Valentino Bellini – Bit Rot Project

Palermo - 05/06/2014 : 04/07/2014

Prosegue alla Galleria Francesco Pantaleone Arte Contemporanea di Palermo la serie di Project wall pensate come una “finestra” aperta sui giovani artisti e rivolta alla ricerca delle connessioni, spesso affatto ovvie, tra l’arte contemporanea e i nuovi contesti in cui essa si muove. Il compito è questa volta affidato al progetto Bit Rot Project di Valentino Bellini.

Informazioni

Comunicato stampa

Prosegue alla Galleria Francesco Pantaleone Arte Contemporanea di Palermo la serie di Project wall pensate come una “finestra” aperta sui giovani artisti e rivolta alla ricerca delle connessioni, spesso affatto ovvie, tra l’arte contemporanea e i nuovi contesti in cui essa si muove.

Il compito è questa volta affidato al progetto Bit Rot Project di Valentino Bellini

Si chiama e-waste l'emergente, nuova patologia per l'ecosistema uomo-ambiente,
prodotta dall'attuale fase storica del modo di produzione capitalistico.
I rifiuti elettrici ed elettronici (e-waste) rappresentano ad oggi il flusso di rifiuti in
maggiore crescita nel mondo

Ogni anno ne vengono generati tra i 40 e i 50 milioni di
tonnellate e secondo uno studio dell'UNEP ( United Nation Environment Program)
questo dato potrebbe crescere di circa il 500% nei prossimi dieci anni, soprattutto in quei
paesi, come l'India, la Cina e alcune regioni dell’Africa, in cui l'industria tecnologica è in
forte sviluppo. Si tratta di rifiuti pericolosi, i quali contengono decine di sostanze
tossiche per la salute umana e l'ambiente; sono complessi da smaltire in maniera
sostenibile e richiedono delle lavorazioni molto dispendiose per essere riciclati. Questo è
il motivo per cui circa l'80% degli e-waste prodotti nei paesi sviluppati (Nord America ed
Europa in cima alla lista) non vengono smaltiti in loco, ma vengono caricati su navi
container e spediti in paesi in via di sviluppo quasi sempre in maniera del tutto illegale, e
dove, in maniera del tutto illegale, avviene il loro smaltimento.
Nella sua storia di assoggettamento e sfruttamento delle risorse del pianeta, la
specie umana ha sempre prodotto scarti e rifiuti come esito collaterale delle attività di
produzione e consumo.
Ma è solo con l'economia cosiddetta industriale, prima, e chimica, del petrolio e
della plastica, poi, che il rifiuto prodotto dall'uomo non è stato più metabolizzato e
riciclato dalle forze naturali che regolano la dinamica vitale del pianeta.

Estratto da E.waste 2.0 di Gianluca Giannelli e Giorgio Griziotti