Vitrine – Manuele Cerutti

Torino - 29/01/2014 : 06/04/2014

Se il primo appuntamento con Driant Zeneli ha messo in luce la frenesia dei ritmi della società contemporanea, e in particolare la velocità delle immagini multimediali e digitali che caratterizzano l’installazione “Leave me alone”, il lavoro di Manuele Cerutti, protagonista della seconda tappa di Vitrine, indugia sui tempi lunghi e dilatati della pittura, strumento privilegiato della sua ricerca, sperimentandone possibilità espressive e vincoli tecnici.

Informazioni

  • Luogo: GAM - GALLERIA D'ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
  • Indirizzo: Via Magenta 31 - Torino - Piemonte
  • Quando: dal 29/01/2014 - al 06/04/2014
  • Vernissage: 29/01/2014 ore 18,30
  • Autori: Manuele Cerutti
  • Curatori: Anna Musini
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: martedì - domenica 10-18, chiuso lunedì. La biglietteria chiude un’ora prima. In occasione della mostra “Renoir. Dalle Collezioni del Musée d’Orsay e dell’Orangerie”la GAM prolunga l’orario di apertura fino al 23 febbraio 2014 secondo le seguenti modalità: Da martedì a domenica ore 10-19.30, giovedì dalle 10 alle 22.30. Chiuso il lunedì.
  • Biglietti: intero € 10, ridotto € 8, gratuito ragazzi fino ai 18 anni Ingresso libero a Vitrine
  • Email: gam@fondazionetorinomusei.it

Comunicato stampa

Prosegue alla GAM di Torino la terza edizione di Vitrine, il progetto dedicato alla ricerca artistica contemporanea sviluppata in Piemonte. Le opere dei cinque artisti protagonisti di questa edizione del progetto, curata da Anna Musini, si propongono d’innescare un confronto con la società civile, uno scambio di sguardi, che coinvolge artista e spettatore nel narrare ed interpretare il vissuto quotidiano



Se il primo appuntamento con Driant Zeneli ha messo in luce la frenesia dei ritmi della società contemporanea, e in particolare la velocità delle immagini multimediali e digitali che caratterizzano l’installazione “Leave me alone”, il lavoro di Manuele Cerutti, protagonista della seconda tappa di Vitrine, indugia sui tempi lunghi e dilatati della pittura, strumento privilegiato della sua ricerca, sperimentandone possibilità espressive e vincoli tecnici.

Pause, l’installazione presentata dall’artista alla GAM, mette in luce come il lavoro pittorico s’inserisce in una circolarità di sguardi tra soggetto che guarda e oggetto osservato, soffermandosi nell’opera d’arte per afferrare il flusso continuo delle cose, i messaggi che esse inviano, il passaggio di visioni che ne deriva, lo scambio di relazioni che costituiscono la realtà. Nella confusione caotica dell’immaginario contemporaneo Cerutti crea un intervallo di contemplazione e ascolto, e invita lo spettatore a partecipare a questo momento attraverso il suo incontro personale con l’opera.

Il lavoro in solitudine nello studio, la ricerca meticolosa aperta a continui ripensamenti, oculata nella scelta dei colori e l’attenzione alle variazioni di luce naturale durante il giorno, rivelano l’affinità dell’artista con l’approccio minuzioso e meditativo di un grande maestro del Novecento italiano come Giorgio Morandi. Un approccio che nel lavoro di Cerutti viene tuttavia appena evocato e subito contraddetto perché la sua ricerca non guarda tanto l’interiorità dell’oggetto quanto il suo protendersi verso altri oggetti, compreso l’osservatore. Cerutti parte dunque da una profonda conoscenza della tradizione del passato per condurre un’indagine universale sulla realtà, ponendo interrogativi sull’identità e la trasformazione delle cose che ci circondano.

La sua ricerca si focalizza intorno a piccoli oggetti che possiede, come minuscoli legni, minerali, frammenti di ossa di animali reperiti lungo sentieri di montagna, che astratti dal loro contesto sono dipinti sulla tela. La plasticità, la presenza fisica, quasi scultorea, degli oggetti emerge con forza da sfondi di tonalità neutre di grigi, marroni terra-bruciata, ocra, senza una precisa collocazione spazio-temporale.

