Visioni

Roma - 04/03/2020 : 02/04/2020

Visioni, la mostra dei libri d’artista e opere frutto della collaborazione tra Letizia Ardillo e Yarona Pinhas.

Informazioni

  • Luogo: BIBLIOTECA VALLICELLIANA
  • Indirizzo: Piazza Della Chiesa Nuova 18 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 04/03/2020 - al 02/04/2020
  • Vernissage: 04/03/2020 ore 17
  • Curatori: Yarona Pinhas, Letizia Ardillo
  • Generi: arte contemporanea
  • Orari: lunedì, martedì, venerdì 10.30-13.30: mercoledì: 15.00-18.00; giovedì: 11.00-14.00; 15.00-18.00

Comunicato stampa

Paola Paesano, direttrice della Biblioteca Vallicelliana è lieta di annunciare
Visioni, la mostra dei libri d’artista e opere frutto della collaborazione tra Letizia Ardillo e Yarona Pinhas. Per questa speciale occasione sarà presente una mostra bibliografica a cura di Livia Marcelli


Nel corso dell’inaugurazione verrà presentato il libro “Visioni”, le 22 lettere dell’alfabeto ebraico, di Yarona Pinhas illustrato da Letizia Ardillo e il video Permutazioni a cura di Letizia Ardillo editing di Alfredo Villa

L'occhio dell'artista scruta l'invisibile svelando i codici dell’ universo

Le immagini delle opere di Letizia Ardillo ispirate dagli insegnamenti di Yarona Pinhas, guidano il visitatore nell’universo mentale del misticismo della Cabbalà.


La lingua ebraica non è solo un mezzo di comunicazione tra gli uomini, ma un tramite per comunicare con il Sacro. Le 22 lettere sono strumenti della Creazione. Se in altre lingue ogni segno non ha altra funzione che concorrere alla formazione delle parole, nell’alfabeto ebraico ogni forma significante è già di per sé un veicolo, un senso compiuto autonomo, un segno sacro, un cosmo perfetto.
La biblioteca Vallicelliana luogo di scrittura e di parola è la sede ideale per accogliere i segni di queste antiche conoscenze.


(…)Ogni lingua o linguaggio elaborato dall’uomo serve a trasmettere informazioni utilizzando segni convenzionali chiamati numeri, lettere o parole. Le lettere ebraiche hanno ciascuna una raggiera di significati, sensi e rimandi che prescindono dalle parole che vanno a comporre.
Queste raggiere si uniscono sinergicamente nel momento in cui le lettere si raggruppano nel corpo di una data parola. Nel linguaggio cabalistico la parola è vista come una copertura che riveste l’oggetto che denomina. Questa veste si chiama malbùsh, così come il corpo fisico riveste l’anima, così la forma grafica di una lettera cela il suo nucleo significante. (Visioni di Yarona Pinhas)