Ugo Celada – L’incanto del disegno

Mantova - 02/07/2016 : 31/08/2016

La mostra si snoda lungo le suggestioni che accompagnano la sua prima partecipazione, nel 1920, alla Biennale di Venezia e poi alla XIV edizione della stessa manifestazione, nel 1926, che lo impone definitivamente all'attenzione della critica.

Informazioni

  • Luogo: MUSEO DIOCESANO
  • Indirizzo: Piazza Virgiliana 55 - Mantova - Lombardia
  • Quando: dal 02/07/2016 - al 31/08/2016
  • Vernissage: 02/07/2016 ore 18
  • Autori: Ugo Celada
  • Curatori: Gianfranco Ferlisi
  • Generi: arte contemporanea, personale, disegno e grafica
  • Orari: La mostra avrà gli stessi orari di apertura del Museo Diocesano (da mercoledì a domenica 9.30-12.00 15.00-17.30)

Comunicato stampa

Domenica 26 giugno si chiude la mostra dedicata a Ugo Celada allestita presso il MAM di Gazoldo degli Ippoliti, una mostra che ha avuto un successo tale da richiedere un immediato trasferimento a Mantova. Ad accogliere la mostra sarà il Museo Diocesano Francesco Gonzaga che – diretto da mons. Brunelli con la collaborazione del conservatore Marco Rebuzzi – è da tempo attento alle tematiche dell’arte moderna e contemporanea, come dimostrato anche dalla recente esposizione “Novecento mantovano” curata da Gianmaria Erbesato




La rassegna dedicata a Ugo Celada di Virgilio (Borgo Virgilio di Mantova, 1895 - Varese 1995) è accompagnata da un volume, edito dalla casa editrice il Rio di Mantova e curato da Gianfranco Ferlisi, in cui si documenta la cospicua serie di opere: alcune già conosciute e messe a disposizione da collezionisti del pittore, molte altre invece, come i disegni, assolutamente non ancora note. Gianfranco Ferlisi ripercorre in un'ottica aggiornata le vicende umane dell'artista, dall’alunnato con Giuseppe Marusi (1862-1945), a Mantova, sino all’apostolato con Cesare Tallone (1853 - 1919) a Brera, quando Celada sviluppò la sua precoce propensione per il realismo.
La mostra si snoda lungo le suggestioni che accompagnano la sua prima partecipazione, nel 1920, alla Biennale di Venezia e poi alla XIV edizione della stessa manifestazione, nel 1926, che lo impone definitivamente all'attenzione della critica. Le opere esposte realizzano così un percorso di progressiva bellezza, articolato nell’incanto dei disegni e nel magico realismo della pittura: emergerà con evidenza la statura di uno sperimentatore sempre insoddisfatto, che, nel corso della sua lunga vita, sviluppò la ricerca in molte direzioni, dal post divisionismo al realismo novecentista e poi magico, fino alla pittura oggettivista, sulla scia dei cosiddetti pittori Moderni della Realtà.
Emergerà con chiarezza, in tutte le opere scelte, l'interesse per il dato costruttivo e formale delle figure, inserite sempre in un'ambientazione straniante, in cui una sorta di messa in scena teatrale dichiara l’abilità della finzione pittorica. È quanto attestano nudi studiatissimi o, spesso, più quotidiani ritratti di personaggi, immersi in scenari immobili e incantati, e ancora nature morte dai maliziosi ed ingannevoli giochi pittorici, trompe-l’oeil illusionistici e animati dalla grazia di trovate prospettiche, di ombre inedite e di luci taglienti e gelide.
E alla fine apparirà in tutta la sua completezza l’artista segreto, un poeta dell'artificio pittorico, la cui opera assunse, nella prima metà del Novecento, una dimensione assolutamente sovralocale, un artista troppo spesso, negli anni più recenti, sottovalutato o addirittura dimenticato, un Celada da conoscere finalmente a fondo, da riscoprire e da ammirare in tutto il suo geniale virtuosismo.