Una nuova stagione

Mendrisio - 15/07/2017 : 10/09/2017

La collezione Luigi Meroni e altre donazioni.

Informazioni

  • Luogo: MUSEO D'ARTE MENDRISIO
  • Indirizzo: Piazzetta dei Serviti 1 CH - 6850 - Mendrisio
  • Quando: dal 15/07/2017 - al 10/09/2017
  • Vernissage: 15/07/2017
  • Generi: arte moderna
  • Orari: Mercoledì – Domenica 14-18 Festivi aperto, Lunedì e martedì chiuso
  • Biglietti: ingresso libero

Comunicato stampa

Con la recente donazione della collezione Luigi Meroni (1935 – 2015), il Museo d’arte Mendrisio si arricchisce di pregevoli opere di importanti autori lombardi e ticinesi del XX secolo e contemporanei. Il secondo Novecento, relativamente all’arte italiana, è senz’altro tra i più documentati settori delle collezioni del Museo: negli anni Sessanta e Settanta si assiste nel campo delle arti visive al fiorire di iniziative espositive, all’affermarsi delle gallerie d’arte e di un consistente collezionismo locale. Di questa situazione beneficiarono gli artisti ticinesi di varie generazioni, i quali poterono stringere contatti e amicizie con gli ambienti culturali milanesi

La collezione Luigi Meroni riflette bene questo clima di ricco scambio tra Ticino e Lombardia e nella grande sala del museo si possono ammirare opere di Gianfranco Bonetti, Edgardo Cattori, Alfredo Chighine, Carlo Cotti, Enrico Della Torre, Edmondo Dobrzanski, Roberto Ercolini, Renzo Ferrari, Franco Francese, Alberto Ghinzani, Piero Giunni, Cesare Lucchini, Mario Marioni, Gino Meloni, Rolf Meyer, Elena Mezzadra, Umberto Milani, Gianriccardo Piccoli, Rolando Raggenbass, Tino Repetto, Piero Ruggeri, Alberto Salvioni, Ruggero Savinio, Pierino Selmoni, Mauro Valsangiacomo.

Uno spazio ulteriore delle sale museali è stato invece destinato ai dipinti di Emanuel Schöttli, donati di recente al Museo d’arte Mendrisio dal figlio Hans Rudolf e da sua moglie Margrit. La pittura di Schöttli è inconfondibile espressione di quel realismo magico che segnò la scena artistica tedesca nell’immediato primo dopoguerra. Il suo percorso fu molto breve, interrotto tragicamente nel 1926; ma in quei pochi anni lasciò alcuni dipinti indicativi di un periodo storico, di indubbia qualità, apprezzati sia dalla critica sia dai musei confederati. Accompagnano i dipinti di Schöttli opere di Gianfredo Camesi, Adolf Frohner, Rudolf Maeglin, Leo Maillet, Hermann Scherer, Not Vital.

Alla fine dell’Ottocento e ai primi del Novecento è invece dedicata l’ultima parte della mostra. Accanto ai dipinti di Edoardo Berta, Carlo Bossoli, Pietro Chiesa, Adolfo Feragutti Visconti, Filippo Franzoni, Gioachimo Galbusera, Marino Marini, Ambrogio Preda, Luigi Rossi, hanno trovato spazio anche alcune opere appena donate: un grande lavoro di Innocente Cantinotti (donazione eredi dell’artista), un presunto ritratto di Giacomo Matteotti in gesso di Mario Bernasconi (donazione Lydia e Arnaldo Solcà) e una scultura in marmo di Dante Rossi (donazione eredi dell’artista).