Vinicio Berti – Opere 1973/1990

Viareggio - 19/04/2014 : 29/06/2014

Per la prima volta viene presentata al pubblico l’intera raccolta dell’artista fiorentino; si tratta di quaranta opere elargite alla città di Viareggio in due distinte donazioni del 2001 e del 2011 di Maria Liberia Pini, unica responsabile dell’Archivio Vinicio Berti.

Informazioni

  • Luogo: GAMC - GALLERIA D'ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA - PALAZZO DELLE MUSE
  • Indirizzo: Piazza Giuseppe Mazzini 22 - Viareggio - Toscana
  • Quando: dal 19/04/2014 - al 29/06/2014
  • Vernissage: 19/04/2014 ore 17,30
  • Autori: Vinicio Berti
  • Curatori: Alessandra Belluomini Pucci
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: 1 settembre – 30 giugno dal martedì alla domenica dalle ore 15.30 alle ore 19.30 dal 1 luglio - 31 agosto dal martedì alla domenica dalle ore 18.00 alle ore 23.00 LUNEDÌ CHIUSO
  • Biglietti: Intero € 3 - ridotto € 1,50 La biglietteria è aperta fino a trenta minuti prima della chiusura

Comunicato stampa

Alla presenza del Sindaco di Viareggio, Leonardo Betti e dell’Assessore alla Cultura, Glauco Dal Pino, sabato 19 aprile 2014 alle ore 17.30 presso la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea “L. Viani” verrà inaugurata la mostra Vinicio Berti. Opere 1973/1990.

Vinicio Berti. Opere 1973/1990 è il titolo della mostra che apre la stagione 2014 della GAMC.
Questa esposizione intende approfondire l’opera di valorizzazione storica e artistica delle collezioni conservate presso la Galleria d’arte Moderna e Contemporanea “L. Viani”


Per la prima volta viene presentata al pubblico l’intera raccolta dell’artista fiorentino; si tratta di quaranta opere elargite alla città di Viareggio in due distinte donazioni del 2001 e del 2011 di Maria Liberia Pini, unica responsabile dell’Archivio Vinicio Berti.

Nel 1984, nell’intervista pubblicata sul catalogo della mostra organizzata presso la Limonaia di Villa Vittoria a Firenze, Vinicio Berti afferma: “Verso il 1944 affermai che non si può fare arte contemporanea se non si è tolta la propria esperienza della vita stessa del popolo. Intendevo che, se non si è tratto da un’esistenza “reale” il proprio bagaglio di esperienze estetiche, che sono per e susseguenti, non è possibile fare dell’arte che possa definirsi contemporanea. Il precedente dell’astrazione classica è, per me, aver vissuto le esperienze della gente che lavora, aver vissuto in un mondo popolare in cui si potevano trovare anche gli elementi formali. Dal 1940 al 1945 mi sono applicato a riprodurre le realtà delle periferie e delle fabbriche. Tentando di entrare dentro la vita “reale” attraverso dirette esperienze di lavoro nel mondo dell’industria…”.
Berti è artista impegnato a raccontare la realtà senza incorrere nella retorica; l’adesione al gruppo “Astrattismo classico” conferma la sua scelta di realizzare opere dove la forma descrive gli avvenimenti della storia. Ecco che nasce la produzione dedicata alle “Cittadelle ostili”, un nuovo modo di rappresentare la realtà che sfocerà, in seguito, nelle “brecce nel tempo”.
Attraverso nuove percorsi di ricerca Berti si dedica al ciclo “Avventuroso astrale” e, successivamente, alle “Cittadelle di resistenza”, una serie di opere dove coniuga la partecipazione diretta alla realtà con la simultanea crescita della forma. Dagli anni ’80 si dedica alla realizzazione delle Grandi costruzioni per l’avvenire, e , infine, alla realizzazione serie Guardare in alto.
Artista di grande profondità, Berti è costantemente impegnato a sviluppare un’immagine astratta espressiva e narrativa aderente alla storia del suo tempo: “… Ho cercato di semplificare senza cadere nel facile dialogo popolaresco. L’arte deve seguire la propria strada anche formale. La forma deve crescere insieme al contenuto. Ogni elemento delle mie opere parla del dramma che noi viviamo”.


