Umanesimo e misura viva

Ferrara - 13/02/2012 : 13/02/2012

Alla Fondazione Ermitage Italia verrà presentato il nuovo libro della Professoressa Elena Filippi – professore associato di storia dell’arte presso l’Alanus University for Art and Social Sciences di Bonn – intitolato “Umanesimo e misura viva. Dürer tra Cusano e Alberti” (Arsenale Editrice), un’opera che mette a fuoco e analizza il comune denominatore della prima età moderna in Europa: la genuina esperienza, peraltro molto sfaccettata, della religiosità nell’ideale riferimento al Cristianesimo delle origini.

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Comunicato stampa

Alla Fondazione Ermitage Italia, lunedì 13 febbraio, verrà presentato il nuovo libro della Professoressa Elena Filippi – professore associato di storia dell’arte presso l’Alanus University for Art and Social Sciences di Bonn – intitolato “Umanesimo e misura viva. Dürer tra Cusano e Alberti” (Arsenale Editrice), un’opera che mette a fuoco e analizza il comune denominatore della prima età moderna in Europa: la genuina esperienza, peraltro molto sfaccettata, della religiosità nell’ideale riferimento al Cristianesimo delle origini.
Oltre all’Autrice all’evento interverranno inoltre il Prof. Dr. Thomas Leinkauf, filosofo, Università di Münster (Germania), il Prof. Dr

Victoria von Flemming, storica dell’arte, Hochschule für Bildende Künste Braunschweig (Germania) e il Professor Ranieri Varese dell’Università di Ferrara.

Al dischiudersi del tempo eroico degli Umanesimi, al di qua e al di là delle Alpi, l’individuo fa propria, insieme all’inebriante progetto di conoscenza del mondo, anche la prospettiva di un percorso di introspezione, che lo porta a ritornare sui nodi fondamentali dell’esistenza.
Una delle menti più acute dell’epoca, il teologo e filosofo Nicolò Cusano siglò in modo mirabile la centralità dell’individuo in un mondo in continuo, talora drastico mutamento: mens est viva mensura. Elena Filippi, tra i massimi esperti europei della materia, in questo volume abbraccia lo spirito squisitamente umanistico di Cusano, impostando un dialogo serrato fra le ragioni della scienza e della teologia e quelle dell’espressione artistica, specchio di una società che sta vivendo una vera e propria “rivoluzione copernicana”.

In questo contesto l’Autrice analizza il concetto di imitazione - sia dal punto di vista delle teorie dell’arte, sia seguendo le suggestioni epocali del percorso di vita del cristiano – proponendo il pensiero di grandi maestri dell’arte come Leon Battista Alberti, Jan van Eyck, Memling, Leonardo, Lorenzo Lotto e altri. Tuttavia, il vero perno sul quale si reggono le vicende culturali evocate nel volume è la straordinaria posizione di Albrecht Dürer nel contesto delle sue frequentazioni degli ambienti umanistici, non soltanto oltremontani, e del suo travagliato percorso di fede, nel rapporto con gli esponenti di spicco della Riforma. Questa monografia s’impone per un approccio originale ai fondamenti teorico-critici della storia dell’arte nella prima età moderna.

Elena Filippi ha ottenuto il dottorato di ricerca a Roma e successivamente ha svolto attività di didattica e ricerca presso le Università di Venezia, Ferrara e Trento. È membro scientifico della Kueser Akademie für Europäische Geistesgeschichte - affiliato della Renaissance Society of America e della Società Italiana di Studi Cusaniani – e attualmente è professore associato di storia dell’arte all’Alanus University for Art and Social Sciences di Bonn.
All’attività di ricerca affianca quella di traduzioni e cura di edizioni italiane di opere di estetica, storia e letteratura d’arte, tra cui “Storia della storia dell’arte” di Udo Kultermann e “Palladianesimo” di Werner Oechslin. Fra le sue pubblicazioni italiane si ricordano: “Maarten van Heemskerck. Inventio urbis” (Milano, 1991); “Storia e immagini della battaglia di Vicenza 1513″ (Vicenza, 1996); “Fritz Burger (1877-1916)”. “Arte come critica – critica come arte. Tendenze e ragioni della disciplina storico-artistica agli inizi del XX secolo” (Roma, 2006).