Vincenzo Rusciano – Echi dal bianco

Lissone - 07/03/2015 : 19/04/2015

Echi dal bianco rievoca un luogo dove si rinvengono blocchi di marmo, materia prima (e d’eccellenza) della statuaria antica.

Informazioni

  • Luogo: MAC - MUSEO D'ARTE CONTEMPORANEA
  • Indirizzo: Viale Elisa Ancona, 6 20851 - Lissone - Lombardia
  • Quando: dal 07/03/2015 - al 19/04/2015
  • Vernissage: 07/03/2015 ore 18
  • Autori: Vincenzo Rusciano
  • Curatori: Alberto Zanchetta
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: Mercoledì e Venerdì h10-13 Giovedì h16-23 Sabato e Domenica h10-12 / 15-19

Comunicato stampa

Echi dal bianco rievoca un luogo dove si rinvengono blocchi di marmo, materia prima (e d’eccellenza) della statuaria antica. Per la project room del MAC di Lissone, Vincenzo Rusciano [Napoli, 1973] offre ai nostri sguardi due opere in cui si danno appuntamento le ambiguità della storia e della cultura


Obbligandoci a mettere in discussione il rap-porto di familiarità e di fugace analogia che queste opere intrattengono con la nostra tra-dizione, l’artista partenopeo simula frammenti di statue e bassorilievi rinvenuti chissà dove, chissà quando, evidenziandone però l’artifi-ciosità per mezzo di materiali e oggetti che rimandano al gusto o alle tecniche contempo-ranee. L’artista enfatizza inoltre la sovversio-ne formale dei modelli originali sovrapponen-do e amalgamando gli elementi per contene-re una molteplicità di livelli e di sintassi in cui l’esistenza parrebbe rovesciarsi nell’immemo-re e nell’intempore.
Affrontando argomenti quali l’abbandono, l’assenza e l’incuria, negli ultimi anni la ricer-ca di Rusciano si è incentrata sulla ripresa e il rifacimento delle macerie dell’antico. L’artista cerca cioè di ridare vita a ciò che si è perso attraverso una ipotetica conservazione del nostro patrimonio artistico, in cui i “reperti” vengono amalgamati con gli strumenti del la-voro – quello di scultore e di restauratore – che convivono assieme alle sculture e vengo-no a formare un tutt’uno con le casse da im-ballaggio che dovrebbero proteggere le opere stesse. In questi suoi assemblaggi, Rusciano rivela quell’indole d’archeologo cui ogni arti-sta è chiamato a confrontarsi prima o poi, affinché ci si possa riappropriare e si riesca a rinnovare modelli preesistenti.
Nelle parole dell’artista: «Queste due scultu-re, dal titolo Passaggi, rimandano alle sensa-zioni polimateriche dei laboratori di restauro e alle bianche risonanze della pietra e del mar-mo. Sculture composte da un caos di sovra-strutture che richiamano quelle che molte volte vengono applicate all’opera d’arte prima e durante l’intervento di un restauro e che rappresentano il momento in cui l’elemento da recuperare viene del tutto celato. È per me la fase più misteriosa che, da una parte, sem-bra nascondere la bellezza ma che, in realtà, racconta di quei “passaggi” tra fasi intermedie che creano un rapporto molto peculiare con l’opera da restaurare prima dell’intervento vero e proprio».
Coniugando e congiurando contro i codici vi-sivi, Rusciano riesce a creare un tessuto con-nettivo che vive di contraddizioni ed è in gra-do di verificare l’ipotesi di un ideale sposta-mento (di cronos/tempo e di topos/luogo) di quei “cimeli” che ancor oggi continuano a es-sere un importante giacimento della nostra eredità culturale. A causa di questo disorien-tamento delle categorie storico-estetiche, la memoria viene travasata dentro la dimensio-ne del presente, lasciando dietro di sé la trac-cia di eventi ambiguamente sospesi tra pas-sato e futuro, tra realtà e finzione.