Urs Lüthi & Arnold Mario Dall’O

Bolzano - 13/05/2016 : 02/07/2016

La galleria Alessandro Casciaro è lieta di presentare per la prima volta l’artista Urs Lüthi assieme ad Arnold Mario Dall’O in un progetto site-specific da loro curato.

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA ALESSANDRO CASCIARO
  • Indirizzo: Via Dei Cappuccini 26A - Bolzano - Trentino-Alto Adige
  • Quando: dal 13/05/2016 - al 02/07/2016
  • Vernissage: 13/05/2016 ore 18
  • Autori: Urs Luthi, Arnold Mario Dall’O
  • Generi: arte contemporanea, doppia personale
  • Orari: Lu-Ve 10.00-12.30 / 15.00-19.00 - Sa 10.00-12.30
  • Biglietti: ingresso libero

Comunicato stampa

La galleria Alessandro Casciaro è lieta di presentare per la prima volta l’artista Urs Lüthi assieme ad Arnold Mario Dall’O in un progetto site-specific da loro curato.
Urs Lüthi, artista svizzero riconosciuto a livello internazionale, esporrà tre opere scultoree, tra cui l’autoritratto del ciclo “Small Monuments” e due autoritratti in vetro della serie “Ex Voto”. Arnold Mario Dall’O presenterà invece tre opere pittoriche inedite realizzate su supporto in alluminio



Nel gioco degli specchi tra arte e vita, Urs Lüthi ha iniziato tra gli anni sessanta e settanta a cercare un modo personale di farsi lui stesso rappresentazione degli altri, amplificando il proprio ego con grande autoironia. Usando la fotografia come strumento di creazione dell’immagine, ha interpretato ruoli diversi, personaggi strani, buffi, ha inscenato drammi, cambiato sesso, spostandosi lungo l’asse temporale più volte. L’artista rinuncia alla rappresentazione del mondo esterno come dato oggettivo, elaborando una strategia di rispecchiamento in cui comunque la propria immagine diventa il luogo in cui il mondo si riflette e appare. Urs Lüthi ha cambiato non solo l’uso della fotografia, ma ha rivoluzionato il concetto di arte e di rappresentazione nelle arti visive. Il passaggio realizzato da Urs Lüthi risiede proprio nella dicotomia tra l’ironia e la tragedia: l’esistenza è troppo breve per prenderla sul serio. Raccontarsi con umorismo e sano realismo evitando ogni dramma, è una delle cifre del lavoro dell’artista svizzero. L’uso della scultura diventa progressivamente il linguaggio che prende il posto della fotografia. I suoi autoritratti scultorei non sono ossessivi e ripetitivi, sono tragici e buffi nello stesso tempo. Sanno esprimersi attraverso la fragilità del vetro, ma possiedono anche la trasparenza dell’intelligenza. Invecchiare e morire sono cose normali, sempre meglio una vita da artista che arrendersi alla banalità del reale.

La morte è certamente anche un elemento che caratterizza l’opera di Arnold Dall’O. Da anni lavora nel trasformare le immagini della banalità e della quotidianità in qualcosa di altro e di diverso. In primo luogo attribuisce un tempo alla ripresa delle immagini recuperate dalla rete perché la pittura è lenta, le fotografie digitali rinascono con i tempi lunghi di un dipinto per pennellate puntiformi, ricostruendo retinicamente l’unità. Dall’altro compie un’operazione di blow up che fa guardare la realtà attraverso la nuvola o cloud o nuages della pittura. Dall’O lavora sulla figurazione non dando contorni definiti, avvolgendo le immagini in una “nuvola probabilistica”, per usare un termine scientifico. La stessa idea di Arnold Dall’O di mettere insieme categorie di forme differenti dai pattern decorativi alle immagini della morgue, dai simboli di animali ai paesaggi astrali, dice che conta solo la selezione che l’artista opera. La nuvola nasconde, rende i contorni sfumati, ma salva informazioni, tracce di una contemporaneità che scivola fuori dagli schermi e trova nella Repubblica dell’arte una sua definitiva dimora. Si tratta forse ancora di lavorare sullo specchio, sulla specularità come riflessione, letterale e metaforica sul mondo, ma mentre in Lüthi è il corpo e il volto dell’artista a ricoprirne ruolo e funzione, per Dall’O è lo schermo che si fa specchio di una realtà che pone tutto in primo piano e che costituisce il punto di vista plurimo sull’infinita serie di eventi visivi.















