Tabarro Printings 2005-2025

  • TABARRO

Informazioni Evento

Luogo
TABARRO
Enoteca Tabarro, Strada Luigi Carlo Farini, 5/b, 43121 Parma, PR, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al
Vernissage
30/10/2025
Generi
disegno e grafica

Il lavoro grafico a servizio dell’Osteria

Comunicato stampa

TABARRO PRINTINGS / 2005 – 2025
Il lavoro grafico a servizio dell’Osteria
dal 30.10.25 al 03.12.25
TABARRO – Parma
* * *
concept & allestimento: Sabrina Chávez & Diego Sorba
supervisione curatoriale: Marco Scotti
parte tecnica: Giovanni Stucchi
* * *
L’ immagine prototipica fu quella di Aristide Bruant con mantello nero e sciarpone rosso in uno dei più celebri
manifesti disegnati da Toulouse-Lautrec.
Il fatto singolare è che quella sagoma, così fatale per me e per questo luogo, io non la trovai affissa ai muri di un café
chantant in zona Champs-Élysées, bensì la vidi riprodotta sul coperchio di legno di una forma di Brie de Meaux
mentre ero impiegato come jolly tuttofare in una formaggeria di Galway ( il lavoro dei miei sogni, probabilmente, che
però sono certo non sarei mai riuscito neanche a immaginare, se fossi rimasto qui per sempre, nella bambagia
primordiale della mia città ).
Poi, un bel giorno mi imbattei nella locandina dell’ atto unico IL TABARRO di Giacomo Puccini, quella della “prima”
alla Metropolitan Opera House ( 14.12.1918 ), e scoprii questo font straordinario, copiato di sana pianta e presto
riproposto in lettere di metallo siliconate sull’ architrave in testa alla porta-vetrata d’ ingresso di questa Osteria.
Ora, l’ ispirazione era chiara, la via maestra era tracciata, ma ci voleva un logo.
Io pensavo a una carrellata di pioppi lungo un argine di Pianura, con una piccola figura in lontananza, un uomo col
tabarro, magari in sella a una vecchia bicicletta.
Il mio primo consigliere in materia di grafica mi fece però capire che “un logo è un logo, e un disegno è un disegno”:
sono due cose ben diverse.
E così, pescando sempre dalla stessa sequenza di quel film capolavoro che conoscevo a memoria, in un attimo
trovammo quello che cercavamo.
Ancor prima di inaugurare l’ attività, nasce da questo episodio ⎼ un’ epifania bell’ e buona ⎼ il forte amore del
TABARRO nei confronti del segno grafico inteso come possibilità di esprimere e comunicare verso l’ esterno un
bagaglio culturale, un modo di essere, una visione delle cose, un messaggio chiaro e leggibile di volta in volta da parte
di chi sia in grado di interpretare il linguaggio delle immagini e della comunicazione disegnata e scritta.
Questa Mostra è un “gesto naturale” che vogliamo donare a tutti per celebrare 20 ANNI di grandi idee per “imprese”
tutto sommato piccole, ma sempre contraddistinte da un’ incontenibile passione.
D.
* * *
Sul tavolo di questa sala da pranzo, allestito come una sequenza di bacheche espositive su piano orizzontale, abbiamo
voluto mettere in mostra una carrellata di locandine storiche di questo primo quinto di Secolo di vita del TABARRO,
cercando di seguire un nesso diegetico legato principalmente all’ avvicendarsi delle “mani” e delle “teste” che hanno
contribuito negli anni a rendere così ricca e unica questa Collezione.
Entrando nella sala, sul muro di destra abbiamo invece scelto quelle che ci sono parse, dopo una serratissima “fase
eliminatoria”, le locandine più significative tra quelle disegnate da ognuno dei grafici a cui via via ci siamo rivolti per
rappresentare i nostri eventi più particolari ( serate di degustazione, feste musical-danzanti, cene speciali, sessioni di
condivisione “spinta” da bancone o veri e propri baccanali ).
Procedendo a partire dal capotavola qui accanto e muovendoci verso la finestra, incontriamo dunque i 5 moduli-bacheca
la cui descrizione è affidata alle singole didascalie.
BACHECA #1 / Le origini
( 2005 )
Questo signore intabarrato si chiama Oreste.
Il suo profilo e il suo nome provengono direttamente da una vecchia cassetta VHS, sotto forma di fotogramma
bloccato in fermo-immagine al minuto 98’ circa di “Novecento – Atto I” ( regia di Bernardo Bertolucci, anno 1976 ).
Oreste per noi è l’ uomo con il tabarro, è l’ uomo che entrava nelle stalle, che passava le notti nei fienili, che indugiava
