Tele-Visioni

Bologna - 05/10/2012 : 28/10/2012

In occasione della VIII giornata del contemporaneo, “Martino Design” (inaugurazione 5 ottobre ore 18.30) e “Fantomars Arte Accessibile” (inaugurazione 6 ottobre ore 18.30) ospitano a Bologna la collettiva Tele-Visioni: 11 artisti interpretano il piccolo schermo.

Informazioni

Comunicato stampa

In occasione della VIII giornata del contemporaneo, “Martino Design” (inaugurazione 5 ottobre ore 18.30) e “Fantomars Arte Accessibile” (inaugurazione 6 ottobre ore 18.30) ospitano a Bologna la collettiva Tele-Visioni. I curatori Fulvio Chimento e Antonella Malaguti hanno invitato 11 artisti a misurarsi con un tema di stretta attualità: il rapporto tra i mass-media e la contemporaneità; il progetto espositivo prevede l’utilizzo di vecchie tv non più utilizzabili a causa del recente passaggio al digitale terrestre

Gli artisti in mostra nelle due sedi espositive sono: Artediparte (performance), Elena Bellantoni (video arte), Simone Fazio (pittura), Valerio Giacone (pittura), Pier Lanzillotta (pittura), Selene Lazzarini (video e fotografia), Giovanni Monti (collage-tecniche miste), Cristina Panicali (fotografia, reportage), Giuliano Pastori (pittura), Angelica Porrari (video arte) e Trisegno (design).
Artediparte, gruppo formato da Daina Pignatti, Irene Guadagnini e Matteo Verri, si esibirà venerdì 26 ottobre in una performance artistica itinerante dal titolo Teletrasporto_le trasmissioni riprenderanno appena possibile, ospitata in entrambe le location.
Rosalid Krauss, influente critico d’arte dei nostri tempi, sostiene che quando un medium perde la sua funzione quotidiana inizia a suscitare un nuovo interesse. La condizione di “fuori moda” permette a certi oggetti di liberarsi dal pregiudizio d'uso e di innescare un rapporto con l'ambito estetico. Il passaggio dalla tv via cavo al digitale, avvenuto nel 2011, ha decretato il definitivo spegnimento di molti apparecchi non più convertibili alle nuove tecnologie e la conseguente necessità, da parte dei comuni, di riciclare un grosso quantitativo di apparecchiature elettroniche non più utilizzabili. Come “salvare” questi monitor abbandonati re-inventandoli per fini estetici? I curatori hanno posto questo interrogativo a 11 artisti, che indagano il “piccolo schermo” considerandolo al pari di un qualsiasi ready made (vaso, cornice, acquario, lampadario, casa per le bambole…).
L’esposizione ha l’intento di indagare dinamiche sottili legate alla comunicazione di massa, in un momento in cui un mezzo interattivo come internet ha innescato un cambiamento epocale, che coinvolge i singoli individui, la società, il mercato e, di conseguenza, l'arte. I sociologi evidenziano come le nuove generazioni abbiano maggiore dimestichezza con la rete rispetto alla tv: "YouTube", che fino al 2008 stimava più di 85 milioni di video, oggi contiene un numero di filmati che non può essere calcolato. Se è vero quanto scrive Giuseppe Granieri nel suo libro Blog Generation (Editori Laterza, 2005) che “i social network trasformano ogni individuo in una sorgente informativa potenzialmente di massa”, la tv non ha forse iniziato a perdere il suo scettro? Quanto auspicava Lucio Fontana nel suo Manifesto spaziale per televisione (1952), ovvero “una nuova dimensione per la ricerca estetica accessibile attraverso la tecnologia”, sembra compiersi proprio nei nostri giorni, se pensiamo per esempio alla grande fortuna di cui ha goduto la video arte già a partire dagli anni 90 e al rapporto ormai quotidiano, e inconsapevole, che si è instaurato tra l’individuo e l’universo delle immagini.

