Un’evidenza fantascientifica

Venezia - 14/05/2021 : 17/10/2021

Per il terzo atto del programma di ricerca legato al Fondo Luigi Ghirri, la Fondazione Querini Stampalia presenta un progetto che mette a confronto fotografia, pittura e poesia aprendo una nuova occasione di valorizzazione tra i linguaggi dell’arte.

Informazioni

  • Luogo: FONDAZIONE QUERINI STAMPALIA
  • Indirizzo: Campo Santa Maria Formosa 5252 - Venezia - Veneto
  • Quando: dal 14/05/2021 - al 17/10/2021
  • Vernissage: 14/05/2021
  • Curatori: Chiara Bertola, Andrea Cortellessa
  • Generi: fotografia, arte contemporanea, poesia
  • Orari: Da martedì a domenica, dalle 10 alle 18. Chiuso lunedì Prenotazione obbligatoria sul sito www.querinistampalia.org
  • Biglietti: La visita alla mostra è inclusa nel biglietto d’ingresso alla Fondazione Querini Stampalia. Intero €14; ridotto € 10 Tutte le domeniche dell’anno i residenti nel Comune di Venezia hanno ingresso gratuito.
  • Patrocini: Promotori Fondazione Querini Stampalia Comune di Pieve di Soligo In collaborazione con Famiglia Zanzotto Archivio Luigi Ghirri Con il sostegno di Fondo Luigi Ghirri Galleria Massimo Minini

Comunicato stampa

Per il terzo atto del programma di ricerca legato al Fondo Luigi Ghirri, la Fondazione Querini Stampalia presenta un progetto che mette a confronto fotografia, pittura e poesia aprendo una nuova occasione di valorizzazione tra i linguaggi dell’arte.
Dopo la mostra del 2015 “Paesaggi d’aria. Luigi Ghirri e Yona Friedman” che ha fatto risuonare l’opera del fotografo emiliano con la teoria visionaria del celebre architetto ungherese e quella del 2017 “Le pietre del cielo

