Vere fenici

Torino - 23/05/2014 : 19/07/2014

Gli incunaboli della Biblioteca Nazionale Universitaria nel 540 anniversario dell’introduzione della stampa a Torino.

Informazioni

Comunicato stampa

Nell’ambito de “Il Maggio dei Libri” – manifestazione promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e dal Centro per il Libro e la Lettura, organizzata a Torino con il sottotitolo “a Torino si legge in battello, in biblioteca e al museo”, dalla Biblioteca della Regione Piemonte, dalla Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino e dal Museo della Scuola e del Libro per l’Infanzia (MUSLI) – la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino propone, dalle sue preziose raccolte, un’esposizione di libri del XV secolo


La Biblioteca del Regio Ateneo torinese, istituita da Vittorio Amedeo II per la sua rinnovata Università, iniziò la propria attività nel 1723 con un corredo di circa 20.000 volumi provenienti dal fondo reale. All’interno di tale fondo considerevole importanza avevano, oltre ai numerosissimi codici, le edizioni a stampa del secolo XV.
La raccolta degli incunaboli si accrebbe poi notevolmente nel corso del tempo grazie al vincente apporto dei bibliotecari che si occuparono della gestione della Biblioteca dal punto di vista amministrativo e scientifico.
Nel 1732 le edizioni del XV secolo ammontavano già a oltre 250 pezzi imponendo all’allora prefetto della Biblioteca Francesco Domenico Bencini di separarle dall’altro materiale a stampa collocandole, con segnatura M, nella stanza dove erano conservati i manoscritti e di redigerne un specifico Indice. Poco meno di un secolo dopo fu Giuseppe Vernazza di Freney a riorganizzare gli incunaboli, nel frattempo ancora accresciuti di numero, in una nuova sezione, quella ancora oggi attiva, che prese il nome di XV, dal secolo di appartenza dei volumi.
Agli studi del Vernazza sul fondo degli incunaboli, che si concretizzarono nella redazione di un Inventario ancora oggi conservato, seguirono, nel corso dell’Ottocento, quelli di Giuseppe Bessone, che diresse la Biblioteca dal 1816 al 1833, e di Costanzo Gazzera, bibliotecario capo dal 1846 al 1859, per giungere, infine, all’ultima importante catalogazione ottocentesca del fondo, comprensiva di ulteriori nuove acquisizioni, curata da Bernardino Peyron.
Il fondo degli incunaboli, anch’esso danneggiato nell’incendio che nel 1904 colpì gravemente soprattutto il fondo dei manoscritti, nel corso del Novecento non subì particolari alterazioni, ma solo una sommaria ricognizione inventariale, negli anni di poco successivi all’incendio, da parte di Francesco Cosentini e uno studio, del 1925, del prof. Elia S. Artom sui volumi ebraici presenti nel fondo.
Nel 1974 Stelio Bassi, direttore della Biblioteca Universitaria di Torino (1957-1977), in occasione del quinto centenario dell’introduzione della stampa a Torino ad opera del tipografo francese Jean Fabre organizzò una mostra di incunaboli di cui rimase soltanto un catalogo dattiloscritto. Oggi a 40 anni di distanza la Biblioteca, rendendo anche omaggio all’illustre direttore, studioso insigne di storia della stampa, ripropone una mostra dallo stesso tema, ampliata e organizzata con differenti criteri.