Vetro e Disegno

Murano - 01/02/2020 : 31/12/2020

Il processo creativo nelle storiche vetrerie muranesi del ‘900.

Informazioni

  • Luogo: PUNTA CONTERIE
  • Indirizzo: Fondamenta Giustinian, 1 30141 - Murano - Veneto
  • Quando: dal 01/02/2020 - al 31/12/2020
  • Vernissage: 01/02/2020 ore 18
  • Curatori: Caterina Toso
  • Generi: design, disegno e grafica
  • Orari: martedì - domenica: dalle 10.00 alle 18.00
  • Uffici stampa: ATEMPORARY STUDIO

Comunicato stampa

“Il disegno, l'idea, non sono sufficienti da soli


Un buon disegno non può essere mai tradotto
in un'opera d'arte senza le mani esperte
del maestro vetraio” — Caterina Toso


Verrà inaugurato il 1 febbraio 2020 alle ore 18.30 negli spazi di InGalleria — Punta Conterie Vetro e Disegno — Il processo creativo nelle storiche vetrerie muranesi del ‘900, progetto espositivo a cura di Caterina Toso, storica del vetro ed erede dell’Archivio della Fratelli Toso, dedicato a ripercorrere decennio dopo decennio Murano in quello che è stata nel secolo scorso: una fucina di idee, di arte, di innovazione ma anche straordinario e operoso hub produttivo e commerciale su scala internazionale.

L’esposizione, che fa seguito al progetto inaugurale Lino Tagliapietra. Glasswork, si inserisce nel programma di mostre ed eventi promossi da Punta Conterie che con cadenza quadrimestrale scandiscono un calendario culturale unico nel panorama muranese e veneziano in cui arte vetraria, design, arti visive sperimentano nuove modalità espressive. Alternando uno sguardo al contemporaneo e uno al passato, ad emergere nei progetti del nuovo hub muranese sono gli elementi di innovazione, sperimentazione, impollinazione tra diverse discipline che da sempre caratterizzano l’arte vetraria a Murano.





















Vetro e Disegno — Il processo creativo nelle storiche vetrerie muranesi del ‘900 non si sottrae a questo approccio indagando lo stretto legame che da sempre unisce il mondo del disegno al mondo del vetro. Attraverso un percorso ragionato, l’esposizione porta nelle sale di InGalleria circa 50 vetri artistici realizzati tra gli anni '10 e gli anni '80 del '900, opere iconiche non solo della vetreria produttrice ma anche del periodo di esecuzione, ai quali si affiancano i disegni che raccontano la loro storia: schizzi, disegni preparatori, disegni per la fornace, disegni definitivi di post-produzione, lucidi per i cataloghi.

Fratelli Toso, Barovier&Toso, SALIR, Venini, AVEM, Seguso Vetri d'Arte, Vetreria Aureliano Toso, Vistosi, Galliano Ferro: queste le vetrerie locali selezionate dalla curatrice Caterina Toso per la loro storicità (tutte fondate nella prima metà del secolo scorso). Si tratta di fabbriche di grandi dimensioni dove la figura del disegnatore restava ben distinta da quella del maestro, senza far venir meno una stretta collaborazione tra di loro. Il percorso espositivo è dunque un approfondimento che dal vetro si concentra sul ruolo del disegno e sulla struttura degli archivi delle vetrerie muranesi che, una volta decodificati, restituiscono un'immagine più precisa di come funzionavano le ditte novecentesche.

