Ugo Attardi – Gigantomachia 1949-2003

Roma - 11/06/2019 : 05/08/2019

In occasione di questa nuova esposizione saranno esposte venti opere di grandi dimensioni e otto sculture, facenti parte dell’Archivio Storico Ugo Attardi.

Informazioni

  • Luogo: ULISSE GALLERY CONTEMPORARY ART
  • Indirizzo: Via Dei Due Macelli 82 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 11/06/2019 - al 05/08/2019
  • Vernissage: 11/06/2019 ore 18
  • Autori: Ugo Attardi
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: dal lunedì al venerdì, ore 10:00 – 19:00

Comunicato stampa

Martedì 11 giugno 2019, alle ore 18:00, presso la Ulisse Gallery Contemporary Art, sede dell’Archivio Storico Ugo Attardi, verrà inaugurata la mostra UGO ATTARDI. GIGANTOMACHIA 1949-2003, che resterà allestita fino al 5 agosto. In occasione di questa nuova esposizione saranno esposte venti opere di grandi dimensioni e otto sculture, facenti parte dell’Archivio Storico Ugo Attardi.

Ugo Attardi (1923-2006) fu un artista di fama internazionale e uno dei più poliedrici del panorama culturale del Novecento italiano. Per Attardi l’opera d’arte è chiamata a “inverare un’apparenza”

Qui il termine “apparenza” viene inteso sia con il significato di “apparizione” che di “parvenza”. Così è l’immagine in pittura; ed è ad essa che l’intende conferire realtà propria in modo che possa vivere di vita autonoma e agire su colui che con essa viene a contatto. Vero artista sarebbe il demiurgo che ha il potere di mutare l’oggetto in soggetto di stupore e di meraviglia rivelator dell’essere. La verità che Attardi vuole attingere nelle sue opere è la rivelazione della loro segreta bellezza nel momento in cui trova forma il loro essere.
La mostra propone un viaggio attraverso la produzione artistica del maestro siciliano cercando di toccare tutti i temi e i soggetti a lui cari: la violenza, la città, le donne, l’eros, il ballo, il viaggio e il mito prendono vita nelle opere figurative esposte. Non a caso, in quanto per Attardi sola la figuratività era un elemento della modernità per la sua potenza espressiva e il suo fascino perché in grado di esprimere l’impura essenza dell’uomo e la sua eroica grandezza. Eroica grandezza dell’uomo che vive con la sua fragilità in una società sempre più frammentaria come viene metaforicamente messo in evidenza nel dipinto “Palinuro a New York”.