L’artista romana realizza installazioni site-specific in un profondo rapporto con l’ambiente e l’architettura.

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Comunicato stampa

Giovedi 10 febbraio alle ore 18,30 inaugura un nuovo spazio nel quartiere di testaccio a Roma, nasce come studio dell’Architetto Giada Calcagno e del curatore di Arte Pubblica Giuseppe Stagnitta, dove al suo interno si susseguiranno vari interventi di artisti internazionali nel corso del primo anno. Il lavoro si articolerà attraverso un’attività improntata sul rapporto tra “Arte” e “Architettura”, con interventi site-specific che avranno come tema di riflessione quello dell’”abitabilità dello spazio” e della necessità di trasformarlo interagendoci con il proprio vissuto creativo. Spazio inteso come luogo ideale dove poter proiettare dimensioni emotive, di significato e di condivisione


Uno spazio abitato, sia privato che pubblico, è un luogo dove un “oggetto” deve necessariamente interagire con chi lo abita. I lavori site-specific si confrontano con le componenti ambientali di un luogo attraverso varie attitudini (autonomia, consenso e dissenso…). I lavori diventano, dunque, parte integrante del luogo e ne ristrutturano sia concettualmente che percettivamente l’organizzazione: non decorano né illustrano né rappresentano un luogo, ma lo trasformano. Un’opera che sta in uno spazio non esiste se non ha capacità dialettica con esso e con chi lo vive… può l’arte scendere dal piedistallo e risorgere a livello di uno spazio abitabile? L’abitabilità è un luogo o un non-luogo per l’arte?
Il primo lavoro che si presenta è quello dell’artista ambientale Veronica Montanino che avrà il titolo “Natura Domestica”: mobili di varie sfumature di colore a formare un blocco: vetrina, poltrona, cassettiera, comodino, tavolo, lavandino; e poi libri, bicchieri, piatti, ferri da stiro, aspira polveri e lampadari; e ancora forme viventi come piante in un unico corpo scultoreo al centro della stanza. È la creazione di un habitat che mostra lo sconfinamento, tra un oggetto e un altro, tra il naturale e l'artificiale, tra organico e inorganico, tra le varie specie. È come se una forza di gravità, un punto di attrazione magnetica contraesse tutto al centro, mostrando il legame tra le cose disperse. Mobili artefatti, normalmente statici, diventano “mobili”, nel senso del movimento che, come organismi vivi, mostrano un processo di metamorfosi mediante contaminazione tra tessuti connettivi e vasi comunicanti.
Tutti gli eventi dello Studio G si realizzeranno attraverso inviti digitali da collezione sottoforma di NFT (Non-Fungible-Token) che daranno un valore unico ed irripetibile all’evento culturale. L’acquisizione di tali biglietti digitali, sotto forma di NFT, sarà possibile nel Marketplace NFT di Backstage.



Studio G - Via Giovanni branca 11 - 00153 Roma
[email protected] - +39 3290320955
Bio Veronica Montanino

L’artista romana realizza installazioni site-specific in un profondo rapporto con l’ambiente e l’architettura. Nel 2011 partecipa alla 54° Esposizione internazionale d'Arte di Venezia, presso il Padiglione Italia all'Arsenale. Un suo intervento permanente è visibile presso la Casa dell'Architettura di Roma, ex Acquario Romano (2013). Per il MAAM Museo dell'Altro e dell'Altrove di Metropoliz realizza tra il 2012 e il 2014 lo spazio della ludoteca e altri due grandi interventi ambientali. Per il MARCA Museo delle arti di Catanzaro (2018) realizza un’opera ambientale permanente nella sala panoramica. Nel 2020-21 il Casino Nobile dei Musei di Villa Torlonia ospita la sua personale Rami, una mostra che interagisce con tutto lo spazio creando un dialogo serrato tra antico e contemporaneo.
Insegna all'Accademia di Belle Arti di Firenze.