I suoi dipinti offrono visioni sospese, relazioni inaspettate, sinergie spontanee che sussistono tra le cose indipendentemente dalla loro natura e materia in una prospettiva di relazionalità degli oggetti: un chiodo di ferro si erige in verticale e si curva quasi impercettibilmente verso una tazzina; un pomello di una porta e un piccolo osso dalla sommità tonda si fiancheggiano; una tela si appoggia con un angolo allo spigolo di un muro.
I titoli delle opere suggeriscono un lavoro che procede lentamente, una profonda rielaborazione mentale da parte dell’artista che, attraverso memorie personali, stati emozionali, suggestioni letterarie e filosofiche, percepisce l’incontro tra gli oggetti che si attraggono in un dialogo di forme e di composizioni.

VITRINE
GENTE IN STRADA (PASSAGGIO PEDONALE)
curated by Anna Musini

MANUELE CERUTTI
Pause

30 January – 6 April 2014

Manuele Cerutti uses painting as a privileged means of research, experimenting its expressive possibilities and technical constraints through an in-depth knowledge of tradition, and developing his own personal discourse. Far from the frantic pace of contemporary society, from fleeting multimedia and digital images, Manuele Cerutti lingers with the long and stretched out time proper to certain painting, allowing him to ponder on seeing and pictorial vision. His work in the solitude of his studio is the result of a meticulous research, second thoughts, a careful choice of colours, at the varying natural light throughout the day, revealing some affinities with the precise and pensive approach of a great 20th century master like Giorgio Morandi: though merely evoked, he is already denied because Cerutti’s research does not so much look at the object’s inner being as at its soaring towards other objects, including the observer.
From his studio’s cosiness, Manuele Cerutti’s work opens up to the universal study of reality, asking questions on the identity and transformation of things around us. His research focuses on small objects he owns, tiny pieces of wood, minerals, animal bone fragments found on mountain paths, which, taken out of their context, are painted on the canvas. The plasticity, the almost sculptural physical presence of these objects, strongly emerges from backgrounds painted in achromatic shades of grey, burnt sienna, ochre, without a specific space-time location. The paintings offer suspended visions, unexpected relations, spontaneous synergies existing between things, in spite of their nature and material, from the point of view of object-to-object relationships: two metal plates support each other in balance; a doorknob and a small rounded-head bone are placed alongside; a canvas leans with an angle on the corner of the wall. The titles of these works hint at a slowly developing creation, a profound mental elaboration on the artist’s part, who, through personal memories, emotional states, literary and philosophical suggestions, perceives objects coming together, drawn in by a dialogue of forms and compositions.
The installation presented for Vitrine shows how the pictorial work is part of the exchanging looks between an observing subject and an observed object, pausing on the work of art to grasp the ever-lasting flow of things, the messages they send, the consequent passing of visions, the intertwining relationships which make reality. In the chaotic confusion of contemporary Zeitgeist, the artist creates a break of contemplation and listening, and invites the spectator to take part in this moment through one’s personal interaction with the work of art.

Manuele Cerutti (Turin 1976) is member of Progetto Diogene. Among his solo shows there are: MODI DI ESISTENZA, 401contemporary, Berlin, 2013; A CHE COSA RITORNARE, 401contemporary, Berlin 2012; Greater Torino. Manuele Cerutti - Ludovica Carbotta, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Turin 2011; Point of Passage, Frisch, Berlin 2010; Negli occhi di un incisore si conservano tutti i dettagli, Galleria In Arco, Torino 2010; Corpi Celesti, MARS/Milano Artist Run Space, Milan 2009. He took part in collective exhibitions as: Progetto Landina, Palazzotto di Orta San Giulio (No), Cars Artspace, Omegna 2013; Alles Wasser, Galerie Mikael Andersen, Copenhagen 2013; BIANCA feat. MARS, Bianca arte contemporanea, Palermo 2012; Il Perturbante, Guido Costa Project, Torino 2012; Stilstehende Sachen aus der Sammlung SØR Rusche, Museum Abtei Liesborn, Wadersloh-Liesborn 2012; SOUS SUR FACE, 401contemporary, Berlin 2011; Cultivation of Neglected Tropical Fruits with Promise, Voult Gallery, Prato 2010; Soap Float, Marsèlleria permanent exhibition, Milan 2010; Mr Potato's Head. La scultura è cangiante per natura, Cars Artspace, Omegna 2010; Persona in meno, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Guarene d’Alba (CN)/ Palazzo Ducale, Genoa 2010; NO SOUL FOR SALE, China Purple, Tate Modern, London 2010.