all’ osteria davanti a una scodella di riso, verze, brodo e pasta di salame fresco, l’ uomo con l’ asso di bastoni e il
tabacco nella saccoccia, o forse uno schioppo o un culatello nascosti sotto il panno di lana, l’ uomo che passava in
bicicletta su quell’ argine di fiume, lungo la fila dei pioppi, il riflesso – la sua ombra – capovolto a specchio sulla
superficie dell’ acqua corrente, sparito per sempre.
La sua silhouette è opera di ARNALDO UPALI ( Parma, 1974 ), disegnatore e creativo alquanto navigato nel campo dell’
abbigliamento sportivo, nonché fondatore di “Holy Freedom”, brand parmigiano di abbigliamento motociclistico
casual, tra il custom e il vintage.
Arnaldo è anche il marito di mia sorella Benedetta Sorba, l’ architetto che nel 2005 ha disegnato gli interni del locale
e seguito i lunghissimi lavori di ristrutturazione.
Ciò significa che per anni ho approfittato spudoratamente delle fatiche e delle capacità di entrambi ⎼ egoisticamente
parlando, di certo non mi pento di averlo fatto e di sicuro non me ne dolgo, perché essermi ritrovato “in casa” due
fuoriclasse di questo calibro non è stata altro che una sfacciatissima fortuna.
BACHECA #2 / Chi fa da sé, fa per tre
( 2006 – 2019 )
Nei primi anni di vita del TABARRO il lavoro di Arnaldo si concentra su Oreste con i suoi molteplici e variegati
“travestimenti” ( da partigiano con lo Sten, da bagnante in costume Belle Époque, da folletto irlandese un po’ sdentato,
da sciatore con scarpone Lange, più tanti altri che per ragioni di spazio non abbiamo potuto inserire ).
Si inaugura anche una serie di monografie, su tutte quelle dedicate ai vitigni Nebbiolo, Sangiovese e Pinot Noir, in
stretta collaborazione con il “fratello d’ armi” oste e divulgatore itinerante Matteo Pessina oppure “La Sottile Linea
Gialla”, il ciclo ideato dall’ uomo del passaggio a Nord-Est, il formidabile Roberto Terpin.
Nel frattempo, per alleggerire Arnaldo dai troppi oneri, inizio ad occuparmi di persona di alcune locandine “più
facili”, senza avere una minima idea né preparazione né pretesa, quindi sostanzialmente lavorando in Word, e come
viene, viene.
In particolare, entra in produzione una sfilza di leggendarie Domeniche pomeriggio danzanti in compagnia delle
selezioni musicali dell’ amico DJ Marco Pipitone ( unico a possedere l’ intera serie !!! ).
Contemporaneamente, scopro che uno dei collaboratori ormai già “storici” del TABARRO sta lavorando come grafico
part-time per un’ azienda di materiale elettrico, ed è stato incaricato della stesura di un catalogo di solamente 5mila
pagine, povrètt.
Decido così di affidare a lui, nei suoi ripetuti andirivieni tra le fila dello Staff ( ad oggi detiene ancora il record di
presenze e longevità di servizio, si parla di una forbice temporale che va dal 2006 al 2021, con alcune sporadiche
interruzioni e tanti riavvicinamenti, prima dell’ assunzione definitiva nel 2014 ), la gestione del comparto grafiche
per le nostre serate ed eventi speciali.
ANDREA MAESTRI (Parma, 1983), votato Migliore Scudiero della Storia dopo Sancho Panza da una Giuria
Internazionale specializzata, ha saputo esaudire e realizzare le peggiori turbe grafiche, anzi grafomaniache, nonché
lessico-grammaticali del sottoscritto.
Il suo stile inconfondibile è tale proprio perché non esiste.
È uno stile fatto di tutti gli stili, semplice, malleabile, innocente, impretenzioso, concreto.
Come il carattere della sua persona, Andrea sa mettere le cose in fila e affrontarle una a una, con la dovuta
tranquillità, la totale assenza di panico nelle situazioni più difficili, la battuta sempre pronta, lo sguardo scanzonato
e soprattutto la risata, lo sguardo d’ intesa, il guizzo che diventa assist millimetrico, in una parola la fiducia.
Tu le spari grosse, lui le adatta e le risolve sempre.
Oppure, una volta compreso quello che hai in testa, lui lo tira fuori in anticipo e tu sei felice perché applica in modo
naturale quel concetto di “sostegno” che sta alla base del rugby, lo sport che hai amato di più e che lui non pratica
perché è nato calciatore, tuttavia comprende e rispetta.
Lo slogan che ci ripetevamo più spesso, negli innumerevoli “lavoretti” grafici che abbiamo sfornato insieme, era il
seguente:
“Ricordiamoci sempre, Èndriu, la differenza tra il PRECARIO e il POSTICCIO.