Il percorso prende vita al secondo piano di Punta Conterie e si snoda nelle sale di InGalleria con un carattere non solo storico, ma anche didattico e contemporaneo. L’intera esposizione presenta un itinerario cronologico ricostruito per creare una puntuale corrispondenza tra disegno e opera in vetro attraverso disegni originali e, laddove questi non fossero reperibili, da foto storiche, dettagli e curiosità. Il visitatore sarà accolto da un lampadario di Galliano Ferro – azienda specializzata nel settore dell’illuminazione – disegnato da Giorgio Ferro per poi accedere alla prima stanza dove 10 volumi originali mostrano le modalità di archiviazione del Novecento su carta. La seconda stanza di InGalleria ospita la lastra con profili incisi a sabbia dal disegno di Vittorio Zecchin e prosegue con un’esposizione di oggetti tridimensionali – principalmente vasi – di circa 40 cm di altezza dove sono visibili anche gruppi di opere appartenenti alla stessa serie originale. Prima di concludersi, la mostra racconta la diversità degli anni Sessanta e Settanta, periodo nel quale l’approccio produttivo evolve diventando semi-industriale preferendo scelte monocromatiche, eseguite anche con la soffiatura a stampo.

Un viaggio a ritroso dunque nel mondo del progetto dal quale emergono i nomi di alcuni grandi designer del vetro novecentesco, da Tomaso Buzzi a Fulvio Bianconi, da Ercole Barovier a Dino Martens i cui disegni trovarono nelle mani dei maestri muranesi i perfetti esecutori.
Disegni e opere provenienti, così come il materiale d'archivio esposto, delle vetrerie di Fratelli Toso, Barovier&Toso, SALIR, A.Ve.M e Galliano Ferro e dalla Fondazione Giorgio Cini e il Centro Studi Vetro con i disegni di Venini, Seguso Vetri d’Arte e Aureliano Toso.

Le opere, tutti vetri originali, provengono da importanti collezioni private italiane e straniere, tra cui la collezione Holz del tedesco Lutz H. Holz e degli eredi Vistosi. In alcuni casi vennero presentate a La Biennale di Venezia, in altri si tratta di opere meno conosciute: un design inedito di Hans Stoltenberg Lerche originale realizzato dalla Fratelli Toso o le vetrate disegnate da Vittorio Zecchin per le porte della ditta SALIR.

La mostra sarà corredata da un catalogo a cura dello studio grafico udinese Designwork. Tra le sue pagine si potranno leggere le parole di Marc Heiremans, uno dei più rilevanti ricercatori ed esperti del vetro muranese del ‘900.













Lo spazio espositivo: InGalleria
Lo spazio espositivo che unisce il mondo del vetro
a quello del design e delle arti visive.

Attraverso uno spazio espositivo dinamico che si snoda su 200 metri quadri, l’area è pensata per accogliere progetti legati all’arte vetraria, alle arti visive e a installazioni site-specific. Gli elementi architettonici rappresentativi sono tipici della tradizione muranese, ristrutturati e inseriti in un contesto industriale come quello delle “ex Conterie”. Il soffitto con travi a vista originali e il pavimento in rovere a spina di pesce fanno da cornice a un ambiente esaltato dal rapporto della luce esterna naturale di Murano con l’illuminazione interna.


Biografie
La curatrice: Caterina Toso

Caterina Toso è l’ultima discendente diretta dalla famiglia Toso fondatrice della vetreria Fratelli Toso.
Dal 2012 si occupa della collezione storica di vetri artistici della Fratelli Toso, dello studio e del riordino del vastissimo archivio di disegni e foto della vetreria: nel 2018 ha pubblicato insieme al ricercatore Marc Heiremans la prima completa monografia della fabbrica Fratelli Toso. Storica del vetro di Murano del ‘900, Caterina Toso lavora come consulente artistica, certifica opere in vetro per collezionisti e gallerie private, cura percorsi espositivi legati al vetro moderno-contemporaneo.

































Le vetrerie selezionate

Vetreria Fratelli Toso

Fondata nel 1854 da sei fratelli Toso fu una delle prime vetrerie muranesi a ripartire dopo la crisi ottocentesca. Con la direzione artistica di Ermanno Toso la produzione spaziò dai soffiati leggeri e lineari, tipici degli anni '20, alle forme più massicce e pesanti preferite nel corso degli anni '30 e '40, senza però mai abbandonare la sperimentazione sulle murrine che raggiunse i migliori risultati dopo la metà degli anni '50. A partire dagli anni '60 collaborarono come designer anche i figli di Ermanno Toso, Giusto e Renato, insieme alla cugina Rosanna Toso. Rosanna continuò a lavorare con grande interesse sulle murrine ma si dedicò anche a linee da catalogo più compatibili con lo stile degli anni '70.