Luigi Ghirri e Paolo Icaro” in cui è stato coinvolto un grande maestro della scultura contemporanea, quest’anno il dialogo è a tre: un artista visivo come Giuseppe Cacccavale e un grande poeta come Andrea Zanzotto si confrontano con le opere di Luigi Ghirri sul grande tema del paesaggio, fil rouge che lega tutti gli atti del Fondo.
I linguaggi della fotografia, della poesia e della pittura vengono qui a comporre un paesaggio inedito tanto irriconoscibile e trasfigurato da sembrare il paesaggio di un altro mondo, fantascientifico appunto.
Il titolo, Un’evidenza fantascientifica. Luigi Ghirri, Andrea Zanzotto, Giuseppe Caccavale si ispira ad una dichiarazione di Andrea Zanzotto: “Gli stessi sfondi paesaggistici dei nostri Giorgione e Tiziano, non trovando più una corrispondenza nella realtà geografica che siamo costretti ad abitare, hanno assunto un’evidenza fantascientifica” (Andrea Zanzotto, Sarà (stata) natura? [2006], in Id., Luoghi e paesaggi, a cura di Matteo Giancotti, Bompiani 2013).
La mostra, a cura di Chiara Bertola e Andrea Cortellessa e promossa dalla Fondazione Querini Stampalia e dal Comune di Pieve di Soligo in collaborazione con la Famiglia Zanzotto in occasione delle celebrazioni del centenario della nascita di Andrea Zanzotto, scomparso 10 anni fa, è allestita alla Querini Stampalia ed è aperta al pubblico dal 14 maggio al 17 ottobre 2021.
Per l’occasione è stato chiesto all’artista Giuseppe Caccavale di creare una grandiosa installazione a parete nel Portego antico della Biblioteca della Querini Stampalia, il ‘Murale di carta’: un immenso e arioso acquerello che riveste le pareti della grande sala. Il risultato è un inedito paesaggio variegato e ultramondano in cui l’artista combina figure, disegni, colori e parole.
Cima da Conegliano, Luigi Ghirri, Andrea Zanzotto, Paul Celan sono gli autori che Caccavale sceglie di far risuonare nello spazio, a partire dal terreno creativo particolarmente fertile che unisce le radici dei loro linguaggi. Il risultato è un ambiente carico di colori, forme, parole capaci di produrre stupore, sintesi e profondità.
Al centro della sala, su un grande tavolo - come un’isola di documenti e immagini - sono composte le fotografie di Luigi Ghirri insieme ad alcuni autografi e ceramiche di Andrea Zanzotto e alcuni disegni di Giuseppe Caccavale.
L’installazione è costituita da stilemi semplici e veri, da valori visivi e poetici, da alfabeti che riescono a tenere vicina la cultura popolare e artigianale con quella colta e ‘alta’.
Tutti gli autori in essa racchiusi - Ghirri, Caccavale, Zanzotto, - sono accomunati dalla stessa origine, l’Italia e dalla stessa necessità di affondare le mani nella terra, nella cultura popolare e artigianale, per trovare un segno essenziale e preesistente da inscrivere dentro un procedimento raffinatissimo di rielaborazione.
“Traduzione e Palinsesto, sono le due parole portanti del ‘cantiere visivo’ che si dona allo sguardo nel Portego della Biblioteca – dichiara Giuseppe Caccavale – Esso compone un’aula, ci si accomoda ai banchi con i lavori di Luigi Ghirri e Andrea Zanzotto, si guarda intorno, si ammira il vuoto dell’aria e lo sguardo cerca di stupirsi degli alfabeti che si aprono ai suoi occhi. Ciò che si vede non vuole offrirsi allo sguardo come un pensiero già pensato, ciò che si vede è un ragazzo che ci prende per gli occhi con la sua ingenuità e, il suo desiderio è di accompagnarci... chissà dove... Le figure sui murali di carta sono impresse a spolvero, una parola precisa, essa indica la modalità di come si opera sui cartoni, si spolvera. Come era possibile dare di nuovo voce al disegno se non spolverandoselo addosso, come un muratore che respira polvere. Questo progetto mescolato in acqua veneziana cammina sugli stagni salmastri della Laguna. Con la pianta dei piedi, con il palmo della mano, con la pianta degli occhi”.
Il Fondo di fotografie di Luigi Ghirri alla Fondazione Querini Stampalia nasce nel 2015 dal deposito, da parte del collezionista Roberto Lombardi, di una trentina di fotografie appartenenti quasi interamente al ciclo del Profilo delle nuvole. Sono scatti fotografici che ritraggono il paesaggio della pianura padana tra Veneto, Emilia e Lombardia, attraverso la grande sensibilità di Ghirri.
Da allora il Fondo Luigi Ghirri è oggetto di un lavoro di conservazione, indagine e valorizzazione che attraverso l’attività espositiva, seminariale ed editoriale si propone di individuare nuovi percorsi di approfondimento e di ricerca, a partire dal raffronto tra gli scatti del maestro emiliano con diversi linguaggi e tecniche artistiche.
