Unmatter

Milano - 28/04/2022 : 05/08/2022

Mostra collettiva “Unmatter”, a cura di Alberto Fiz, che riunisce Joshua Hagler, Luisa Rabbia e Maja Ruznic negli spazi espositivi di Milano.

Informazioni

Comunicato stampa

La galleria Eduardo Secci è lieta di annunciare la mostra collettiva “Unmatter”, a cura di Alberto Fiz, che riunisce Joshua Hagler, Luisa Rabbia e Maja Ruznic negli spazi espositivi di Milano, dal 17 febbraio al 26 marzo 2022.
La “non - materia” non è considerata né materia né antimateria, ma qualcosa di liminale e sembra che la sua esistenza nell’universo sia quanto mai probabile.
“Unmatter” coinvolge Joshua Hagler, Luisa Rabbia e Maja Ruznic, tre personalità di spicco a livello internazionale e caratterizzate da una decisa autonomia linguistica, che dialogano per la prima volta trasmettendo un sentire comune


Come spiega il curatore Alberto Fiz, la mostra che principalmente comprende dipinti - in gran parte realizzati nell’ultimo anno e inediti, tra cui alcuni di grandi dimensioni -, “non va considerata come semplice collettiva, ma come progetto espositivo che ha la capacità di esprimere un medesimo atteggiamento nei confronti della pittura, intesa come territorio di confronto metodologico destinato ad andare oltre i canoni standardizzati della rappresentazione”.
Osservando le opere esposte, appare evidente come per i tre artisti la pittura sia un’esperienza totalizzante in grado di concepire una rete complessa di segni finalizzati ad individuare una matrice psichica ed emozionale.
Le larghe campiture di Joshua Hagler sviluppano la componente panteistica che investe l’intero processo pittorico secondo quanto accade con Night Swim (For Eileen) (2021), una rapsodia notturna di due metri, dove le forme fluttuano liberamente nello spazio dando vita a immagini fantasmatiche che abitano l’inconscio.
Luisa Rabbia si riappropria del senso profondo della pittura attraverso un’indagine che integra l’intima esperienza dell’io con l’alterità, creando una mappatura che le consente di contemplare ogni aspetto all’interno di una personale cosmologia. Lo dimostra L’attesa (2021), dove la vastità dello spazio sembra trovare accoglienza in un corpo dilatato: “Mi interessano le connessioni tra un paesaggio interno, basato sull’esperienza personale, e un paesaggio collettivo, in cui incontri l’Altro inteso anche come paesaggio fisico, come ambiente”, dichiara l’artista.
Anche Maja Ruznic elabora una pittura stratificata, dove le figure sembrano emergere da sottili sovrapposizioni cromatiche come testimoniano Father (Red Light) (2021) e Field (Mother/Deep Red) (2021). L’artista intreccia registri differenti nell’ambito di una ricerca caratterizzata da ininterrotti transiti tra forma e colore, tra memoria e identità.
La mostra, quindi, propone una ricerca ambigua e coinvolgente, come se ad essere rappresentata non fosse l’immagine, ma la pittura stessa, che per i tre artisti va incontro al sentimento profondo dell’essere.


La mostra collettiva sarà visibile anche on-line: www.eduardosecci.com/it/exhibitions.

Alberto Fiz (1963) è critico d’arte, curatore di mostre, giornalista specializzato in arte e mercato dell’arte e art advisor di Intesa Sanpaolo Private Banking.

Joshua Hagler (1979, Mountain Home Air Force Base, Idaho, Stati Uniti) vive e lavora a Roswell in Nuovo Messico, dove si è trasferito nel 2018 per partecipare al Roswell Artist-in-Residence Program. Ha conseguito una laurea in comunicazione visiva all'Università dell'Arizona a Tucson.
La ricerca personale ed i viaggi stimolano il percorso dell’artista determinando il modo con cui unisce le influenze creative al vissuto. Affronta diversi temi, tra cui la propria educazione di americano del Midwest, l'esplorazione del Nord America del XIX secolo, la fantascienza moderna e le tradizioni dell'arte religiosa italiana. Hagler confronta idee di estrema esperienza religiosa e nozioni di identità culturali e sociali. Realizza opere di grande formato con scene spesso distorte da pennellate fluide che sfociano nell'astrazione.
Tra le mostre, in cui ha esposto dipinti, sculture, video e animazioni: “The Living Circle Us”, a cura di David Anfam, Unit London, Londra, 2021; “Drawing in the Dark”, Cris Worley Fine Arts, Dallas, 2021; “Love Letters to the Poorly Regarded”, Roswell Museum and Art Center, Roswell, 2018; “The River Lethe”, Brand Library & Art Center, Los Angeles, 2018, “With Liberty and Justice for Some”, Children’s Museum of the Arts, New York, 2018; “Dreams and Fevers”, Torrance Art Museum, Los Angeles, 2018. Nel 2021 ha pubblicato la sua prima monografia “This is the Picture”. Inoltre, è autore di poesie e saggi.

