Tina Modotti – Retrospettiva

Verona - 28/11/2014 : 08/03/2015

L'esposizione, realizzata dall’associazione culturale Cinemazero in collaborazione con il Comune di Verona – Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri e Silvana Editoriale, ripercorre l'intera vita di Tina, come fotografa, musa e attivista.

Informazioni

  • Luogo: CENTRO INTERNAZIONALE DI FOTOGRAFIA SCAVI SCALIGERI
  • Indirizzo: Piazza Francesco Viviani - Verona - Veneto
  • Quando: dal 28/11/2014 - al 08/03/2015
  • Vernissage: 28/11/2014 ore 18
  • Autori: Tina Modotti
  • Generi: fotografia, personale
  • Orari: da martedì a domenica dalle 10 alle 19 (chiusura biglietteria 18.30). Lunedì chiuso. Aperta il 26 dicembre 2014, 1 gennaio (dalle 14.30) e 6 gennaio 2015.
  • Biglietti: intero 7,00 euro (con audio guida) ridotto 5,00 euro (con audio guida) ridotto scuole e ragazzi 1,00 euro
  • Email: eventicultura@comune.verona.it
  • Editori: SILVANA EDITORIALE

Comunicato stampa

Il Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri di Verona ospita, dal 29 novembre 2014 all'8 marzo 2015, la mostra
Tina Modotti. Retrospettiva.
L'esposizione, realizzata dall’associazione culturale Cinemazero in collaborazione con il Comune di Verona – Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri e Silvana Editoriale, ripercorre l'intera vita di Tina, come fotografa, musa e attivista.
“Sempre, quando le parole "arte" e "artistico" vengono applicate al mio lavoro fotografico, io mi sento in disaccordo… Mi considero una fotografa, niente di più

Se le mie foto si differenziano da ciò che viene fatto di solito in questo campo, è precisamente perché io cerco di produrre non arte, ma oneste fotografie, senza distorsioni o manipolazioni.” (Tina Modotti, Sulla fotografia).
La mostra ricostruisce la straordinaria esperienza artistica di Tina Modotti – che la vide prima attrice di teatro e di cinema in California e poi fotografa nel Messico post-rivoluzionario degli anni venti – sia la sua non comune vicenda umana.
Un cammino che educa l’occhio dello spettatore contemporaneo, riportandolo alla misura calibrata e meditata che caratterizza tutta l’opera della Modotti, cogliendo la forza caratteristica della fotografia: il suo non voler essere a tutti i costi “arte”, ma il suo dover essere qualitativamente valida per raccontare al mondo gli infiniti aspetti della vita.