L’edonismo di massa che la tv è stata in grado di generare sembra oggi celarsi sotto nuovi modelli, e se la tv è simbolo per eccellenza della realtà artificiale e dell’assenza di verità, l’artista è colui che con il suo intelletto può mettere a nudo i travestimenti della società dei consumi, ricorrendo all’artificio creativo. Le opere in mostra sono state realizzate tenendo conto di un rapporto diretto con il piccolo schermo, oggetto con il quale ogni individuo ha instaurato nel corso della propria esistenza un legame quotidiano, quasi “familiare”, che prescinde dall’oggetto in sé e rimanda a significati complessi che possono coincidere con i tratti distintivi della società contemporanea. Interrogarsi sulla tv significa focalizzare l’attenzione sul nostro tempo e sulle dinamiche che lo determinano.

Fulvio Chimento (Roma, 2/2/79) e Antonella Malaguti (Modena, 31/3/78) sono curatori indipendenti di mostre d’arte contemporanea. Dal 2009 organizzano esposizioni che hanno l’intento di portare il dibattito culturale ed estetico oltre i tradizionali luoghi istituzionali: fabbriche abbandonate, spazi urbani, musei con vocazione sperimentale, luoghi dediti alla meditazione e alla spiritualità. Tra le mostre curate insieme: Risk-Art, Ex Fonderie Riunite, Modena, 2009; Starting Point, Museo Carlo Zauli, Faenza, 2010; Il sesto continente, in occasione di Gemine Muse (VII edizione), Museo Civico Etnologico, Modena, 2010; Festival *Dolce India*: arte, fotografia, letteratura, meditazione, musica e danza, Ashram Joytinat (Ancona), 2012.

Artediparte è un progetto attivo in ambito emiliano nato dall’incontro tra Daina Pignatti, Irene Guadagnini e Matteo Verri, nella continua ricerca di connessione tra percorso creativo, atto performativo e realtà quotidiana. Realizzano performance artistiche e teatrali; il risultato è un mix di humor, pathos, paura, al fine di mettere in evidenza le dinamiche dell’assurdo che vincolano la nostra esistenza.
Elena Bellantoni: artista visiva classe 1975, vive tra Berlino e l’Italia. Nel 2006 vince il Temphelhof-Shoneberg Kunstpreis Zum Ball-Spiel. Nel 2007 espone una personale alla Weisser Elephant Galerie di Berlino. Nel 2009 vince il Movin'up e grazie al G.A.I. di Torino realizza il progetto In Other Words a Santiago del Chile. Lo stesso anno partecipa alle mostre: Imprimatur2, evento collaterale durante la 53º Biennale di Venezia, presso l’Incubatore di Sant’Elena; Desembedded al Museo La Civitella, Chieti; Video in Progress3 alla Photon Gallery in Ljubljana, Slovenia; al Tenth Contemporary Art Festival al Museo BAC di Barcellona. Nel giugno 2012 partecipa alla mostra Re-Generation al Museo Macro di Roma.

Simone Fazio, nato a Modena nel 1980, vive e lavora a Castelfranco Emilia. La sua ricerca pittorica si concentra sul corpo nei suoi diversi atteggiamenti, attraverso un percorso espressivo fondato sul dettaglio analitico, di cui ha approfondito la conoscenza grazie agli studi in Disegno Anatomico e Chirurgico presso la facoltà di Medicina e Chirurgia di Bologna. Espone in Italia in spazi pubblici e privati. Partecipa nel 2010 a Gemine:Muse al Museo Civico di Modena. Nel 2012 il Comune di Castelfranco gli dedica una personale dal titolo Nel buio.