Luisa Rabbia (1970, Pinerolo, Italia) vive e lavora a Brooklyn, New York. Si è formata all'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino.
L'artista fonde distinzioni tra umano e naturale esprimendo empatia con il cosmo attraverso i paesaggi organici e corporei dei grandi dipinti. La scala delle sue opere si adatta ai temi esplorati rappresentando spesso figure astratte sovrapposte che si uniscono e spezzano, superando apparentemente la loro fisicità. Allude a processi naturali interconnessi che sviluppano un filo conduttore tra microcosmi e macrocosmi e li intrecciano in uno stato nebuloso primordiale. In continua evoluzione e trasformazione, le sue forme in tonalità espressive evocano anche transizioni spirituali. A un’osservazione più ravvicinata e a un livello più intimo, il suo processo fisico e intuitivo diventa visibile con la pittura ritmicamente raschiata, la stratificazione dei segni di matita e le impronte dei polpastrelli. Rabbia si riferisce alle minuscole tracce che ognuno lascia nel corso della vita, ma allo stesso tempo afferma una visione espansiva e interconnessa di un universo più ampio.
Tra le mostre personali: Collezione Maramotti, Reggio Emilia; Isabella Stewart Gardner Museum, Boston; Fundación PROA, Buenos Aires; Fondazione Querini Stampalia, Venezia; Fondazione Merz, Torino. Tra le mostre collettive: Magazzino Italian Art Foundation, Cold Spring, New York; Manifesta 12, Palazzo Drago, Palermo; Palazzo delle Esposizioni, Roma; Biennale del Disegno 2016, Museo della Città, Rimini; Lismore Castle; Shirley Fiterman Art Center, New York; Maison Particulière, Bruxelles; Carpenter Center for the Visual Arts, Università di Harvard, Cambridge; Museo del Novecento, Milano; MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo, Roma; Museum of Contemporary Art Shanghai.

Maja Ruznic (1983, Bosnia ed Erzegovina) vive e lavora a Roswell in Nuovo Messico. Emigrata negli Stati Uniti nel 1995, si stabilì assieme alla famiglia sulla costa occidentale. Ha studiato all'Università della California, Berkeley, e ricevuto il Master of Fine Arts al California College of the Arts.
I suoi dipinti con figure e paesaggi diluiti e sfocati indagano temi della nostalgia e del trauma, che sono in parte legati alla sua esperienza della guerra e di rifugiata. Inoltre, la ricerca dell’artista riflette interessi per le religioni e la mitologia, tra cui il paganesimo slavo e lo sciamanesimo.
Tra le sue mostre: “Hi Woman! La notizia del futuro”, a cura di Francesco Bonami, Museo di Palazzo Pretorio, Prato, 2021; “In the Sliver of the Sun: Maja Ruznic”, Harwood Museum of Art, Taos, 2021; “Parallax: A RAiR Connection Exhibition”, Roswell Museum and Art Center, 2018; “Sincerely Yours”, Torrance Art Museum, 2015. Nel 2018 ha ricevuto l'Hopper Prize. I suoi lavori sono inclusi in collezioni di musei, come il Dallas Art Museum e l’EMMA - Espoo Museum of Modern Art.


Eduardo Secci è stata fondata nel 2013 a Firenze e da giugno 2021 ha sede anche a Milano. Entrambi gli spazi presentano un doppio programma, che alle mostre della galleria affianca le proposte espositive di NOVO, il suo nuovo spazio sperimentale indipendente.