Valentina D’Amaro – Viridis variazioni in verde

Varese - 11/12/2016 : 27/01/2017

Recentemente nominata tra i 108 pittori più interessanti degli ultimi anni nel mondo da un team di esperti internazionali e pubblicata in VITAMIN P3 New Perspectives in Painting di Phaidon, Valentina D'Amaro propone il suo più recente lavoro a Yellow.

Informazioni

Comunicato stampa

Recentemente nominata tra i 108 pittori più interessanti degli ultimi anni nel mondo da un team di esperti internazionali e pubblicata in VITAMIN P3 New Perspectives in Painting di Phaidon, Valentina D'Amaro propone il suo più recente lavoro a Yellow.

"I paesaggi di Valentina D’Amaro sono in apparenza familiari: rappresentano campagne, prati, boschi, colline e specchi d’acqua. Ma, a un’osservazione più attenta, questi panorami disabitati si rivelano inusuali, talvolta incongrui: lo spunto realistico, presente in fase iniziale, subisce un processo di elaborazione formale, viene liberato dal dettaglio accidentale e sintetizzato in una rappresentazione icastica, irriducibile allo spunto originario

Non è pittura di paesaggio ma, al contrario, il paesaggio è una metafora che rimanda ad altro da sé. Infatti, nella fissità della veduta si esprime una tensione latente, un senso di perenne attesa come se, da un momento all’altro, qualcosa di imminente sia in procinto di accadere. Questa sottile vibrazione, sulla soglia del percettibile, è data dal colore che manifesta la sua energia tutta interna al quadro, entrando in risonanza, come un diapason, con la nostra coscienza profonda, facendola risuonare armonicamente attraverso lo sguardo. L’affrancamento dal contingente rivela la sostanza: l’immagine, sospesa e atemporale, è la rappresentazione del lato visibile dell’invisibile e aspira alla rivelazione, al sublime. Il quadro assume quindi il valore di un’icona e, come nelle raffigurazioni devozionali, il piacere sensibile del colore e della pittura diventa il tramite per l’esperienza di un livello di coscienza più profondo, attraverso la contemplazione".
Rossella Moratto
(estratto del testo critico della mostra)