Urs Lüthi nasce nel 1947 a Lucerna (Kriens) in Svizzera.
Dal 1963-1964 frequenta la Scuola di arti applicate di Zurigo. Dal 1964 si trasferisce definitivamente a Zurigo. Dal 1968 al 1971 divide l’atelier con Davis Weiss. Dopo una prima fase artistica in cui produce opere concettuali di grande formato legate alla pop art e una crisi esistenziale alla fine degli anni’60, Urs Lüthi inizia con la fotografia performativa, in cui egli stesso costantemente fa da attore e modello concettuale creando immagini legate alla sua arte e vita. Dal 1991-2013 insegna alla Art Academy di Kassel.
Fin dagli anni ‘70 Urs Lüthi ha esposto con mostre personali in importanti gallerie d’Europa, per citarne alcune: Galerie Tanit di Monaco, Galerie Stadler di Parigi, Studio Marconi di Milano, Galerie Krinzinger di Innsbruck, Galerie Maximilian Krips di Colonia, Galerie Lelong di Zurigo e Parigi; e in musei internazionali: Kunstverein e Städtische Galerie im Lenbachhaus di Monaco, Bonner Kunstverein di Bonn, Kunsthalle di Basilea, Kunstmuseum di Berna, Maison de la Culture de Saint-Etienne, Kunstverein di St. Gallen, Kunstverein di Francoforte, Swiss Institute di New York, Museo Nazionale di Arte Contemporanea di Bucarest, MACRO di Roma, Fondazione Brodbeck di Catania, Merano Arte, Sammlung Falckenberg di Amburgo, Musée Rath di Ginevra sono solo alcuni esempi. Innumerevoli sono le sue partecipazioni a mostre collettive in prestigiose sedi istituzionali, tra le principali: Stedelijk Museum di Amsterdam, Kunsthaus di Zurigo, Kunstmuseum di Lucerna, Kunstmuseum di Winterthur, Museum of Contemporary Art di Chicago, Centre National d’Art e de Culture George Pompidou di Parigi, Nationalgalerie e Neue Berliner Kunstverein di Berlino, Musée d’Art Contemporain di Lione, Hong Kong Museum of Art, Palazzo Reale di Caserta, Hara Museum of Contemporay Art di Tokyo, Centre d’Art Contemporain di Gand, Kunsthalle di Vienna, Tate Modern di Londra. Si ricordano infine le partecipazioni alle seguenti rassegne internazionali: Trigon ’73, Graz (1973); 13. Biennale de São Paulo (1975); Documenta 6, Kassel (1977); Sidney Biennale (1978); II Internationale Fototriennale, Esslingen (1992); Biennale Seoul (1995); 49. Biennale di Venezia (2001).

Urs Lüthi vive e lavora a Monaco di Baviera.




Arnold Mario Dall’O nasce nel 1960 a Lana (Bz).
Studia all'Accademia di Belle Arti a Venezia da Emilio Vedova.
Dal 1998-2002 è docente di Design all’Accademia di Design di Bolzano.
A partire dalla fine degli anni ’80 partecipa con mostre personali e collettive in gallerie private, tra le principali, Galleria Goethe di Bolzano (I); Galerie Albert Baumgarten di Friburgo (D); Galerie Thaddaeus Ropac di Salisburgo (A), Galleria Paolo Maria Deanesi di Rovereto (I); Galleria Lipanjepuntin di Trieste (I) e in musei ed istituzioni pubbliche quali: Museion, Museo d'arte moderna e contemporanea di Bolzano (I); Mart, Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Rovereto (I); Mag, Museo di Arte Contemporanea di Lissone (I); Galleria d’Arte Contemporanea di Roma (I); Biennale di Venezia, Padiglione Italia, Palazzo Trentini di Trento (I); Manifesta 7, Parallelevent, Rovereto (I); Museumsquartier di Vienna (A), Merano Arte, Merano (I).

Arnold Mario Dall’O vive e lavora a Merano (I) e Skibbereen (IRL).