In questi anni il lavoro di ricerca, che ha trovato sviluppo nei progetti espositivi “Paesaggi d’aria. Luigi Ghirri e Yona Friedman” nel 2015 e “Le pietre del cielo. Luigi Ghirri e Paolo Icaro” nel 2017 è stato sempre supportato da giornate di studi con critici, studiosi e curatori su specifiche tematiche.
Quest’anno la Giornata di studi Tra cielo e terra, tra preistoria e futuro si terrà il 15 settembre 2021 presso l’auditorium della Fondazione Querini Stampalia.
Relatori: Chiara Bertola, curatrice per l’arte contemporanea, Fondazione Querini Stampalia introdurrà sull’attività del fondo Ghirri e sul paesaggio di Ghirri, Caccavale e Zanzotto; Andrea Cortellessa, curatore e professore di Letteratura italiana, Università degli Studi Roma Tre, interverrà sul tema del paesaggio di Zanzotto e Caccavale; Serenella Iovino, filosofa e professoressa in Italian Studies, The University of North Carolina, approfondirà le tematiche di letteratura e ambiente, mentre Riccardo Venturi, storico e critico di arte contemporanea, quelle di arte e geologia. Nella sessione pomeridiana: Silvana Tamiozzo Goldmann, professoressa di Letteratura italiana contemporanea, Università Cà Foscari di Venezia, parlerà dei paesaggi di Zanzotto e Celati (Ghirri); Matteo Giancotti, ricercatore e critico letterario, tratterà di Andrea Zanzotto, Cima ed il paesaggio; Camilla Miglio, professoressa di Letteratura tedesca, Università la Sapienza di Roma, approfondirà ‘La lignèe Mandel’štam-Celan-Zanzotto’; Valérie Da Costa, professore di Storia dell’arte contemporanea, Università di Strasburgo, farà un intervento su Giuseppe Caccavale/Cima da Conegliano. In chiusura spazio all’artista Giuseppe Caccavale.
Con il Fondo Luigi Ghirri è nata anche una collana di “Quaderni” pubblicata da Corraini Edizioni che raccoglie gli atti delle giornate di studio e il materiale documentario e fotografico delle mostre. Anche quest’anno gli atti della giornata di studi, insieme alle immagini della mostra, saranno raccolti nel terzo Quaderno del Fondo Luigi Ghirri, sempre edito da Corraini edizioni grazie alla collaborazione con la Galleria Massimo Minini di Brescia.
Fondo Luigi Ghirri
Nel settembre 2015 Roberto Lombardi, collezionista di arte contemporanea, affida alla Querini Stampalia, in comodato d’uso, un nucleo di opere di Luigi Ghirri, sostenendo le attività culturali e scientifiche del Fondo.
Il Fondo conta trentuno fotografie, gran parte delle quali appartenenti alla serie Il profilo delle nuvole e datate tra il 1985 e il 1990. Il ciclo è concepito come “libro d’artista”: un racconto del paesaggio della Pianura Padana tra Veneto, Emilia e Lombardia.
Ripercorrendo i luoghi fotografati, l’autore non rispetta la dislocazione topografica, ma segue un itinerario tutto calato nella memoria associativa: malinconia, imprecisione del ricordo, senso di sospensione e d’incanto sono i sentimenti che animano questo suo viaggio. Ghirri sviluppa il progetto con Gianni Celati, che accompagna con un testo lo sguardo di narratore dell’amico fotografo.
Il Fondo Luigi Ghirri, digitalizzato e catalogato, è a disposizione degli studiosi. Con cadenza periodica è occasione di un’attività di ricerca e di approfondimento grazie ad accostamenti e paralleli con vari autori, seguendo diverse direzioni tematiche e critiche. Una collana editoriale di quaderni documenta di volta in volta i risultati che emergono dalle attività dedicate.
Luigi Ghirri
Luigi Ghirri (1943-1992) inizia a fotografare all’età di trent’anni. Nel 1975 viene scelto Discovery dell’anno nel “Time-Life Photography Year”. Nel 1979 pubblica Kodachrome e il CSAC di Parma gli dedica una mostra e un catalogo che segnano una svolta nella fotografia italiana. Nel 1982 si apre alla rappresentazione del paesaggio e dello spazio urbano e viene segnalato come uno dei venti autori più significativi della storia della fotografia del XX secolo. Nel 1984 cura la mostra e il catalogo Viaggio in Italia e nel 1989 pubblica Paesaggio italiano e II profilo delle nuvole. Del 1997 è Niente di antico sotto il sole, che contiene tutti gli scritti e le interviste e un’antologia di sue immagini.
I suoi lavori sono conservati presso: MoMA (New York), Stedelijk Museum (Amsterdam), Musée de la Photographie Reattu (Arles), Polaroid Collection (Cambridge, Mass.), Canadian Centre for Architecture-Centre Canadien d’Architecture (Montreal), Cabinets des Estampes-Bibliothèque Nationale (Paris), CSAC - Centro Studi e Archivio della Comunicazione (Parma).
