Un filo di colore

Milano - 30/11/2011 : 19/02/2012

Terzo appuntamento del ciclo “Dialogo a due” : Gaetano Fracassio, pittore, scultore, fotografo e regista milanese d'adozione, a confronto con un mostro sacro del surrealismo come Joan Miró, nel segno di una poetica fantastica che lega idealmente la riflessione di entrambi.

Informazioni

Comunicato stampa

La galleria Gli eroici furori presenta il terzo appuntamento del ciclo “Dialogo a due” nato dall'idea
di accostare l'opera di maestri storici ad autori del contemporaneo che ne hanno raccolto un certo
spirito, i soggetti o i modi espressivi

Dialoghi immaginari, a tratti coraggiosi, che oggi, dopo il
primo incontro fra Fabrizio Pozzoli e Gianfranco Ferroni, segnato da un retrogusto esistenziale, e
quello più astratto fra Nada Pivetta e Valentino Vago, vedono Gaetano Fracassio, pittore, scultore,
fotografo e regista milanese d'adozione, confrontarsi con un mostro sacro del surrealismo come
Joan Miró, nel segno di una poetica fantastica che lega idealmente la riflessione di entrambi.
In un dialogo a distanza di decenni, una sorta di intervista impossibile, Gaetano Fracassio sembra
infatti interrogare se stesso e le immagini del maestro su temi comuni, come quelli del viaggio, del
sogno, della notte, che – affrontati da Miró nel suo immaginario incantevole popolato di creature
misteriose e paesaggi dell'anima – si proiettano ora in una dimensione aggiornata ai ritmi, alle
solitudini e alle fughe irreali dell'uomo moderno. Ecco allora prendere forma un “mondo
inesistente”, ovvero un luogo sospeso fra verità e immaginazione dove le valigie, le case, le lune, le
stelle che Fracassio intreccia, cuce, spilla, dipinge o appende in leggerissimi mobile, rievocano le
notti nere di Miró, i profili di foreste del cuore, buie fino al midollo ma punteggiate da grandi occhi
spalancati nell'oscurità. Quelli della sua “lucertola dalle piume d'oro”, Le lézard aux plumes d’or,
titolo del poema per parole e immagini scritto dallo stesso Miró nella sua splendida tecnica
litografica.
Proprio su alcuni esemplari di questo libro ideato interamente da Joan Miró si apre la mostra che
presenta, accanto a una scelta di dipinti, installazioni e sculture di Gaetano Fracassio, una
quindicina di fogli originali del maestro, legati proprio a uno dei suoi più celebri libri d'artista.
Realizzato negli anni della maturità, quando il grande peintre-graveur intensificò l'attività incisoria
e di litografo, Le lézard aux plumes d’or fu affidato per la stampa all'editore parigino Louis Broder,
celebre per le sue collaborazioni anche con Picasso, Braque, Jean Art, Jacques Villon o André
Masson, che pubblicò il volume nel 1971 dopo quasi dieci anni di gestazione. Le quindici litografie,
che richiesero un lavoro meticoloso e complesso, affiancano pagine in cui le parole manoscritte del
suo racconto surreale si muovono libere e assumono un valore puramente grafico.
Completano la mostra alcuni esemplari da La bague d’aurore di René Crevel, pubblicato da Louis
Broder nel 1957, per il quale Miró diede vita a una serie di piccole e deliziose incisioni a colori, in
sintonia perfetta con le fiabe di stoffa, ceramica e legno di Fracassio che galleggiano nell'aria come
racconti impalpabili, ricordi annodati al dito da un “filo di colore” che disegna ogni particolare
come nei notturni stellati del genio spagnolo.