Vito Campanelli – Motus Color

Este - 14/07/2012 : 22/07/2012

Le opere selezionate e presentate in mostra appartengono al ciclo pittorico Opus II.

Informazioni

  • Luogo: PESCHERIA VECCHIA
  • Indirizzo: Via Massimo D'azeglio 11 - Este - Veneto
  • Quando: dal 14/07/2012 - al 22/07/2012
  • Vernissage: 14/07/2012 ore 18
  • Autori: Vito Campanelli
  • Curatori: Lucia Proganò
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: tutti i giorni 16.30 – 21.30
  • Patrocini: dell’Assessorato alle Attività Culturali del Comune di Este (PD) e in collaborazione con Segnoperenne

Comunicato stampa

Si inaugura sabato 14 Luglio 2012 alle ore 18.00, presso lo spazio espositivo della Pescheria Vecchia di Este (Via Massimo D'azeglio, 11) con il patrocinio dell’Assessorato alle Attività Culturali del Comune di Este (PD) e in collaborazione con Segnoperenne, Motus Color, personale di Vito Campanelli, a cura di Lucia Proganò.
Opening con l’intervento musicale dello Xenia Trio: Fisarmonica: Xenia Giordani Violoncello: Stefania Visentin Violino: Mauro Bonicelli.

Le opere selezionate e presentate in mostra appartengono al ciclo pittorico Opus II

La serie nasce nel 2001 e si è arricchita e evoluta nel corso degli anni con una serie di fortunate esposizioni, tra cui Forme Presenze (Centro Culturale Candiani, 2006, a cura di Michela Giacon); Sous le rouge (Castello Normanno Svevo di Salemi, Trapani, 2008); Sous le rouge II (Galleria Giudecca 795, Venezia, 2008); 61 62 66 (Torre Civica di Mestre, 2008); Spunti concreti di assoluto (Spazio Espositivo Voltolina 2010, a cura di Gaetano Salerno); Fifty Kinds of Blue (Centro Culturale Candiani, 2012, a cura di Gaetano Salerno).

L’artista presenta al suo pubblico una sintesi degli ultimi dieci anni di lavoro, muovendosi tra l’astratto e l’informale e offrendo un intenso viaggio emotivo, complesso, sorprendente, affascinante, una dimensione eternamente vitale dove la ricerca e la costruzione del senso si apre a possibilità infinite. Inconsueta, pulsionale, tirata fuori dalle sue viscere, Campanelli rende la sua astrazione tutto fuorché banale proiezione di una realtà esterna. E’ la pittura che si annette all’anima, la ricerca dell’indicibile, la raffigurazione sulla tela non del reale, ma dell’impatto emotivo che esso genera.

L’”io” viene strappato fuori dal di dentro e assume il suo paradigma estetico: superfici belle, sensuali, liriche, suadenti, ma anche misteriose e problematiche. Pennellate dense e concitate, graffianti e silenziose, raffinate e brutali, il gioco degli equilibri si regge anche sui contrasti. Una tensione dinamica anima ogni elemento presente sulla tela, ma non c’è disordine né confusione, bensì armonia, bellezza. Qualità che catturano, anzitutto, lo sguardo: non un segno, non una sgocciolatura, per quanto casuali possano apparire, risultano fuori posto. Nulla manca, nulla può essere aggiunto, il nuovo lessico visivo inizia la sua configurazione: i dipinti vibrano di un cromatismo saturo e impenetrabile, ogni sfumatura diventa un territorio da percorrere con lo sguardo, lacerazioni emotivamente cariche trasgrediscono i supporti e configurano pulsioni, fremiti, slanci emotivi al limite del controllo.

Emerge con forza una coerenza di visione che è l’intima forza di ogni opera d’arte dipinta da Campanelli. E’ uno scambio empatico, una parentesi magica in cui l’atto creativo produce qualcosa di palpabile; nelle sue mani tutto diventa eloquente.

E’ un’arte, questa, che aderisce perfettamente alla vita e alla complessità dei suoi fenomeni mutevoli e incostanti. Non c’è distanza tra il pittore e la sua creazione: sentire gli odori, i suoni, gli umori della vita, tradurli in materia pittorica significa rendere le superfici metafore di carne viva.
Tutta la genesi di una tela di Campanelli è pervasa di fascino e di bellezza. Ogni fruitore si troverà davanti a un dialogo complesso e leggerà ciascun quadro seguendo la propria emotività e la propria capacità di percepire narrazioni disvelate hic et nunc.

Un’opera non deve mai piegarsi all’unicità di un significato, ma parlare al suo pubblico e finché lo spettatore sarà in grado di emozionarsi davanti alla seduzione del colore di Campanelli l’empatia con le sue tele è destinata a perdurare.