Il primo può diventare una forma d’Arte, il secondo no”.
* * *
BACHECA #3 / Le grafiche “scritte”
( 2010 – 2021 )
Questo tavolo è interamente composto da alcuni esempi di lavori dove più che la grafica in sé conta il progetto
contenuto e scritto nel foglio.
Sempre a fianco di ANDREA MAESTRI ( v. BACHECA precedente ) ci siamo dati da fare a più non posso con il modo
di raccontare noi stessi, perennemente in bilico tra il fantasioso, il talvolta surrealistico e il quasi sempre anti-
commerciale, abbiamo lavorato tanto, un po’ come Sisifo, cioè fare oggi per disfare domani per rifare la stessa cosa
il giorno dopo ancora e per poi dover ricominciare da capo un’altra volta, ad libitum e senza requie.
Così facendo, abbiamo sfornato progetti ispirati dal buonumore che spuntavano come funghi nel bosco e che
avremmo potuto tranquillamente mettere sotto brevetto ( la schedina di degustazione del Totocalcio, la caccia al
tesoro del Primo Maggio, il “Cambio della Guardia”, “La Presa della Bottiglia”, i manifesti per l’ osteria temporanea
allo “SponzFest” su invito di Vinicio Capossela, le “Mystery Box”, la degustazione ciclistica in compagnia del grande
Gianni Mura, eccetera ).
Le nostre piccole grandi imprese grafiche dopotutto servivano a scacciare la monotonia e la fatica del lavoro
snervante a stretto contatto con il pubblico.
Per questo motivo, nonostante i numerosi errori marchiani, i risultati ottenuti da questa coppia di semi-dilettanti
allo sbaraglio si sono sempre rivelati più che dignitosi, talora eccellenti, addirittura ( la critica di settore può
confermare ).
BACHECA #4 / Dal Dilettantismo al Professionismo
( 2015 – 2023 )
Prosegue la collaborazione con ANDREA MAESTRI, che si codifica sostanzialmente in una serie di tipologie di
interventi ben distinti tra loro.
Elenchiamo queste macro-categorie:
- le “FRONTALI”
( locandine di impianto classico a cornice verticale, con immagine e testo centrali );
- le “VIGNETTE”
( locandine in cui compaiono “nuvolette” di testo, stile “fumetto” );
- le “RUGBYSTICHE”
( locandine concepite per gli eventi legati al mondo della palla ovale, dal Torneo delle 6 Nazioni alla World Cup );
- gli “SPECIALS”
( locandine per iniziative particolarmente fuori dagli schemi, serate irripetibili oppure trasferte lontano da casa );
- le “MUSICALI”
( locandine “espresse” per i set del nostro esperto di vinili 45 giri, DJ SPANNA aka Corrado Beldì );
- le “SCRITTE”
( listini, proposte commerciali, progetti irrisolti, Menù degustazione, avvisi ai naviganti et similia );
- gli “ERRORI”
( locandine dello “sbagliando, s’impara”, e noi due modestamente il verbo “sbagliare” lo conoscevamo bene … ).
Quando nel 2021 Andrea lascia il TABARRO, ho pensato non tanto di smettere di produrre grafiche che esprimessero
lo spirito eclettico e anticonformista del locale e del materiale umano che lo popola, ma più in generale di piantare
lì, punto e basta, figurarsi le locandine, tzè …
Eppure, la voglia di ripartire, di autoconservarsi, certe volte è più forte di quella di darsela a gambe, scappare e
gettare tutto alle ortiche.
Dal punto di vista del lavoro grafico, l’ artefice di questa vera e propria ripresa, colui che ha dato forma a un nuovo
indirizzo concettuale e a un nuovo linguaggio, è stato MANUELE ALTIERI ( Eboli, 1989 ).
Disegnatore, paroliere, agitatore culturale su discipline multiple ( dalla comunicazione, alla musica, alla cucina, e
oltre ), in sintesi un autentico conglomerato umano di sensibilità e inquietudine, è arrivato a me attraverso gli
straordinari lavori che ha sempre svolto per conto del BAREZZI FESTIVAL.
Ne è scaturita una collaborazione fitta e feconda, che si esprime a tutto campo, sia per eventi legati al TABARRO che
per le iniziative personali del mio alter ego “Fat Moe”.
Qui troviamo alcuni esempi-cardine del lavoro di Manuele, come le cosiddette “gite scolastiche” e gli annessi
“gemellaggi” con alcuni locali d’ Italia, l’ ormai mitologica “risottata” del 23 Dicembre, il “clandestino” TUESDAY
NIGHT LIVE giù di sotto in cantina, più qualche altro colpo da Maestro sparso, come la “doppietta” dedicata alla
Spagna e la locandina del 19mo Compleanno, tra tutte quelle di sua produzione le mie preferite.