Vinicio Berti biografia
Vinicio Berti nasce a Scandicci, presso Firenze, nel 1921. Dopo aver seguito studi tecnici e artistici esordisce nel 1941 con opere di matrice realista ed espressionista, che dall’anno seguente divengono profondamente influenzate dalla drammaticità della guerra. Nel 1945, assieme ad alcuni amici fra i quali lo scultore Berto Lardera e il pittore Bruno Brunetti, fonda il quindicinale d’arte e letteratura Torrente. L’anno dopo fonda il movimento Arte Oggi, che persegue un rinnovamento dell’arte, lontana da ripiegamenti intimisti e in dialogo serrato con la realtà contemporanea. Nel ’47 partecipa alla prima mostra del gruppo e si reca a Parigi.
Nel 1950 è tra i firmatari del Manifesto dell’Astrattismo Classico, e ne diviene uno dei portavoce. L’anno seguente partecipa alla mostra Arte Astratta e Concreta alla Galleria d’Arte Moderna di Roma. Del 1952 è il famoso dipinto Espansione dell’Astrattismo Classico, che dà vita a una fase che si protrae fino al ’55, a cui fa seguito il ciclo delle Cittadelle ostili.
Nel 1955 Carlo Ludovico Ragghianti sceglie alcune sue opere per la mostra Sessanta maestri del prossimo trentennio, che si tiene a Prato. Nei suoi dipinti grandi e forti pennellate nere delimitano zone di colore di forte intensità, in un impianto geometrico di forte impatto visivo che si stempererà col tempo in una grafia più libera. Della fine degli anni ’50 sono i cicli Brecce nel tempo e Avventuroso astrale, quest’ultimo ispirato alle prime avventure spaziali. Nel 1963 vince il Premio Fiorino con l’opera Utopia del tempo H3, e due anni più tardi la Casa della Cultura di Livorno gli dedica un’ampia antologica.
Negli anni successivi continua la sua personale ricerca, tesa a sviluppare e ampliare tutte le possibilità espressive dell’Astrattismo Classico. Berti crea i cicli Cittadelle di Resistenza, Partenza zero, Geometria volumetrica, e Realtà antagonista.
Degli anni ’80 è Grandi costruzioni per l’avvenire, e soprattutto Guardare in alto, il ciclo a cui Berti ha lavorato fino alla morte: i dipinti sono caratterizzati da vortici strutturali che tendono verso l’alto, in cui il colore è come spezzato dal segno, e il segno, che ha caratterizzato tutta la ricerca di Berti, diventa qui strumento politico e sociale per spezzare la mediocrità, l’ingiustizia e la disparità sociale. Vinicio Berti si spenge a Firenze nel 1991.

GAMC - Galleria di Arte Moderna e Contemporanea Lorenzo Viani

Inaugurata dall’Amministrazione Comunale il 5 aprile 2008 la Galleria di Arte Moderna e Contemporanea “Lorenzo Viani” raccoglie un copioso patrimonio formato in gran parte da nuclei provenienti da collezioni private.
La raccolta si distingue per la presenza di opere che costituiscono un’interessante rassegna dell’arte italiana ed europea del XX secolo, con molti riferimenti a Viareggio e alla Versilia e dove, oltre al prestigioso corpus di opere del Maestro Lorenzo Viani, è presente un elevato numero di artisti che hanno avuto legami di varia natura con questa terra e di opere che hanno come soggetto il paesaggio locale.
Sebbene sia abbastanza probabile che l’origine della raccolta risalga alla fine dell’ ’800 o ai primissimi anni del ’900, la prima notizia certa di acquisto di un’opera da parte dell’Amministrazione riguarda il capolavoro di Lorenzo Viani, la Benedizione del morti del mare, divenuta patrimonio pubblico nel 1925.
Il primo vero grande impulso alla formazione della collezione avvenne nel 1979 con l’acquisto di cinquanta opere di Viani della raccolta Varraud-Santini che, insieme alla donazione Lucarelli (composta da quarantacinque opere) ufficializzata nel 1993, spinse la città a dotarsi di una Pinacoteca allestita a Villa Paolina inaugurata nel 1994. Negli anni successivi all’apertura del Museo, la generosità di illustri donatori ha favorito l’ingresso di numerose opere che hanno affiancato ed arricchito un altro consistente patrimonio cittadino già presente dagli anni ’70 e ’80: la Collezione del Premio Letterario Viareggio.
Sin dalla sua inaugurazione la Pinacoteca di Villa Paolina apparve subito insufficiente per ospitare un patrimonio così importante e nel 2000, a seguito dell’intenzione manifestata dal Senatore Giovanni Pieraccini e da sua moglie Vera di donare alla città di Viareggio la loro collezione costituita da circa duemilatrecento esemplari, venne avviata la progettazione della GAMC con sede a Palazzo delle Muse.
È proprio grazie alla generosità dei coniugi Pieraccini ed alla loro prestigiosa collezione di dipinti, sculture e grafica che la GAMC e Viareggio hanno la possibilità di affacciarsi al mondo internazionale dell’arte.
Queste peculiarità consentono alla GAMC di realizzare quelle importanti finalità che caratterizzano un moderno museo cittadino: avere un forte legame con il territorio, essere il prolungamento ideale di una città e della sua storia e fornire elementi di ricerca per contribuire a definire e mantenere l’identità e il carattere di una comunità.
Allo stesso tempo la disponibilità di un gran numero di opere di artisti di fama mondiale presenti in alcune collezioni della GAMC garantisce una sua dimensione europea e ne permette il confronto con altre realtà nazionali e internazionali.