SALIR

La SALIR (Studio Ars Labor Industrie Unite) è stata fondata nel 1923 da Guglielmo Barbini, Giuseppe D'Alpaos, Gino Francesconi e Decio Toso: ditta specializzata nelle lavorazioni a freddo, incisione, molatura, sabbiatura e incisione con applicazione di foglia d'oro. A partire dal 1926 cominciarono a lavorare con la SALIR l'artista e grafico Guido Balsamo Stella, di origini torinesi ma esperto nell'arte dell'incisione grazie al suo soggiorno in Svezia, e l'incisore boemo Franz Pelzel. Collaborò con la SALIR anche l'artista Vittorio Zecchin. Nel dopoguerra una nuova generazione di importanti artisti collaborò con la ditta, come Ettore Sottsass, Vinicio Vianello, Riccardo Licata, solo per citarne alcuni.

Barovier&Toso

La vetreria Artisti Barovier, costituita nel 1886, diventò nel 1919 Vetreria Artistica Barovier & Co.: fu Ercole Barovier a dare il principale impulso artistico e innovativo alla vetreria e, a partire dal 1930, ne fu il principale designer, in particolar modo specializzato nella ricerca chimica per la colorazione del vetro. Fu lui, grazie alle sue ricerche di tipo tecnico, a scoprire il vetro primavera, una particolare miscela che dava al vetro un peculiare effetto simile al craquelè. Dopo un riassetto societario, nacque la Ferro Toso Barovier Vetrerie Artistiche Riunite che diventò Barovier Toso & C nel 1939; nel corso degli anni fu sempre Ercole a continuare con le ricerche stilistiche e di tipo tecnologico sulla materia vetro, concentrandosi su tutte le applicazioni che potevano darsi alla murrina e all'uso del colore con la tecnica della colorazione a caldo senza fusione, usata e sperimentata fino alla fine della sua carriera.

A.Ve.M

La vetreria Arte Vetraria Muranese, meglio conosciuta come A.Ve.M, fu fondata nel 1932 da Galliano Ferro, Emilio Nason e Antonio Luigi Ferro insieme ai figli Ottone ed Egidio Ferro. I migliori risultati artistici della vetreria furono raggiunti da Giulio Radi, che portò avanti, con incredibili risultati, la ricerca tecnica-chimica sulla materia vetro. Poi Giorgio Ferro che introdusse dei design dalle forme innovative: è in particolare ricordato per la serie delle “Anse Volanti”. Ed infine Anzolo Fuga, specializzato nella realizzazione di vetrate, che disegnò dei pezzi dai design molto complessi, dai colori forti, in contrasto, con grande attenzione ai chiaro-scuri, al gioco tra trasparenze e opacità.

















Seguso Vetri d’Arte

Nel 1933 Napoleone Barovier, Luigi Olimpo Ferro, Antonio Seguso e i suoi figli, Archimede e Ernesto, decisero di lasciare la Vetreria Artistica Barovier & C. per fondare la loro ditta, la Vetreria Artistica e Soffieria Barovier Seguso e Ferro. Flavio Poli ne divenne disegnatore nel 1934. La produzione della Seguso Vetri d'Arte pre-guerra, che consisteva soprattuto in sculture, oggetti decorativi e figure in vetro massiccio, tutto lavorato a caldo, continuò anche nel dopoguerra. La ditta continuò a puntare su vetri scultorei spessi e pesanti e negli anni '50 Flavio Poli cominciò a sperimentare molto la tecnica dei sommersi. Visto il successo ottenuto Poli continuò a realizzare linee con la tecnica del sommerso, in molte variazioni cromatiche, durante tutti gli anni '50.