BACHECA #5 / TABARRO RELOADED: le grafiche di oggi
( 2023 – 2025 )
Con il cambio al timone e il rinnovo dell’ impianto tecnico e gestionale, avvenuto tra il Gennaio e l’ Aprile del 2023,
giungono al TABARRO nuovi stimoli, nuovi punti di vista e nuove prospettive.
Questo modulo raccoglie i primi significativi esempi del nuovo corso, anche grafico e comunicativo, delle cose.
Due in particolare sono gli Artisti del tratto e del pensiero grafico che stanno riscrivendo con il loro operato la
Collezione TABARRO PRINTINGS: ALESSANDRO CANU ( Lagos - Nigeria, 1988 ) e LUCA MASCHERPA (Breno - Valle
Camonica, 1987 ).
Del primo colpiscono soprattutto la nonchalance del disegno a mano libera ( ritratto di Guido Picelli, serie dedicata
alle stagioni dell’ Antelami ) e le coloriture tribal-melanco-noir tra Africa subsahariana e Albrecht Dürer.
Il secondo, invece, con l’ inaugurazione della serie delle “facciate”, sublimata dalla locandina del Ventennale che
stiamo facendo circolare in ogni dove con orgoglio per tutto quello che siamo stati capaci di assorbire e fare accadere
dal 2005 a oggi, e per vent’ anni ancora, almeno.
A loro affidiamo le nostre vetrine, e qualche spazio strategico dei nostri muri e delle nostre porte.
Di sicuro ne vedremo tante altre, e tutte molto belle, con grande gioia e prestigio della nostra Collezione.
* in quest’ ultima bacheca figurano anche in un piccolo “cammeo” il designer e art director MICHELE ANGELO aka
SUPEREXPRESSO ( Mantova, 1977 ) e l’artista GERMAN QUINO GANOZA aka CHERMAN ( Lima, 1969 ), che in compagnia
di WILDER PALLARCO ( Lima, 1982 ) rappresenta la delegazione grafica peruviana storicamente in forza a LA
GASTRÓNOMA, il locale “intabarrato” di Sabrina & Marco a Miraflores che da circa 30 mesi è “tornato alla base”, qui a
Parma, in Strada Farini n. 5/B.