piave, che entrerà in sala correndo, daranno vita a un coinvolgente concerto finale.

“Voci dalla trincea - spiega l' ideatrice del progetto Giulia Pasquazi Berliri,- è stato pensato con l'intento di ripercorrere uno degli avvenimenti che ha maggiormente cambiato la storia del nostro continente e del mondo intero, proponendo però una chiave di lettura diversa, originale, antiretorica, legata all'esperienza sonora, comunicativa della vita di trincea dove sentimenti, dolore, barlumi di gioie, frammenti di speranze, attese si fanno più forti dell'appartenenza militare e della logica stessa del conflitto”.

L’evento ha il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri con la concessione dell’utilizzo del Logo ufficiale del Centenario, della Regione Lazio e dell’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale.

VOCI DALLA TRINCEA NEL CENTENARIO DELLA GRANDE GUERRA
Domenica 24 maggio una ricca esposizione di oggetti della Grande Guerra ricorderà il 100° anniversario dell'entrata dell'Italia nella prima guerra mondiale. La mostra, ad ingresso libero si potrà visitare presso il foyer del Teatro Quirino -in via delle Vergini 7- dalle 10.30 alle 13. L'iniziativa rientra nell'evento Voci dalla Trincea organizzato dall'associazione La Decima Musa in collaborazione con l' associazione storica Uniti nella Memoria del 6° reggimento Battaglione Bassano. Saranno esposti reperti e memorie di guerra (oggetti, divise, libri) tutti rigorosamente originali e rinvenuti essenzialmente sull'Altopiano di Asiago, l'Ortigara, il Pasubio e il massiccio del Grappa che furono significativi teatri di guerra. Sono state invitate anche le scolaresche e sono previste guide esperte per un percorso della mostra e per

Gli oggetti della Grande Guerra che saranno esposti sono tutti rigorosamente originali e rinvenuti essenzialmente sull'Altopiano di Asiago, la zona dell'Ortigara (importante teatro di guerra), il monte Pasubio e il monte Grappa. (La Guerra si è svolta essenzialmente nel Triveneto, vedi allegato 3).

Si tratta:

> le classiche dotazioni del soldato come: elmetti, badiletti (vedi allegato 1) e gavette. La gavetta era in metallo e conteneva il cibo: quella in dotazione agli alpini era più grande per la ragione, più che ovvia, di fornire ai fanti di montagna un maggior apporto calorico, aumentando la quantità di cibo a loro disposizione. In effetti, operare in alta quota comporta un maggior dispendio d'energia, rispetto alla medesima operatività, svolta, però, in zone di bassa pianura.
La gavetta si chiama così perchè deriva dal latino "gabata", termine col quale si indicava, genericamente, la scodella. (Già le legioni romane, durante le loro lunghe ed estenuanti marce di trasferimento, erano provviste di un recipiente in bronzo, il quale costituiva una vera e propria "gavetta", nel senso più moderno della definizione).

> taluni oggetti personali come: armonica a bocca, crocifissi e medagliette votive. Fra questi c'è una piastrina di riconoscimento trovata in un piccolo ospedale da campo proprio in zona Ortigara. Si è così potuto risalire al soldato a cui apparteneva e che era della Brigata Sassari.
La piastrina identificativa era una piastrina metallica sulla quale venivano riportati i dati della persona che la indossava. Era usata quasi esclusivamente da personale militare e serviva per il riconoscimento in caso di morte o per ottenere dati come il gruppo sanguigno in caso di ferimento o emergenze