Valerio de Filippis – Il male oscuro della pittura

Roma - 23/05/2014 : 23/06/2014

Diciassette le opere per una mostra, a cura di Duccio Trombadori, allestita negli spazi sotterranei e affascinanti del celebre studio di Claudio Abate; un evento che si preannuncia un appuntamento imperdibile per chi ama l’arte e la pittura, in particolar modo.

Informazioni

  • Luogo: STUDIO ABATE
  • Indirizzo: Via Dei Sabelli 16 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 23/05/2014 - al 23/06/2014
  • Vernissage: 23/05/2014 ore 18.30
  • Autori: Valerio de Filippis
  • Curatori: Duccio Trombadori
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: dalle ore 17 alle 20 (domenica e lunedì previa appuntamento telefonico)

Comunicato stampa

Venerdì 23 maggio dalle ore 19 Valerio de Filippis esporrà un’antologia dei suoi lavori, dal titolo Il male oscuro della pittura, allo Studio Abate, in Via dei Sabelli 16, nel quartiere di San Lorenzo.
Diciassette le opere per una mostra, a cura di Duccio Trombadori, allestita negli spazi sotterranei e affascinanti del celebre studio di Claudio Abate; un evento che si preannuncia un appuntamento imperdibile per chi ama l’arte e la pittura, in particolar modo


“Nel corso della mia carriera – ha scritto Claudio Abate nella presentazione in catalogo - mi sono sempre fatto guidare dall’intuito e, devo dire, la maggior parte delle volte gli artisti che ho fotografato hanno rivelato il loro talento al pubblico e alla critica. Anche stavolta seguo l’istinto e mi affido al linguaggio nuovo e senza tempo della pittura di Valerio de Filippis per comunicare un’idea di quanto sta accadendo nel panorama artistico contemporaneo”
In galleria sarà disponibile il catalogo, che presenta all’interno i testi critici del giornalista e critico d’arte Duccio Trombadori e della critica d’arte Alessia Carlino.
“Valerio de Filippis – scrive Trombadori in catalogo - vuole dipingere il male di vivere con intensità gestuale e sprezzo dichiarato delle buone maniere. Non c’è nulla di artificiale o di artefatto nella sua immagine compiuta. Egli descrive il furore della vita sotto varie forme del simbolo o dell’allegoria. E sembra quasi cercare l’effetto sgradevole dei contrasti di forma, luce ed ombra, quando la materia cromatica gli prende la mano e impone il suo magma.”