The Drifting Clouds

Salerno - 05/04/2014 : 14/06/2014

Il titolo "The Drifting Clouds - Nuvole alla Deriva” è tratto dal primo romanzo moderno giapponese (Ukigumo, 1887 di Futabatei Shimei) e in questo progetto diventa per i tre artisti giapponesi, metafora del senso di instabilità interiore che è tipico della loro generazione. Instabilità che è anche “sospensione” tra due culture, occidentale e orientale, attraverso le quali si muovono anche fisicamente, riempiendo mappe e tracciando percorsi.

Informazioni

Comunicato stampa

La Galleria Paola Verrengia inaugura sabato 5 Aprile 2014 la mostra “The Drifting Clouds” di tre artisti, Kaori Miyayama, Masaharu Sato e Shinya Sakurai , a cura di Antonio d’Avossa.

Kaori Miyayama (Tokyo,1975), Masaharu Sato (Oita,1973) e Shinya Sakurai (Hiroshima,1981) utilizzano tecniche diverse - fotografia e installazione per Kaori Miyayama, digital painting (pittura digitale) e video per Masaharu Sato, pittura per Shinya Sakurai - per dar vita ad un complesso, intrigante progetto, pensato appositamente per gli spazi della Galleria


Il titolo "The Drifting Clouds - Nuvole alla Deriva” è tratto dal primo romanzo moderno giapponese (Ukigumo, 1887 di Futabatei Shimei) e in questo progetto diventa per i tre artisti giapponesi, metafora del senso di instabilità interiore che è tipico della loro generazione. Instabilità che è anche “sospensione” tra due culture, occidentale e orientale, attraverso le quali si muovono anche fisicamente, riempiendo mappe e tracciando percorsi.
Di loro scrive Antonio d’Avossa:
“Nel lavoro di Shinya Sakurai è visibile la condizione di sospensione e fluttuazione nelle macchie di colore che si diffondono sulla superficie della tela e che organizzano uno spazio che supera lo stesso supporto e producono nuvole di colore e di forme. In definitiva una vera e propria nuvola di nuvole, o una ripresa della pittura come macula nel cielo sereno di una tela distesa nell’ orizzonte delle immagini.

Per Masaharu Sato si può dire di una sospensione alla soglia del vedere. Le sue fotografie sono organizzate sulla sospensione dello sguardo tra dentro e fuori, tra visione interna e visione esterna, ma questa ultima visione non è mai rappresentata, il rinvio è diretto al nostro sguardo che guarda e che al contempo immagina. E’ la sostanza di questi passaggi che le sue immagini ci fanno vedere.

Con Kaori Miyayama ci troviamo dinanzi alla mancanza di gravità, vediamo con la fisica leggerezza della condizione della sospensione. Guardiamo la trasparenza del dentro e fuori come si può vedere solo attraversando le stesse nuvole per due volte di seguito. Impossibile nella realtà e tuttavia possibile nella condizione visiva che dalle sue installazioni emerge sempre.” ( Antonio d’Avossa).

Di Kaori Miyayama nata a Tokyo nel 1975, si segnalano : “The way down to the sky”, Base Gallery Tokyo ( 2013); “La Dimensione Nascosta – The Hidden Dimention”, curata da M. Galbiati e M. Rancan, alla Pinacoteca Villa Soranzo, Varallo Pombia, Italia (2011);
le mostre collettive “La natura rigenerata”, presso Villa Braghieri, Museo Civico di Storia Naturale, Piacenza (2013) e “SP ESTAMPA 2012”, presso la Galeria Gravura Brasileira, Sao Paulo, Brasile.
Di Masaharu Sato nato ad Oita nel 1973, si segnalano: “9 HOLES”, al Kawasaki City Museum, Kanagawa (2013); “Signs”, alla Galerie Voss, Düsseldorf, Germania (2009); le mostre collettive “From a distance, keep a distance”, presso The Sungkok Art Museum, Seoul, Korea (2011); “Not only paper”, presso il CAFA Art Museum, Beijing, Cina (2012); “2:46 and there after”, presso la Edison Place Gallery, Washington, D.C, USA (2012); “15th JAPAN MEDIA ARTS FESTIVAL Exbition of Award-winning Works”, The National Art Center etc., Tokyo (2012).
Di Shinya Sakurai nato a Hiroshima nel 1981, si segnalano: “United Colors”, presso la Base Gallery, Tokyo (2013); “Saluzzo Arte”, presso la Fondazione Amleto Bertoni, Saluzzo, Italia (2012); “Shinya Sakurai 2007-2012”, presso Palazzo Mistrot, Torino (2012);
“Paese dei Nidi” a cura di Andrea Pozzoli, presso il Castello di Racconigi, Racconigi, Italia ( 2011).

Per Masaharu Sato si ringrazia Galerie Voss, Düsseldorf.