Valerio de Filippis – supeResistenze

Termoli - 26/01/2013 : 07/02/2013

I lavori di Valerio De Filippis descrivono un’umanità dalle connotazioni forti, energiche e tormentate, in cui la fisicità dei soggetti è quasi solo dato visuale e concreto, forma e corporeità di anime forgiate al fuoco dell’esistenza. Sono “super-esistenze”, in quanto appartenenti a una dimensione che sta al di sopra delle righe del quotidiano, espressione di interiorità.

Informazioni

Comunicato stampa

I lavori di Valerio De Filippis descrivono un’umanità dalle connotazioni forti, energiche e tormentate, in cui la fisicità dei soggetti è quasi solo dato visuale e concreto, forma e corporeità di anime forgiate al fuoco dell’esistenza. Sono “super-esistenze”, in quanto appartenenti a una dimensione che sta al di sopra delle righe del quotidiano, espressione di interiorità, non innocente e denudata al fondo primordiale della natura umana, ma anzi sovraccarica sovrastrutturata e eccedente di tutti gli stimoli, i condizionamenti, la complessità e il tormento del presente vissuto

Non vi è quindi una accezione superoministica, eroica e idealizzata della qualità umana, ma quel che di irriducibile e solenne è percepibile in queste figurazioni è la consapevolezza orgogliosa del fardello della vita, la sfida audace e quasi impudente verso tutto ciò che di bene e di male l’esercizio quotidiano del vivere comporta. Per questo nel titolo viene evidenziato anche l’aspetto della “resistenza”, sia nel senso di opposizione all’appiattimento e alla narcosi delle coscienze che è oggi diffuso, sia nel senso di percezione di tutti gli strascichi e le zavorre che trattengono la spiritualità umana dall’elevarsi al di sopra della propria condizione di dolore.

da supeResistenze (francesco giulio farachi)
A volte questo modo di dipingere sembra esser condotto deliberatamente come aperta sfida al perbenismo dei benpensanti, unisce classicità di forme a un senso di moderna tragicità o di moderno cinismo, sfodera la violenza della bellezza. È un atto di ribellione, uno scuotimento delle coscienze, una “r-esistenza”. L’intimità dei corpi, quella dei momenti nel chiuso di una disperazione, ha un che di sublime ed eroico, è come un’autoaffermazione contro il mondo esterno, le minacce e i condizionamenti; al tempo stesso è un’intimità che si costringe al confronto, che ristabilisce la continuità fra interiorità e realtà oggettiva, che fa della propria nudità e naturalezza il terreno comune riconoscibile per una rivendicazione di essenzialità e verità del mondo.
da Navigatore d’Ombra (angelo andriuolo)
Valerio de Filippis ha scelto,invece, la via più dura. Sulla linea di confine, sempre, vive la sua Arte ogni volta con l'intensità dell'ultima volta. Come se poi mai più dovesse dipingere. Ogni sua opera è il suo "Jisei no ku", la sua Poesia Finale. Quello che la sua mano crea ha radici profonde nel suo Io, non nasce da un desiderio ma da una necessità.Valerio è un Navigatore d'Ombra. Uno che la conosce bene, e bene conosce le rotte per navigarla. Senza perdersi e confondersi nell'abbraccio soffocante della tenebra. Un nichilista si! Ma fornito di una certa dose di istintiva speranza....
da supeResistenze (tommaso evangelista)
L’opzione figurativa di De Filippis non scivola quasi mai però sul terreno del realismo ingenuo bensì è sempre ispirata da immagini visionarie, soggettive e paranoiche, che costantemente alludono alla vita segreta delle cose. Un mondo verosimile ma parallelo è descritto con rara maestria nel tentativo di opporre all’invadenza dell’astratto la ricerca di un senso sottile, e quasi misterioso, nelle realtà oggettive dove i corpi si immobilizzano nel momento del loro svelarsi.
http://www.youtube.com/watch?v=PwJF4Ea1aBE
un progetto di Officina Solare e Ars Imago Dei