Una Meta Divisa

Torino - 29/11/2012 : 06/12/2012

Cfr.artecontemporanea prosegue il suo percorso espositivo in luoghi ‘non deputati’, questa volta occupando pareti e tavoloni dello studio dell’architetto Giorgio Rosental, in via San Pio V, 20.

Informazioni

Comunicato stampa

Cfr.artecontemporanea prosegue il suo percorso espositivo in luoghi ‘non
deputati’, questa volta occupando pareti e tavoloni dello studio dell’
architetto Giorgio Rosental, in via San Pio V, 20.

Lo studio è stato messo a disposizione di due artisti: Gosia Turzeniecka e
Marco Memeo


Per Ivan Fassio, che accompagna anche con un’interpretazione letteraria l’
evento espositivo, nelle opere di Gosia Turzeniecka va rintracciata “la ricerca
dello scarto, dell’estremo valore della differenza che fa sì che appunti e
memorie reclamino la loro originaria condizione di testimonianze autentiche, di
irripetibili sensazioni, di sorgenti della creazione”, mentre negli acquerelli
di Marco Memeo “i tasselli del paesaggio iniziano a non riconoscere più l’
organicità della prospettiva che un tempo li legava e giustificava. Si
affacciano, pian piano, sempre più irriconoscibili, ed emergono sulla tela,
isolati, amplificati, ingranditi fino a sfocarsi, svincolati spontaneamente da
ogni volontà omologante e rassicurante”.
Il titolo della mostra Una meta divisa è tratto da una poesia di Marco Memeo
e giovandosi della preziosa ambiguità del linguaggio poetico allude sia alla
condivisione dell’evento artistico da parte di Gosia e Marco, sia al duplice
intento dell’esposizione, che prevede la destinazione di parte del ricavato
alla MAS CTH Onlus, ( Mohamed Aden Sheikh Children Teaching Hospital Onlus) che
sta finendo di costruire e gestirà l’ospedale pediatrico di Hargeisa, nel
Somaliland, progettato dall’architetto Giorgio Rosental.

L’idea dell’ospedale nasce per volontà del dott. Mohamed Aden Sheikh,
scomparso nel 2010. Ministro della Sanità e della Cultura e dell’Informazione
in Somalia, il dott. Aden è stato vittima della repressione durante la
dittatura di Siyaad Barre e ha continuato ad adoperarsi dall’Italia, e in
particolare da Torino, per il suo paese; fra i suoi ultimi impegni quello di
costruire questa struttura, in una regione in cui la disponibilità del governo
locale, la presenza di una struttura sanitaria pubblica e dell’Università con
la facoltà di Medicina, potevano rappresentare le condizioni per lo sviluppo di
un intervento in grado di incidere in modo significativo sulle condizioni
sanitarie di tutto il paese.

Proprio a questa nuova nascente struttura sarà destinato il ricavato della
vendita di una incisione raffigurante un particolare dell’ospedale stesso che
Marco Memeo ha realizzato appositamente per questa occasione (l’incisione sarà
stampata in 75 copie).