Valerio Giacone nasce nel 1976 a Roma, città in cui vive e lavora. Artista in grado di coniugare differenti linguaggi espressivi, negli ultimi anni è ospite di riferimento della Galleria d’Arte Spazio 120 (Roma) ed è attivo all’estero, soprattutto in Germania. Tra le sue mostre si ricordano: Alle origini, il fuoco (Galleria d’Arte Spazio 120, Roma); Metamorfosi Romane (kunstmassnahmen gallery, Heidelberg, Germania); Valerio Giacone (Vollhnoffer Art Studio, Budapest). In compagnia di Umberto Chiodi partecipa alla residenza d’artista curata da Fulvio Chimento presso l’Ashram Joytinat di Corinaldo (Ancona, settembre 2012).
Pier Lanzillotta nasce nel 1982 a Modena, città in cui vive e lavora, coniugando la passione per l’arte e per la musica. Le sue opere pittoriche sono caratterizzate dall’ossessione per la psichedelia, nel tentativo di trasporre il suono in segno; preferisce lavorare con supporti non tradizionali come le plastiche viniliche. Concentra la propria attenzione sull’elemento seriale, focalizzando la propria ricerca sul bianco e il nero. Nel 2008 ha preso parte ad Arte in attesa a Modena, a cura di Gianfranco Maraniello, oggi direttore del MAMbo; nel 2012 è ospite alla Biennale d’Arte d’Europa, Parigi.
Selene Lazzarini, nata a Manerbio (Bs) nel 1983, vive e lavora a Bologna. Tra le recenti collettive a cui ha partecipato: Carousel, a cura di L. Panaro, Rocca Malatestiana, Fano, 2012; Chapitre XVIII-We own the night, a cura di S. Lucas e G. Clermont, La Pillola, Bologna, 2012; La verità è luce, a cura di S. Caramia, Centro Open Space, Catanzaro; La bellezza corrompe, a cura di S. Caramia, Centro Open Space, Catanzaro, 2011; Nascor 2, tra arte e natura, Fondazione Noesi, Palazzo Barnaba, Martina Franca (Ta), 2011.
Giovanni Monti, nato ad Ancona nel 1956, vive e lavora a Bologna. Artista eccentrico, rilegge alla maniera contemporanea il vocabolario surrealista e dadaista. Critico d’arte sui generis, animatore culturale a Bologna di un gruppo di creativi outsider con cui ha stretto negli anni un legame consolidato, Monti è un talent scout acuto e attento soprattutto alle esigenze degli artisti giovani che orbitano nell’interland emiliano; è l’ideatore di Fantomars Arte Accessibile, che dal 2009 ha aperto i propri battenti a Bologna.
Cristina Panicali, nata a Carpi 1981, vive e lavora a Modena. Nel 2011 è vincitrice del premio “Special” - Emilia Romagna (2010) indetto dalla Cassa di Risparmio di Modena. Realizza reportage fotografici, recentemente esposti al Festival Adriatico Mediterraneo di Ancona all'interno della mostra Do JU remember? Tra i suoi soggetti preferiti spiccano i treni: “L’abbandono su binari sempre uguali che conducono a viaggi sempre diversi”. Nel 2012 ha esposto i suoi scatti al Festival della Fotografia Europea di Reggio Emilia.
Giuliano Pastori nasce nel 1975 a Roma, città in cui vive e lavora. La sua poetica artistica è una riflessione sulla natura del tempo e le convenzioni adottate per misurarlo. Ricerca l'origine del movimento e le sue tracce spaziali e temporali. Nel 2011 è stato invitato al Padiglione Italia della 54° Biennale di Venezia per la Regione Lazio; nello stesso anno la casa editrice De Deux pubblica Quaderni d’Arte, una monografia a lui dedicata. Le sue opere figurano nei cataloghi: Premio Terna03 - Roma (2010), Premio Artemisia - Ancona (2010), CelestePrize09 - Berlino (2009).
Angelica Porrari nasce nel 1985 a Modena, città in cui vive e lavora. Diplomata in pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna, si dedica al linguaggio video: nel 2011 espone alla collettiva International Departures presso l’ex Ospedale Sant’Agostino di Modena in una mostra curata dalla Fondazione Fotografia. Nel 2010, presso la Biblioteca Poletti a Modena, espone una video installazione dal titolo Nude rovine, in un progetto curato dalla Galleria Civica. Nel 2009 rappresenta i giovani artisti dell’Emilia Romagna alla Biennale di Skopje.
Trisegno Design è un progetto che nasce a Carpi dalla sinergia creativa tra Mattia Medici, Agostino Okon e Matteo Pellicciari. Il loro intento è quello di interpretare il design riportandolo a una dimensione più misurata, dove l’ambiente di produzione è più simile alla bottega artigianale piuttosto che alla scala di tipo industriale. I tre designer realizzano mobili, lampade e complementi d’arredo utilizzando oggetti di riuso nel segno dello stile, del gusto e dell’originalità.