Giuseppe Caccavale
Giuseppe Caccavale è nato a Afragola (Na) nel 1960 e vive tra Parigi e Bari. Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Le sue ricerche sono una stratigrafia di Discipline, un processo che determina pagine visive linguisticamente rinnovate attraverso grammatiche e modalità che vengono dai campi della traduzione. Ogni progetto si sviluppa come uno spazio musicale tra gesti e parole, la costruzione di figure e lettere con materiali naturali. Vari sono stati i soggiorni di studi al Monte Athos grazie all’Unesco e nelle Fiandre per studiare i Primitivi Fiamminghi e il canto polifonico.
Ha rappresentato l’Italia alla LVI Biennali di Arti Visive di Venezia, suoi progetti sono stati presentati al MAXXI di Roma, alla Chapelle de la Vielle Charitè di Marsiglia, Musèe de Marseille. All’Istituto Nazionale della Calcografia di Roma, da Faggionato Fine Arts a Londra, da Bernier-Eliades a Atene, da Claudia Gian Ferrari a Milano, Valentina Bonomo a Roma. Ha partecipato alla prima Triennale d’Arte d’Armenia.
Un’intensa collaborazione da anni si sviluppa con il CIRVA - Centre International de Recherche sur le Verre, Marsiglia. Ha realizzato due opere pubbliche in collaborazione con il compositore Stefano Gervasoni, il “Viale dei Canti” a Parigi, Istituto Italiano di Cultura, e “Segni per la speranza”, un webwall commissionato dalla Fondazione Spinola Banna e il Ministero alla Cultura a Torino. Un’ultima opera pubblica è stata realizzata con i suoi allievi a Parigi, “Projet Paul Celan”, Ecole des Arts Decò, Ecole Normale Superieure, Crous. Dal 2011 insegna Arti Murali e Poetica degli spazi all’Ecole Nationale Superieure des Arts Decoratifs di Parigi.
Andrea Zanzotto
Andrea Zanzotto è nato il 10 ottobre 1921 ed è morto il 18 ottobre 2011 a Pieve di Soligo, il piccolo centro nel Trevigiano dove ha conservato la propria «abitazione» per tutta la vita (tranne un breve periodo di emigrazione in Svizzera, all’indomani della Seconda guerra mondiale). Dopo un piccolo gruppo di testi pubblicati a Milano nel 1938, e il coinvolgimento traumatico nella guerra civile (militando nelle Brigate Mazzini al seguito del «partigiano non violento» Toni Adami), il suo esordio editoriale risale al 1951 con la raccolta Dietro il paesaggio pubblicata da Mondadori: che resterà il suo editore sino all’ultimo libro, Conglomerati, pubblicato nel 2009. A lungo insegnante e preside nelle scuole della heimat, ha svolto anche le attività di traduttore (fra gli altri di Honoré de Balzac, Michel Leiris e Georges Bataille) e consulente editoriale: impegnandosi con continuità, soprattutto negli ultimi anni, in difesa dell’ambiente minacciato dall’inquinamento e dalla speculazione edilizia. Nel 1997 si è tenuta alla Fondazione Querini-Stampalia di Venezia la mostra Zanzotto traverso nomi e cromi, a cura di Manlio Brusatin e Giorgio Busetto, che esponeva i libri d’artista e le collaborazioni con amici pittori come Tono Zancanaro, Virgilio Guidi e Augusto Murer, nonché i ritratti fattigli da artisti come Mario Schifano, Giosetta Fioroni, Pier Paolo Pasolini e suo padre Giovanni.
Le sue opere poetiche sono raccolte nell’«Oscar» Tutte le poesie, curato da Stefano Dal Bianco nel 2011, mentre un «Meridiano» dal titolo Le Poesie e Prose scelte, curato dallo stesso Dal Bianco e da Gian Mario Villalta, ha raccolto e commentato nel 1999 le poesie pubblicate sino a quel momento e un’ampia scelta di prose narrative e autobiografiche (quelle della silloge Sull’Altopiano, pubblicato nel 1964, e altre più recenti) e critiche e saggistiche. I suoi scritti propriamente critici sono raccolti in un doppio «Oscar» curato da Villalta nel 2001 col titolo Scritti sulla letteratura.
Fuori dall’«Oscar» sono la plaquette del 2010 Il Vero Tema e, uscite postume nel 2012 negli Stati Uniti e nel 2019 in Italia, le poesie in inglese Haiku for a Season (in occasione del centenario usciranno da Mondadori le poesie disperse e un quaderno di traduzioni poetiche). Si segnalano ancora gli scritti sul cinema (Il cinema brucia e illumina, a cura di Luciano De Giusti, Marsilio 2011), quelli sulla pittura e sull’ambiente (Luoghi e paesaggi, a cura di Matteo Giancotti, Bompiani 2013) e i libri-intervista Eterna riabilitazione da un trauma di cui s’ignora la natura (con Laura Barile e Ginevra Bompiani, nottetempo 2007) e In questo progresso scorsoio (con Marzio Breda, Garzanti 2009).