Vincenzo Tessain – Indian railways

Bologna - 17/05/2013 : 12/06/2013

Vincenzo Tessain, che ci ha abituati alle sue colorate e terse immagini, abbandona i consueti cromatismi e ci propone queste nuove fotografie in bianco e nero per seguire, less is more, un percorso creativo di continua ricerca dell’essenzialità.

Informazioni

  • Luogo: CAFE' DE LA PAIX
  • Indirizzo: Via Collegio Di Spagna 5b - Bologna - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 17/05/2013 - al 12/06/2013
  • Vernissage: 17/05/2013 ore 18,30
  • Autori: Vincenzo Tessarin
  • Generi: fotografia, personale

Comunicato stampa

VINCENZO TESSARIN
“INDIAN RAILWAYS”

inaugurazione venerdì 17 maggio, ore 18,30
dal 17 maggio al 12 giugno 2013
Café de la Paix, via Collegio di Spagna n,5/b, Bologna

A cura di Tomaso Mario Bolis e Sandro Malossini per Associazione Culturale Bologna Soqquadro
in collaborazione con Fina Estampa

Nuovo interessante appuntamento per “I caffè fotografici”, il ciclo espositivo nato dalla collaborazione tra l’Associazione Culturale Bologna Soqquadro ed il Cafè de la Paix, con il supporto tecnico di Fina Estampa



Vincenzo Tessain, che ci ha abituati alle sue colorate e terse immagini, abbandona i consueti cromatismi e ci propone queste nuove fotografie in bianco e nero per seguire, less is more, un percorso creativo di continua ricerca dell’essenzialità.
“Indian railways” è un reportage realizzato nei primi mesi del 2013, durante un lungo viaggio in treno nel subcontinente indiano, che coglie il nucleo di una realtà di passaggio: corse sui treni che diventano viaggi dell’anima, che l’India ancora può regalare, ma solo a chi ha occhi nel cuore, a chi può rinunciare all’esigenza, o meglio all’ansia, di documentare tutto, di iper fotografare o come si dice, con un brutto neologismo, “instagrammare”.
Il nostro autore “guarda”, in modo parco e misurato, gli sguardi dei suoi compagni di viaggio, di viaggi diversi, di sogni e di rassegnazioni, ci racconta un andare che pare senza meta, contrappuntato solo dal silenzio fotografico che cancella le parole, i suoni, i rumori, gli odori.
Un uso calibratissimo e “classico” della composizione e un controllo sicuro dell’inquadratura accompagnano, sulla superficie dell’immagine, i vasti neri prigionieri di se stessi e le lame bianche di luce che sembra taglino repentine ogni storia che sta iniziando.
Il fotografo riesce a regalarci quest’India che ha la bellezza della filosofia, che è architettura dell’anima. Volti di bambini, donne, lavoratori che raccontano quotidianamente tutta la precarietà dell'esistenza, ma sempre con estrema dignità: sono immagini che riescono a restituire in pieno la profondità della vicenda umana, al di là della latitudine in cui si svolge.
Guidato da un’innata curiosità e da un senso di meraviglia per il mondo, per le cose e le persone che lo abitano, Tessarin ha la sorprendente capacità di attraversare i confini delle lingue e delle culture e di ridarci fotografie fortemente liriche ed evocative, memore, probabilmente, di quello che dice Steve McCurry: “Se sapete aspettare, la gente si dimenticherà della vostra macchina fotografica ed il loro animo più profondo si mostrerà”.