Tino Stefanoni – Ipotesi di paesaggio

Milano - 21/11/2013 : 22/12/2013

La mostra mira ad approfondire l’approccio che l’artista lecchese ha avuto dagli esordi ad oggi con il paesaggio, oggettualizzandolo, riducendolo ai minimi termini e spogliandolo di ogni sovratono emotivo e retorico.

Informazioni

  • Luogo: LUCA TOMMASI
  • Indirizzo: Via Cola Montano, 40 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 21/11/2013 - al 22/12/2013
  • Vernissage: 21/11/2013 ore 18
  • Autori: Tino Stefanoni
  • Curatori: Alberto Fiz
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: dal martedì al sabato 12,00 / 19,00
  • Editori: SILVANA EDITORIALE

Comunicato stampa

Milano , 23 SETTEMBRE 2013 - LUCA TOMMASI è lieto di annunciare la seconda mostra del nuovo spazio milanese di Via Tadino 15 con l’allestimento di una personale di TINO STEFANONI dal titolo “IPOTESI DI PAESAGGIO”, a cura di ALBERTO FIZ


In concomitanza con la grande antologica milanese dell’artista, promossa dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese presso la galleria storica alle” Stelline” , la mostra da LUCA TOMMASI ARTE CONTEMPORANEA mira ad approfondire, in particolare, l’approccio che l’artista lecchese ha avuto dagli esordi ad oggi con il paesaggio, oggettualizzandolo, riducendolo ai minimi termini e spogliandolo di ogni sovratono emotivo e retorico.
Poche ma selezionate opere che dalla fine degli anni 60 ad oggi ci informano dell’evoluzione artistica di Stefanoni : si passa da un segnale stradale ad una tela grezza entrambe a cavallo degli anni 60/70, da un rara sperimentazione di pittura d vernici a caldo su alluminio del 1975 ad alcune recenti tele di grande formato dal forte impatto cromatico. Il lavoro di Tino Stefanoni, pur non appartenendo in senso stretto a quello dell’arte concettuale,di fatto si è sempre sviluppato nella stessa area di ricerca. Ha sempre guardato al mondo delle cose e degli oggetti del quotidiano, proponendoli nella loro più disarmante ovvietà come pagine di un libretto d’istruzioni dove le immagini sostituiscono le parole.
E’ evidente, nella ricerca, l’interesse a voler presentare le cose più che a volerle rappresentare e, al tempo stesso, a rivestirle di sottile ironia e magia tratte da un’operazione asettica come in un sogno lucido che può far convivere elementarità e mistero, due elementi che per loro natura non sono affatto prossimi ma vicini per contrappunto.
Anche nei dipinti di oggi, dove i canoni della pittura classica (nel senso stretto del termine) sono volutamente esasperati a favore di una didattica del pittorico (luce chiaroscuro disegno colore), si rivela sempre il mondo delle cose che, pur restando il momento risolvente del suo lavoro, si carica naturalmente di significati metafisici, gli stessi significati dei dipinti dal tratto nero e sfumato definibili come sinopie dei precedenti.
Tino Stefanoni, nato a Lecco nel 1937, ha studiato al Liceo Artistico Beato Angelico e alla facoltà di architettura del Politecnico di Milano. La sua vera e propria attività artistica inizia nel 1967 con il conseguimento del 1° premio S.Fedele di Milano e nel 1968 la prima personale alla storica galleria Apollinaire di Milano con un saggio di Pierre Restany.
Dal 1967 ad oggi molte sono le esposizioni in Italia e all'estero, citandone alcune: 1968 Galleria Bertesca, Genova - 1972 Galleria Paul Facchetti, Parigi e Zurigo - 1977 Galleria Art Global, S.Paolo e Petite Galerie, Rio in Brasile - 1978 Galleria Corraini, Mantova - 1981 Galleria Art in Progress di Dusseldorf e Monaco - 1986 Galleria Pio Monti, Roma - Galleria

Krief, Parigi - Galleria Roy, Losanna - 1989 Galleria Hete Hunermann, Dusseldorf - Galleria Ahlner, Stoccolma - galleria Totah, Londra – 1992 Galleria Artiscope, Bruxelles - 1994 Galleria Tovar & Tovar, Bogotà - 1996 Palazzo Civico, Sarzana - 1997 Castello di Rivara (To) - 1999 Galleria S. Fedele, Milano (con Salvo) - 2001 Galleria Baumgartl, Monaco - 2002 Galleria Fabjbasaglia, Rimini - Invitato alla XIII e XIV Quadriennale di Roma - 2003 Galerie Numaga, Neuchatel - 2004 Università Bocconi, Milano .
Alcuni Musei o Spazi Pubblici: Palazzo dei Diamanti di Ferrara nel 1977, Museo I C C di Anversa nel 1981, Museo Koekkoek di Kleve nel 1990, Stadtgalerie di Sundern (D) nel 1992, Museo di S.Marino e Villa Manzoni di Lecco nel 1994, Istituto Italiano di Cultura di Parigi nel 1996 e di Chicago nel 1997, Chiostri di S.Domenico a Reggio Emilia nel 1999, Museo di Tortolì (Nu) nel 2000, Palazzo Forti di Verona nel 2002, Trevi Flash Art Museum nel 2003 e Palazzo Pubblico Magazzini del sale di Siena nel 2006, unito alla creazione del Drappellone del Palio del 16 agosto 2006. Nel 1970 e nel 2011 partecipa alla Biennale di Venezia.