Galliano Ferro

Giorgio Ferro ha diretto la vetreria Galliano Ferro dal 1972 al 2001 con impegno tale da essere riconosciuto leader assoluto nella fabbricazione di lampadari classici e tradizionali di Murano. Dopo essersi occupato di progettazione nella Vetreria A.Ve.M., nel 1955 ha seguito il padre che fondava la Galliano Ferro raggruppando intorno a sè alcuni tra i migliori maestri dell’epoca. Il suo stile era quello antico, ma rielaborò quelle forme con soluzioni diverse: non la copia del passato dunque, ma la continuazione di un'antica tradizione costantemente aggiornata e migliorata nella qualità e nel disegno.

Venini

Napoleone Martinuzzi, primo importante direttore artistico della Venini, introdusse molte novità, come la pasta vitrea opaca, il vetro incamiciato, il pulegoso. Martinuzzi lasciò la Venini nel 1932 e, per alcuni anni, la direzione artistica fu presa da Tomaso Buzzi. Buzzi introdusse un'interessante tecnica che consisteva nell'applicazione dell'incamiciato al contrario: una massa di vetro colorata veniva ricoperta da uno strato di vetro trasparente e foglia d'oro. Nel 1934 subentrò alla direzione artistica Carlo Scarpa che introdusse forme più pesanti e massicce, come i “Sommersi”, i “Pesanti”, i “Corrosi”. Nel periodo di collaborazione con Scarpa, durato fino al 1947, furono continue le innovazioni introdotte – sempre in grande sinergia con Paolo Venini - e presentate alle più importanti manifestazioni. Nel 1948 la Venini cominciò la sua collaborazione con Fulvio Bianconi che dette nuovo impulso artistico alla vetreria nel corso degli anni '50. L'importanza artistica della vetreria Venini nel corso del '900 è stata di sicuro determinata dalla grande apertura alle collaborazioni con artisti di spessore, al concetto di design concepito con anticipo rispetto alle altre vetrerie contemporanee, il tutto saggiamente inquadrato dalla visione eclettica e dalle capacità imprenditoriali di Paolo Venini.

Vetreria Aureliano Toso

Nel 1938 Aureliano Toso acquisì l'ex vetreria artistica Romano Mazzega per fondare la sua azienda, la Vetri Decorativi di Murano - Rag. Aureliano Toso. Nonostante la loro collaborazione fosse cominciata ben prima, nel 1947 l'artista Dino Martens accettò l'offerta di diventare permanentemente direttore artistico della Aureliano Toso dove lavorò stabilmente fino al 1959, poi solo saltuariamente fino al 1963.
Fin dall'inizio della sua collaborazione con la Aureliano Toso, Dino Martens mostrò non solo la sua creatività nell'immaginare forme nuove ma anche la sua grande conoscenza delle tecniche di lavorazione e della materia vetro.















Vistosi

La vetreria Vistosi, specializzata soprattutto nella produzione di illuminazione, fu fondata nel 1945 da Guglielmo Vistosi. Dopo la sua morte nel 1952, la proprietà passò al fratello Oreste Vistosi e ai figli Gino e Luciano. Oggetti di design, costi di produzione bassi, utilizzo sempre maggiore di processi industriali e stampi sono stati gli elementi chiave per la vetreria Vistosi. Soprattutto dalla fine degli anni '50 i design erano forniti da architetti e disegnatori free-lance. Nel corso degli anni '60 furono molti gli architetti che collaborarono con la Vistosi e contribuirono a tenerne alto il livello artistico: tra i tanti Fulvio Bianconi, Angelo Mangiarotti, Enrico Capuzzo, Mario Abis e poi Ettore Sottsass, Eleonore Peduzzi-Riva. Un concetto aziendale all'avanguardia per quegli anni, un sistema produttivo ben lontano dalla tradizione artistica-artigianale muranese: design essenziali, sobri, lineari, tendenti al monocromatismo, prodotti emblematici degli anni '60 e '70.